Aprire una agenzia di rappresentanza. Quarta parte.

febbraio 2, 2011 | Fare impresa

Dopo aver esaminato il personale necessario ad un’impresa di rappresentanza, la forma giuridica e le nicchie di mercato in cui è possibile realizzare un’attività remunerativa, proseguiamo con l’argomento occupandoci di altri particolari, come alcuni step burocratici da affrontare per avviare l’attività vera e propria, le tariffe o provvigioni ricavate a titolo di compenso, come trovare clienti, come gestire un’agenzia di rappresentanza on line. I temi sono tanti e diversi, ma procediamo per gradi in modo da esaurirli in tempi brevi e utili alla comprensione del segmento di impresa oggetto della nostra disamina.

APRIRE UNA AGENZIA DI RAPPRESENTANZA : COME INIZIARE

Sostanzialmente la creazione di un’impresa di rappresentanza, sotto il profilo burocratico non differisce molto rispetto ad altri settori di impresa, a parte l’obbligo di iscrizione al Ruolo degli Agenti di Commercio per il titolare ( ditta individuale) o legali rappresentanti ( società). L’iter di iscrizione al ruolo è stato già descritto nelle precedenti puntate del nostro reportage. Un’impresa o agenzia di rappresentanza, anche se si configura come un’agenzia d’affari che svolge attività di intermediazione conto terzi, non è sottoposta alla disciplina normativa delle agenzie d’affari, soggetti agli obblighi delle leggi di pubblica sicurezza. Il regime autorizzativo delle agenzie di rappresentanza è sottoposto al controllo delle Camere di Commercio, tenutarie del Ruolo. L’obbligo dell’iscrizione al Ruolo, è a sua volta, sottoposto a specifiche previsioni normative regionali e presso alcune Camere di Commercio potrebbe essere addirittura abolito, per cui è consigliabile verificare la situazione contattando direttamente la Camera di Commercio della vostra provincia di residenza. In genere, entri 30 giorni dall’inizio dell’attività, l’agente di commercio o l’impresa di rappresentanza debbono iscriversi al Registro delle Imprese, tenuto sempre dalle Camere di Commercio. Altri passi burocratici da seguire sono l’iscrizione all’INPS ed al fondo di previdenza ed assistenza della categoria, tenuto dall’Enasarco (Ente Nazionale Assistenza per gli Esercenti e Rappresentanti di Commercio). La Camera di Commercio di Vicenza rileva anche alcune differenze tra agente di commercio e rappresentante ( nelle precedenti puntate avevamo visto la differenza tra queste figure ed il procacciatore d’affari). L’agente di commercio è colui che mette in contatto due parti per la conclusione di un affare, mentre il rappresentante, oltre a mettere in contatto le parti, conclude il contratto in qualità di rappresentante di una delle due contraenti.

APRIRE UNA AGENZIA DI RAPPRESENTANZA : ALTRI ELEMENTI

La caratteristica del lavoro è la continuità delle prestazioni ed il determinato ambito territoriale, ecco perché il rappresentante viene definito anche venditore o agente di zona. Non si tratta di un lavoro con orari fissi, a volte bisogna spostarsi anche di parecchi km, il mezzo di lavoro indispensabile per il rappresentante è l’automobile. Per mettere su l’attività di rappresentanza di commercio, bisogna perciò avere la propensione a trascorrere parecchie ore al giorno in macchina. La retribuzione del rappresentante è determinata dal contratto di agenzia con cui gli viene affidato l’incarico di promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona. Ed eccoci alla parte più importante del lavoro di rappresentante, cioè la retribuzione, che ci permette di capire quanto è possibile guadagnare da questo lavoro, a quanto ammontano le provvigioni, come sono trattate fiscalmente. Il trattamento provvigionale del rappresentante, viene fissato a scaglioni in base al fatturato. Più questo si alza è più le provvigioni lievitano. Fino a 10 mila euro di fatturato, il rappresentante percepisce una provvigione del 10%; superata questa fascia e fino a 15 mila euro , le provvigioni salgono al 13% , oltre 15 mila e fino a volumi complessivi di fatturato superiori a 100 mila euro, si ha diritto ad una provvigione del 10%. Il contratto di agenzia può anche prevedere una base fissa a cui si sommano le provvigioni sul fatturato, oppure solo provvigioni con rimborso spese. E’ chiaro che i livelli provvigionali variano anche in base alla presenza o meno della retribuzione fissa. La liquidazione dei compensi avviene applicando queste percentuali sulle diverse classi di fatturato. La liquidazione dei compensi può avvenire su base mensile o trimestrale, in base agli accordi presi con la società mandante. Su un fatturato annuo di 100 mila euro, si guadagnano, circa 10, 15 mila euro, perché i calcoli vengono, appunto, effettuati a scaglioni. Un ‘impresa di rappresentanza per essere remunerativa e potersi permettere di pagamento degli stipendi ai collaboratori, deve riuscire ad ottenere delle classi di fatturato più alte, almeno 200 mila euro per ogni collaboratore, per ottenere un livello di reddito annuo complessivo di 25 mila euro a testa, necessari a pagare il personale, il titolare, le spese di gestione, le tasse. I numeri non devono spaventare, perché nella vendita più persone vendono e più si guadagna, anzi l’obiettivo principale del venditore di zona è proprio quello di riuscire ad incrementare il fatturato. Per il trattamento fiscale delle provvigioni, seguite la prossima puntata…

Fonti dei dati:

http://www.vi.camcom.it/a_260_IT_1308_1.html

http://www.pmi.it/software/tutorial/959/pdf/gestione-delle-provvigioni-.html

Rosalba Mancuso

Fonti delle immagini:

Markingegno.biz

Portalavoro.it

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