Aprire un’impresa di import-export. Prima parte.

gennaio 12, 2011 | Fare impresa

In questo nuovo reportage dedicato alla creazione di impresa parleremo di una interessante attività che abbraccia quasi tutto il mondo. Non si tratta di un lavoro on line, ma della possibilità di vendere all’estero i propri prodotti o di vendere in patria merci provenienti da altri paesi: l’import-export. Le tradizionali imprese di import-export, hanno sempre avuto dimensioni consistenti, dove ha prevalso, principalmente, il settore manifatturiero. Non esistono limiti di prodotti o merci da vendere altrove, basta solo fare le dovute ed attente analisi di mercato ed i dovuti confronti con le valute implicate nella transazione commerciale, per definire un iniziale progetto di impresa dedita all’import-export. Intanto possiamo fare le prime considerazioni di fattibilità.

APRIRE UN’IMPRESA DI IMPORT-EXPORT : IL MERCATO

In uno scenario economico sempre più globale, dove il libero mercato e la condivisione di prodotti e servizi sono all’ordine del giorno, poter vendere un prodotto in altri mercati, rappresenta sicuramente una valida opportunità di impresa. Ma non solo: un’impresa siffatta può anche esportare sé stessa ed esportare al contrario. Cioè un’azienda italiana può trasferirsi all’estero e produrre merci che esporta sia nel paese d’origine, sia altrove. Import- export e delocalizzazione, oggigiorno, sono sempre più strettamente collegati, per via della necessità di ridurre costantemente i costi di produzione. Ma dedicarsi all’import-export può rappresentare anche un business innovativo che non necessita di grandi investimenti per essere avviato, ma solo dell’intraprendenza dell’imprenditore nel creare contatti con altri mercati per trovare i prodotti giusti da importare e rivendere o , a sua volta, da esportare. Internet, in questo caso può rivelarsi molto utile per esplorare, senza necessità di spostamenti fisici, mercati lontani ed aziende interessate a proporre le proprie merci lontano dai propri confini. Il ruolo dell’importatore sopra descritto può benissimo coincidere con l’agente commerciale che stringe l’accordo con l’azienda per la collocazione dei suoi prodotti, percependo un compenso o una provvigione sulle vendite effettuate.

DIVENTARE IMPORTATORE : INIZIARE L’ATTIVITA’

L’unica differenza con il classico agente commerciale è che questo vende esclusivamente in un determinato ambito territoriale, mentre l’importatore o esportatore vende in un mercato più ampio ed internazionale. Per iniziare l’attività serve una buona conoscenza di base della lingua inglese, necessaria ad avviare contatti con aziende straniere. L’inglese è una lingua che si parla ormai in tutto il mondo, per cui non è necessario sforzarsi di imparare anche lingue come l’arabo o il cinese. Se poi l’attività dovesse andare bene, potreste incrementare il personale assumendo, magari, dei buoni traduttori. Ma prima di arrivare a questo punto, bisogna valutare altri aspetti dell’attività, come quello di individuare il prodotto giusto, cioè quello che può riscontrare l’interesse del consumatore ed affermarsi nel mercato di riferimento. Da sempre, i prodotti del Made in Italy sono stati grandemente apprezzati in ogni parte del pianeta: cibi, vestiti, accessori, oggetti e ninnoli di lusso sono stati largamente venduti ad una clientela mondiale. Un rallentamento di tali esportazioni si è avuto con l’impennata dell’euro, ma le vendite si sono mantenute stabili per quanto riguarda di prodotti di elevata qualità ed i beni di lusso. Questo settore, può rappresentare la concorrenza di un neo imprenditore dell’import-export. Concorrenza evitabile, tralasciando i prodotti che hanno già trovato ampio spazio e collocazione nel settore relativo al nostro argomento. Ed è su questo punto che si misurerà l’abilità dell’importatore/esportatore che dovrà saper fiutare il prodotto giusto andandolo a scovare anche di persona. L’altra abilità da possedere, sarà quella di essere disposti a viaggiare per trovare il telefonino innovativo, l’oggetto utile e curioso che potrebbe piacere al pubblico. Non esistono limiti alla categoria di prodotti da proporre: possono essere articoli sportivi, prodotti per la casa, idee regalo. Se poi si ha la fortuna di trovare prodotti con un buon rapporto qualità/prezzo, è ancora meglio. Nel valutare questo rapporto bisogna comparare anche il rapporto tra la valuta di provenienza e quella di destinazione in modo da evitare dei cambi sfavorevoli alla rivendita stessa.

Bisogna anche avere la capacità di fronteggiare gli ostacoli dovuti alle normative dei paesi esteri ed alle barriere doganali, che nonostante la globalizzazione, spesso più virtuale che reale, continuano a frapporsi nei rapporti commerciali relativi all’import-export. Nella prossima puntata esamineremo ulteriori aspetti dell’attività, le difficoltà da superare, gli aspetti burocratici e molto altro. Seguiteci.

Rosalba Mancuso

Fonte immagine:

http://itradeimex.com/

http://www.ibspro.net/search/fuji+apple+import

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