Mettersi in proprio : lavorare nel settore finanziario. Sesta parte.

novembre 25, 2010 | Fare impresa

Per essere dei buoni promotori finanziari, bisogna avere spiccate capacità organizzative, che non si acquisiscono solo studiando, ( un’adeguata formazione è indispensabile) ma anche sul campo, con l’esperienza che si costruisce giorno per giorno. Ecco alcuni degli aspetti salienti della professione di promotore finanziario, rivelati da un operatore del settore, Arrigo Nano che ha gentilmente accettato di farsi intervistare per affari propri. L’intervistato è anche presidente di Assonova, un’Associazione federativa che rappresenta promotori finanziari iscritti all’Albo attraverso diverse sigle. E’ sostenuta da sindacati bancari, tra cui Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani), la Fiba Cisl ( Federazione Italiana Bancari Assicurativi) e il Sinfub ( Federazione Nazionale Sindacati Autonomi Personale di Credito, Finanza e Assicurazioni). L’Associazione conta 9 mila iscritti, agenti e dipendenti di banca , che ne costituiscono la maggioranza. Ad Arrigo Nano

abbiamo rivolto una serie di lunghe domande, per cui è probabile che questa intervista sarà articolata in due puntate che vi invitiamo a seguire, perché solo dalla testimonianza diretta di chi lavora nel settore possiamo carpire alcuni aspetti fondamentali di questa brillante professione della Finanza.


Può parlarci ancora dell’Associazione che lei presiede? Quando è nata e con quale mission?

La costituzione di Assonova è stata decisa nel 2007, dopo dieci anni di esperienza sindacale, allo scopo di partecipare all’Organismo APF, che è l’unico autorevole tavolo di confronto tra le categorie interessate e che sono rappresentate oggi da Anasf (Associazione Nazionale Promotori Finanziari), Assoreti ( Associazione Nazionale delle Società di Collocamento di Prodotti Finanziari e di Servizi di Investimento), Abi (Associazione Bancaria Italiana). (La partecipazione all’Organismo è disciplinata dal Testo unico della Finanza e dal Regolamento Intermediari Consob).

Lei è il presidente di un’associazione di promotori finanziari, può raccontarci da quanto tempo svolge la professione, in quale ramo ( bancario, assicurativo) ed in quale area geografica ?

Non ho mai lavorato in banca, ho maturato le prime esperienze professionali in Fiat , poi nel 1981 ho assunto il mandato da Fideuram svolgendo l’attività in Piemonte e Lombardia.

Ha lavorato da dipendente o da agente?

Attualmente sono agente di Sanpaolo Invest e lavoro a Torino.

Allo stato attuale quanti promotori finanziari operano in Italia?

La categoria dei promotori finanziari ha avuto origine e si è sviluppata nella seconda metà degli anni 70 nel settore parabancario grazie ad un utilizzo del rapporto di agenzia. Con la progressiva bancarizzazione delle reti di distribuzione, avvenuta negli anni novanta, sono aumentati moltissimo i dipendenti di banca iscritti All’albo promotori, anche se non tutti di fatto esercitano l’offerta fuori sede.

Secondo la sua esperienza sono più diffusi i promotori dipendenti o gli agenti?

Dei circa 60.000 iscritti all’APF, i bancari dipendenti sono circa 12.000 e gli agenti censiti da Assoreti (circa 85% dei promotori attivi) più del doppio. Ma un gran numero di persone iscritte all’APF, sono anche agenti di assicurazione oppure mediatori creditizi, agenti in attività finanziarie, e anche consulenti finanziari. Tutte queste persone, che non sono titolari di mandato, sono tenute tuttavia a versare il contributo di vigilanza alla Consob nonché il contributo per la tenuta dell’Albo all’Organismo APF.

Ho notato che alcuni promotori finanziari avviano degli studi associati, ma è possibile fare promozione finanziaria associandosi ad altri colleghi?

Avviene spesso che un gruppo di promotori facenti capo ad uno stesso mandatario, costituisca un ufficio per meglio fronteggiare alcuni costi di esercizio. Non conosco casi in cui si siano consociati promotori di reti diverse. E’ questa un’ipotesi difficilmente praticabile e che è ostacolata dagli intermediari finanziari che si avvalgono della collaborazione di promotori finanziari. C’è infatti il rischio che con la condivisione degli spazi si creino confusioni a danno dei clienti e occasioni di violazione del monomandato.

A parte il percorso di legge, come ci si forma per diventare dei bravi promotori finanziari?

Da qualche anno in alcune Università vengono proposti percorsi di studio comprendenti materie che possono considerarsi di base per l’attività del promotore finanziario. Acquisiti i contenuti fondamentali, è richiesta una formazione che segua di pari passo i molti cambiamenti che interessano l’attività stessa.

A proposito di corsi di laurea adatti alla formazione dei promotori finanziari segnaliamo il corso di laurea in Banca, Finanza e Mercati Finanziari attivato presso la facoltà di Economia dell’Università di Pisa, ma corsi simili vengono attivati anche presso le facoltà di Economia di altre Università Italiane, per cui vi consigliamo di informarvi direttamente con le segreterie degli Atenei più vicini alla vostra città.

Tornando all’intervista chiediamo ancora al Presidente di Assonova, il lavoro di promotore finanziario è’ un lavoro duro? Quante ore si lavora e per quanti giorni alla settimana?

Come avviene in tutte le professioni e nell’esercizio di un’impresa, anche per i promotori finanziari non è quantificabile un impegno in termini di tempo. Raramente però si riscontrano risultati soddisfacenti senza un lavoro continuativo, giorno dopo giorno. Al lavoro individuale, vanno ad aggiungersi le riunioni organizzate dalle strutture di riferimento, per cui le varie attività richiedono buone capacità organizzative e di gestione del tempo.

Che requisiti caratteriali e professionali deve avere un buon promotore finanziario?

Non va sottovalutato, a parte quello che ho appena detto, un altro requisito caratteriale che, a mio parere, è fondamentale per chi lavora con un rapporto di agenzia. Trattandosi di un lavoro retribuito unicamente sul risultato, esiste la necessità di gestire l’ansia in ogni momento dell’attività e sovente anche nel tempo libero. L’incapacità di impegnarsi in un contesto di incertezza, è una delle prime cause di abbandono di questo lavoro.

Come viene remunerato un promotore finanziario che lavora come agente?

Il contratto di agenzia prevede che l’agente percepisca delle provvigioni che vengono calcolate in relazione alle diverse operazioni che egli attiva, ma questa remunerazione è oggi articolata in forme di incentivazione e di mantenimento del portafoglio che ne costituiscono una parte preponderante.

Quali sono gli errori da evitare per un promotore finanziario?

Anche lasciando da parte gli obblighi di legge, regolamentari e deontologici, occorre considerare diversi possibili punti di vista…

La prima parte dell’intervista finisce qui, le domande erano tantissime e molto specifiche, per cui abbiamo deciso di dividere in due puntate questa testimonianza. Nella seconda parte ascolteremo altri dettagli, molto, molto interessanti, sulla professione, come i requisiti minimi di parco clienti e di portafoglio, aree geografiche dove conviene avviare l’attività, suggerimenti per i giovani sulla convenienza o meno a diventare promotori finanziari, sullo stato della concorrenza. Sul discorso del farsi conoscere possiamo già anticipare qualche particolare, che abbiamo rilevato durante la ricerca sul web di operatori da intervistare. Promotori con siti web, messi in bella mostra, ne abbiamo trovati pochi, mentre è stato più semplice contattare possibili intervistati tramite i portali delle associazioni di categoria. Ne abbiamo dedotto, che la migliore “pubblicità” per un promotore finanziario è rappresentata dall’iscrizione all’Albo e dalla banca che rappresenta. Si tratta, lo abbiamo già detto, di una figura che opera con un mandato unico per cui spesso la costruzione del parco clienti avviene attraverso la formazione offerta dallo stesso istituto bancario ed è sempre lo stesso istituto che indica ai clienti la rosa di promotori finanziari di cui dispone. Anche sulle prospettive future possiamo anticipare che il lavoro di promotore finanziario non conosce crisi a detta di un articolo pubblicato da Miojob di Repubblica, anzi, sembra che i contraccolpi del mondo finanziario abbiano reso più frequente il ricorso a questi professionisti, pensiamo ai promotori assicurativi, ricercati da società omonime a cui si rivolgono clienti che temono un futuro pensionistico incerto. Ma non vogliamo dire altro, per evitare di commettere degli errori. Faremo raccontare ad Arrigo Nano, nel seguito dell’intervista, tutto quello che c’è ancora da sapere sull’attività di promotore finanziario. Seguiteci, come sempre.

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

http://www.flickr.com/photos/48034658@N00/455318292/

http://www.flickr.com/photos/e-coli/2919452693/

http://www.flickr.com/photos/ambrosianapictures/3139152972/

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