Aprire un’impresa di import-export. Quarta parte.

gennaio 31, 2011 | Fare impresa

Esaurita la trattazione sugli aspetti burocratici relativi alla creazione di un’impresa import-export, continuiamo il nostro approfondimento sul tema puntando a capire come costruire delle relazioni e partnership commerciali con le imprese estere fornitrici. Questo nuovo aspetto dell’argomento ci permette di entrare nel vivo di ulteriori peculiarità fiscali ed amministrative che attengono alla questione dei dazi doganali. Ma, per evitare di appesantire troppo l’articolo, iniziamo a chiederci come costruire delle valide e durature partnership commerciali con l’estero.

APRIRE UNA IMPRESA DI IMPORT EXPORT : QUALI BENI IMPORTARE

Anzitutto bisogna avere ben chiaro cosa si vuole vendere e cosa richiede il mercato dell’import-export, bisogna cioè capire quali beni (importati) i consumatori sono disposti a comprare più facilmente ed in tutta sicurezza. Certamente si tratta di prodotti di largo consumo che offrono adeguate garanzie di buon rapporto qualità/prezzo. Analizzando la merce presente in alcuni mercatini, ed escludendo, i prodotti alimentari, abbiamo osservato che la maggiore quota di importazioni riguarda l’intimo e le calzature, ma anche accessori, abbigliamento e pelletteria. Slip e reggiseni o coordinati di biancheria intima si vendono, quasi, sistematicamente “Made in China”, così anche scarpe, maglie, calze, felpe, giubbotti nell’ordine di 2, 4, 5, 10, 15 euro a pezzo, ma non sempre la qualità è delle migliori. Bisogna, infatti, sapere che i paesi extra Ue nei processi di produzione delle merci non hanno gli stessi standard previsti per i prodotti dei paesi Ue. Anche i giocattoli riportano spesso la dicitura “Made in China”: non a caso la Cina sta diventando una potenza economica mondiale. Ma le notizie di cronaca su prodotti di provenienza cinese rivelatisi “tossici” hanno un pochino allontanato il mercato italiano dalle scelte “Made in China”. Non tutti i prodotti cinesi sono scadenti, altri sono realizzati secondo standard qualitativi migliori. Per capire la qualità del prodotto, non solo per chi compra, ma anche per chi vende e decide di importare, basta controllarlo attentamente, odorarlo per verificare la presenza di odori troppo forti e difficili da eliminare con i lavaggi. Se il prodotto, paragonato ad uno italiano, riesce a presentare delle caratteristiche al tatto e come odore del materiale, simili,  allora vuol dire che è stato realizzato secondo precisi standard qualitativi. Uno degli errori da evitare, nell’intraprendere un’attività di import-export è, infatti, quello di puntare solo ed esclusivamente a prodotti troppo economici. I consumatori, oggi, sono molto attenti alle questioni relative alla tutela dell’ambiente e della loro salute, per cui cercano di risparmiare, ma solo salvaguardando la qualità del prodotto. Su certa merce, come l’intimo, che va a contatto con il corpo, caratteristiche come odori fastidiosi e persistenti, non allettano il cliente che preferisce puntare sul prodotto di qualità più elevata, spendendo anche un pochino di più. Per costruire delle relazioni commerciali con partner esteri che vi permettano di importare ed esportare in maniera affidabile è bene, pertanto, conoscere molto bene gli standard qualitativi dei prodotti, i loro costi di produzione ed i prezzi di vendita al pubblico.

APRIRE UNA IMPRESA DI IMPORT EXPORT : LA RACCOLTA DEI DATI

Questi dati sono molto importanti perché in sede di dogana permetteranno di determinare il valore delle merci da importare e su cui calcolare i relativi dazi. Sempre da nostre osservazioni empiriche abbiamo analizzato la merce comprata da una consumatrice italiana, in uno dei tanti mercatini sparsi in tutto il nostro territorio nazionale. Si trattava di abbigliamento e costumi da bagno importati dal Brasile a prezzi economici e davvero di buona qualità e vestibilità. Il Brasile si sta candidando a diventare una nuova potenza economica e suggeriamo di guardare a questo paese per siglare degli accordi commerciali con le aziende del luogo ed importare o esportare i loro prodotti nel resto del mondo. Ecco una possibile lista di imprese brasiliane operanti nell’export: http://it.list-of-companies.org/Brazil/Fashion_Accessories/. Anche i prodotti di alcuni paesi dell’Est europeo, specie intimo ed abbigliamento, hanno dei prezzi al pubblico accessibili e non presentano le caratteristiche di odori persistenti e fastidiosi. Abbiamo provato alcuni prodotti dell’Albania, decisamente buoni. L’Italia e la Grecia hanno delle partnership commerciali con l’Albania: esportano il 79% dei prodotti ed importano il 45%. La quota complessiva di importazioni dall’Albania si mantiene relativamente bassa rispetto alle importazioni cinesi, per cui anche questo è un mercato giovane da considerare per la futura attività di import-export. Nel settore alimentare si stanno diffondendo importazioni di merci tedesche o spagnole. Per quanto riguarda gli standard qualitativi, ricordiamo che i paesi Ue devono tutti attenersi alle regole fissate dall’Unione Europea. Continua…

Rosalba Mancuso

Fonti immagine:

http://www.flickr.com/photos/36969167@N07/3864905058

http://www.modaedintorni.com/reggiseno-sceglierlo-ed-indossarlo-correttamente/

Articoli correlati:

Altri articoli :