Avviare un laboratorio artigianale. Quinta parte

gennaio 5, 2011 | Fare impresa

Nelle precedenti puntate dedicate all’avvio di un laboratorio artigianale ci siamo soffermati sugli aspetti relativi all’investimento per lo start up, sui costi dei materiali, sulla formazione. In questo seguito continueremo a parlare ancora di questa attività, analizzando altri aspetti relativi alla buona riuscita dell’impresa.

APRIRE UN LABORATORIO ARTIGIANALE : LA PROMOZIONE

Uno degli elementi che sicuramente contribuisce al successo del laboratorio artigianale è la promozione pubblicitaria. Il laboratorio di un artigiano è un’attività che non necessita di grossi investimenti pubblicitari, perché la vera promozione è rappresentata dal passaparola. I laboratori artigianali nascono in centri a forte transito turistico, quindi trovarsi in una via di passaggio è la più importante forma di promozione pubblicitaria che permette di far ritornare i precedenti clienti e di conquistarne di nuovi. Gli unici sforzi che l’artigiano dovrà fare, sono nella sua bravura, nella creatività e nell’offerta di prezzi accessibili. Un’altra forma di pubblicità è rappresentata dalla vendita delle creazioni tramite sito web, ma quest’aspetto è molto secondario rispetto al fatto di doversi trovare in un’area a forte transito di visitatori. Un sito, con un minimo investimento, permette di vendere on line le proprie creazioni ad appassionati e collezionisti, ma anche di promuoversi presso aziende commerciali che si dedicano alla vendita di oggettistica artigianale. Le vendite dal vivo e quelle web, possono tranquillamente coesistere anche nel caso di un laboratorio artigianale. I maggiori picchi di vendita di un laboratorio siffatto, si registrano nei periodi dell’anno dedicati ai viaggi ed alle vacanze e nei periodi dei matrimoni, ovvero vacanze natalizie, periodi estivi, ponti di Pasqua, quando il flusso di turisti è più intenso, ma anche il periodo da aprile a settembre in cui si organizzano matrimoni. I clienti di un laboratorio artigianale, comprano gadget e souvenir da portare a casa al ritorno delle vacanze o oggetti per realizzare le bomboniere delle nozze. Nel primo caso una fetta di clienti è costituita da stranieri, nel secondo, anche da clienti locali. Una parte importante del fatturato è legata alla commercializzazione all’ingrosso presso punti vendita di oggettistica per la casa, gioiellerie, negozi di liste nozze.

PROMUOVERE UN’ATTIVITÀ ARTIGIANALE : ALTRE FORME

Un modo per incrementare il fatturato e farsi conoscere è anche quello di allestite dei punti vendita mobili, ovvero le bancarelle presenti in fiere e manifestazioni di paese, dove turisti e passanti amano soffermarsi per acquistare bijotteria e tazzine da caffè in ceramica. La conclusione della vendita è spesso legata alle tariffe, che quando la concorrenza è tanta vanno ritoccate al ribasso ( ma non troppo). Per quanto riguarda l’oggettistica in vetro, le tariffe di vendita vanno da un minimo di 6 ad un massimo di 40 euro. Per quanto concerne, invece, l’oggettistica in cotto come i vasi, le tariffe vanno da un minimo di 18 euro ( vasi piccoli) ad un massimo di 200 euro per quelli di maggiori dimensioni. Vasi e piatti di dimensioni notevoli, possono costare anche 600 euro. Piatti in ceramica costano, invece, da 40 a 50 euro. Poi ci sono oggettini minuscoli che vengono utilizzati per realizzare bomboniere, si parte da 2 euro e si può arrivare anche a 9 euro a pezzo. Le tariffe sono sempre comprensive di Iva al 20%. Passiamo alle tariffe dei preziosi e della bijotteria. Un anello costa tra 12 e 16 euro, un bracciale da un minimo di 14 ad un massimo di 30 euro. Le collane costano da un minimo di 35 ad un massimo di 120 euro. Un orologio con bracciale al quarzo o in ametista costa 40 euro. Gli orecchini hanno un prezzo di vendita che oscilla tra 14 e 24 euro. Si tratta di tariffe che permettono di coprire le spese per l’acquisto delle materie prime e di avere un rientro. Il personale di un laboratorio artigianale è spesso rappresentato dal solo titolare che come forma giuridica adotta la ditta individuale. Se alle creazioni si abbina anche la vendita si può assumere un addetto ( commessa o commesso). Molti laboratori offrono opportunità di stage ed apprendistato per giovanissimi interessati ad imparare il mestiere. Quindi i costi di personale non sono una voce onerosa per un laboratorio artigianale, lo restano i contributi della pensione di cui abbiamo parlato in una precedente puntata dedicata a questo settore di impresa.  I laboratori artigianali vengono finanziati con contributi e prestiti agevolati, alcuni vengono erogati, anche a fondo perduto, dalla Comunità Europea. Per verificare la presenza di bandi di agevolazioni nella vostra regione di residenza potete consultare il sito ufficiale della stessa, poiché molti di questi finanziamenti vengono gestiti proprio dalle Regioni.

Fonte di alcuni dati:

http://www.marcellinaart.it/index.php?/vmchk/manufatti-in-cotto/vasi/vedi-tutti-i-prodotti.html

Rosalba Mancuso

Fonte immagini:

http://www.marcellinaart.it/index.php?/manufatti-in-cotto/vasi/91-vaso-con-uva.html

http://www.marcellinaart.it/index.php?/manufatti-in-cotto/vari-in-cotto/185-ovale-cotto.html



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