Aprire un’impresa di import-export. Terza parte.

gennaio 24, 2011 | Fare impresa

Come abbiamo visto nelle due puntate precedenti, l’attività di import export può essere esercitata in senso commerciale ed in senso consulenziale o di intermediazione. Le procedure burocratiche per avviare queste tipologie di attività sono diverse l’una dall’altra. Dell’ambito commerciale abbiamo già parlato, mentre della società di consulenza all’ import-export abbiamo, solo, fornito alcuni cenni. L’impresa di consulenza all’import-export è un’azienda di servizi che si occupa di favorire le importazioni e le esportazioni di aziende del settore attraverso la ricerca di partner commerciali, le strategie di comunicazione e marketing, l’individuazione di mercati appetibili.

OFFRIRE SERVIZI DI IMPORT EXPORT : COME INIZIARE

La consulenza all’import-export sarà, dunque, un’attività di intermediazione per conto terzi, perché non farà altro che procacciare i clienti all’impresa che intende esportare o importare dei prodotti in giro per il mondo. Un’impresa siffatta non richiede grandi investimenti in attrezzature e macchinari, ma delle notevoli competenze tecniche e di comunicazione. Si può iniziare come consulenti liberi-professionisti o come una vera e propria ditta individuale o come una società di consulenza formata da un certo numero di soci. Quello che conta però è il solido bagaglio di capacità di cui abbiamo parlato poche righe più su, un’ottima conoscenza delle lingue straniere e del marketing internazionale, l’ottima conoscenza degli strumenti di comunicazione digitale e ( se possibile) una discreta esperienza di contatti con imprese straniere che intendono espandersi in nuovi mercati. Nella pratica, ad importare ed esportare sarà l’azienda cliente della società di consulenza che può configurarsi, perciò, come un’agenzia d’affari conto terzi. Le agenzie d’affari sono disciplinate dal TULPS ( Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza) e dalla legge 241/90. Rientrano nell’ambito delle agenzie d’affari anche le attività di informazione ( escluse quelle a mezzo stampa) e pubblicità e di disbrigo pratiche amministrative ( escluse quelle automobilistiche), per cui se la consulenza sarà limitata solo all’attività di comunicazione e marketing al fine di far conoscere i vostri clienti ai potenziali partner commerciali, potete ricorrere alla procedura burocratica prevista per la creazione delle agenzie d’affari. Per avviare un’impresa di questo tipo, basta presentare, al Comune di residenza o della sede legale dell’impresa, una dichiarazione di inizio attività. Se, invece, l’impresa si occuperà di collocare sui mercati stranieri i prodotti di un’ altra impresa, allora si dovrà seguire la procedura prevista per il commercio al dettaglio o all’ingrosso. Questo nel caso della collocazione di merci provenienti dall’estero. Nel caso della collocazione di merci italiane verso l’estero, si può scegliere la formula del proporsi come procacciatore d’affari, ovvero aiutare l’impresa a collocare all’estero la sua merce, percependo una provvigione sulle vendite effettuate. Il discorso della provvigione vale anche quando si aiuta un’impresa straniera a collocare i suoi prodotti sul mercato nazionale o su altri mercati, ma per contrattare questo tipo di compenso bisogna fare anche riferimento alle norme vigenti nel paese estero committente. Se la merce viene, invece, acquistata e poi rivenduta con un ricarico, si tratterà di import-export in senso commerciale.

LAVORARE NEL SETTORE IMPORT EXPORT : ALTRE MODALITA’

Come si può notare, con l’import-export si possono configurare diversi profili imprenditoriali che vanno attentamente valutati con il commercialista o consulente fiscale di fiducia o con gli esperti della Camera di Commercio locale. Il procacciatore d’affari può lavorare in via occasionale, cioè con prestazioni non continuative nel tempo. Questo vale quando si inizia l’attività. Se questa diviene continuativa si deve dar vita ad un’impresa detta agenzia d’affari in mediazione, ovvero quella relativa all’Agente di Commercio. Per diventare Agente di Commercio si devono seguire tutte le procedure burocratiche già descritte a proposito della creazione di un’impresa di rappresentanza, a cui abbiamo dedicato una serie di reportage a puntate. La scelta della modalità operativa di un’attività di import-export dipenderà, dunque, dalle proprie attitudini ed aspirazioni, dalla formazione posseduta, dal capitale disponibile per l’investimento. Un laureato in Scienze della Comunicazione o in Lingue potrebbe scegliere la formula della società di consulenza; un laureato in Economia e Commercio quella dell’intermediazione commerciale e cosi via. Un percorso formativo che ci sentiamo di suggerire per chi volesse intraprendere l’attività di import-export in tutte le formule che abbiamo elencato è quello della laurea in International Marketing che attraverso lo studio delle lingue ed esperienze all’estero permette di acquisire conoscenze nel campo delle relazioni commerciali con imprese straniere. Conoscenze che si riveleranno utili per lavorare nell’ambito di un’attività di import-export. Continua.

Rosalba Mancuso

Fonte immagini:

http://www.andreapilotti.com/web-marketing.html

http://gjimportexportperu.en.ecplaza.net/

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