Aprire un negozio dell’usato. Settima parte.

dicembre 22, 2010 | Fare impresa

Fino ad oggi abbiamo parlato della gestione di un mercatino dell’usato on line, dal punto di vista delle vendite, ma il web può servire anche dal punto di vista degli acquisti, cioè per trovare con-feritori di merce usata. Questi soggetti, sono in realtà i “clienti” del mercatino, cioè coloro che “comprano” il servizio di intermediazione offerto dal mercatino stesso.

APRIRE UN MERCATINO DELL’USATO ON LINE : TROVARE LA MERCE

Una buona indicizzazione sui motori di ricerca, un buon marketing attraverso i Social Network, permette di trovare anche persone interessate a vendere i propri oggetti usati tramite l’intermediazione del mercatino. Il primo passo verso il successo dell’attività , è, infatti, trovare un buon numero di clienti/venditori. Nel caso dei Social, bisogna “spulciare” tutti i profili di coloro che dichiarano di voler rivendere il proprio usato ed invitarli a visitare il profilo del vostro mercatino. Le modalità di conferimento dell’usato, anche per quanto riguarda l’on line, non sono molto diverse dal mercatino tradizionale. Si può conferire con incarico di vendita, quindi il mercatino opera in conto terzi, o si può conferire vendendo l’usato al mercatino, che, in tal caso, opererà in conto proprio. Il sito del mercatino on line può prevedere la presa in visione del prodotto presso il domicilio del proprietario o presso un magazzino di deposito appartenente al titolare dell’attività. Questi aspetti sono molto importanti da analizzare perché ci permettono di comprendere le modalità di lavoro del mercatino on line, nell’ambito del conferimento della merce usata.

APRIRE UN NEGOZIO DI PRODOTTI USATI ON LINE : CONTATTARE I VENDITORI

Con la Rete però esiste anche un altro modo di reperimento dell’usato: ricomprandolo da privati che mettono annunci sui portali già citati nelle scorse puntate. La rivendita a cura del mercatino dovrà essere effettuata applicando un opportuno ricarico. Oppure, sempre riguardo ai siti di annunci, si possono contattare i proprietari, specificando che se non riescono a trovare compratori, possono richiedere l’intermediazione offerta dal vostro mercatino. In tal modo, inizierete a fare il marketing della vostra attività, facendo conoscere il link del vostro mercatino on line ad un discreto numero di potenziali conferitori. Sia per l’on line che per il mercatino dell’usato in sede fisica, le modalità di conferimento e delle transazioni economiche che le accompagnano sono identiche. Nella vendita in conto terzi, il cliente/venditore incarica il mercatino di mettere in vendita il proprio oggetto usato. La merce conferita deve essere accompagnata dagli estremi del documento di identità del proprietario e dalla stipula di un contratto di mandato. Dopo la vendita, il ricavato verrà diviso tra il gestore dell’attività ed il venditore. Nella vendita in conto proprio il gestore paga anticipatamente il venditore e trattiene per sé il ricavato dell’avvenuta vendita dell’oggetto. Per il gestore, non c’è alcuna differenza nella modalità di guadagno, perché i margini della vendita conto terzi e della vendita in conto proprio sono simili o uguali. Cambia solo l’emissione dei documenti contabili o fiscali. Nella vendita conto terzi, il gestore del mercatino emetterà per il cliente/venditore, una parcella o nota di intermediazione in cui si indica la percentuale spettante dal ricavato della vendita; mentre all’acquirente verrà rilasciata una ricevuta di vendita. Nella vendita in conto terzi, quando si acquista e si paga in anticipo, si contabilizza l’operazione nel registro Iva degli acquisti beni usati a cui si deve accompagnare il registro Iva della cessione beni usati. Come dicevamo, i margini di guadagno restano simili. Ad esempio: se vendo a 30 in conto terzi, divido 15 e 15 o in proporzioni diverse, in base agli accordi. Se vendo in conto proprio: pago 15 e rivendo a 30, facendo il modo di guadagnare sempre 15. La modalità in conto terzi è comunque quella più consigliabile e meno rischiosa perché evita di pagare in anticipo un prodotto che rischia di non essere rivenduto subito e quindi, evita un onere maggiore per l’azienda. E’ considerata anche un’attività di intermediazione tra privati e quindi fuori campo Iva , cioè non richiede l’emissione dello scontrino fiscale, ma solo della ricevuta di vendita, fiscalmente detraibile se l’acquirente è un’azienda. Un servizio molto apprezzato da coloro che vogliono vendere gli oggetti che non usano più, è la fruizione del servizio di trasporto gratuito per oggetti ingombranti. Anche l’esposizione degli oggetti è un servizio che viene fornito gratuitamente. Il mercatino dell’usato può anche prevedere il pagamento di una caparra da parte degli acquirenti che vogliono comprare un oggetto ingombrante da consegnare tramite trasporto, definendo il saldo, alla consegna dell’oggetto. Per il prezzo di vendita dell’oggetto usato, si procede ad una valutazione in base al suo stato di conservazione ed al suo valore di mercato. Di solito ci si accorda con il venditore, ma il prezzo deve essere abbastanza appetibile per consentirne la rivendita veloce. Il ricavato viene diviso al 50% tra venditore e gestore del mercatino, per i mobili ingombranti, il venditore può percepire anche il 65%. Il prezzo di vendita di cellulari usati si aggira anche tra 35 e 50 euro, 80 e 120 euro per iphone e smartphone. Nella vendita on line bisogna tenere conto anche dei costi di spedizione degli oggetti, quindi prevedere un’ulteriore uscita. Nel caso di Posta Celere i costi sono di 16 euro per spedizioni normali; 20 euro fino a 30 Kg o 13 euro per la consegna entro 3-4 giorni lavorativi. Per il pacco assicurato il costo di spedizione aumenta di altri tre euro.

Fonti alcuni dati:

http://www.mercatopoli.it/index.php?id=83

http://www.hsp.it/ordini.htm

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

http://telefonia.aaannunci.it/lg-gs-500-velvet-355479c7.aspx

http://telefonia.aaannunci.it/cellulare-nokia-5320-355422c7.aspx

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