Come aprire un’enoteca.

dicembre 2, 2010 | Fare impresa

Dopo aver esaminato altri aspetti necessari ad avviare un’enoteca e le caratteristiche dell’ubicazione ideale, passiamo ad occuparci delle modalità di vendita della bevanda che caratterizza l’attività di enoteca, cioè il vino.

APRIRE UN’ENOTECA : VENDERE VINO ON LINE

Anche tra le enoteche tradizionali, si sta diffondendo l’abitudine di vendere on line, ossia di sfruttare le innumerevoli capacità del web. Basti pensare che la voce”enoteca on line”, sui motori di ricerca restituisce 560 mila risultati. Quella della vendita on line è una soluzione che comporta minori investimenti, perché consente di privarsi dei locali fisici e del magazzino, che come già detto, nella scorsa puntata, rappresenta un locale indispensabile per un’enoteca. Per vendere vini e bevande on line, serve essenzialmente un buon sito di e-commerce e contatti con i maggiori produttori di vini e con cooperative vinicole e cantine sociali. In questo caso si tratterà di svolgere solo un’attività di intermediazione, cioè di vendita conto terzi. Gli aspetti burocratici della vendita conto terzi, sono già stati trattati per altri argomenti di impresa. E’ però probabile che un imprenditore con un’enoteca reale, decida di vendere anche on line per allargare il bacino dei clienti. In questo caso l’enoteca, avrà una sede reale, un suo magazzino di conservazione dei vini, una sede legale con partita Iva i cui dati andranno riportati nel sito stesso dell’impresa dedicato alla vendita on line. Il costo di uno spazio on line per implementare un sito di e-commerce è davvero irrisorio, l’unico investimento sarà il costo della creazione del database e del sito, curata da una web agency specializzata.

VENDERE VINO ON LINE : ALCUNI ESEMPI


In Rete, esistono tante piattaforme gratuite di e-commerce, alcuni portali presentano una serie di directory open source sul tema come questa: www.ecommercefree.itdove si possono scaricare programmi gratis per contabilità e fatturazione e piattaforme di e-commerce. Il sito di un’enoteca on line, come qualsiasi portale di e-commerce, deve avere un ampio database contenente la descrizione , la tipologia, la provenienza , la data ed il costo del prodotto, oltre alle funzioni del “carrello” acquisti, dei metodi di pagamento e della scheda di registrazione ed autenticazione dell’utente cliente. Per quanto riguarda la disciplina dell’attività di e-commerce indiretto, cioè di vendita di prodotti tramite utilizzo di corrieri postali, ( come accade nel caso della vendita on line di vini) l’argomento è piuttosto complesso perché prevede definizioni di natura tributaria, relativa a vendite in territorio nazionale, comunitario ed internazionale e di dazi doganali dove ci sono delle tariffe a scaglioni in base all’importo del bene oggetto della transazione. Le procedure sono differenti in base alla modalità della transazione. Restando nel campo dell’e-commerce indiretto, cioè vendita e consegna di beni a mezzo posta tradizionale o corriere, si terrà conto del seguente regime Iva: se il venditore è italiano ed il compratore è di altro stato comunitario si emette una fattura senza Iva ( DL331/93); se il venditore è italiano ed il compratore è un privato residente in un paese comunitario, si applicherà la procedura della vendita a distanza, ovvero fattura con Iva, secondo le leggi italiane (nel paese del venditore), se l’imponibile è inferiore a 79.534,67 euro, mentre, se supera tale cifra si applica il regime IVA del paese comunitario. Se la vendita avviene verso un soggetto extra Ue, si tratta di esportazione e si emette una fattura senza Iva ai sensi del Dpr 633/1972. Stesso trattamento fiscale se si vende ad un soggetto extraeuropeo, ma privato. Se la vendita avviene da un paese comunitario verso l’Italia si emette un’autofattura, cioè la fattura di acquisto viene emessa dal compratore e non dal venditore. Se il compratore italiano è un privato, o si realizza la vendita a distanza, con applicazione dell’Iva in Italia. Se le vendite a distanza in Italia non superano i 27.888,67, il venditore può pagare l’imposta nello Stato di appartenenza. Per assolvere l’Iva in Italia, quest’ultimo deve avere un rappresentante in loco. Se il venditore è residente in paesi extracomunitari e vende a italiani ( sia aziende che privati) si tratta di importazione ed il versamento dell’Iva e dei dazi doganali avviene in Italia presentando apposita dichiarazione doganale, il modulo DAU IM. Se il pacco spedito è di piccole dimensioni e l’importo è inferiore ai 22 euro, gli accordi dell’Ue stabiliscono che non si applicano imposte o dazi doganali. Abbiamo voluto soffermarci un po’ su questi aspetti relativi alle vendite dirette on line per far sì che quando si decide di vendere on line un prodotto come il vino, dall’Italia verso l’estero o al contrario, si abbiano le idee chiare su come contabilizzare i guadagni generati dall’attività.

Fonte alcuni dati:

http://www.carrello.it/info/l_iva.asp

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

enoteca.com

alletamerici.it

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