Aprire una agenzia di rappresentanza. Quinta parte.

febbraio 9, 2011 | Fare impresa

Nel proseguire la nostra trattazione relativa all’avvio di un’impresa di rappresentanza, intendiamo analizzare il trattamento fiscale delle provvigioni maturate a favore del rappresentante stesso o titolare dell’impresa, come anticipato alla fine della scorsa puntata. Lo facciamo non per sfizio o per soddisfare una vostra mera curiosità, ma perché attraverso la trattazione dell’argomento potrete rendervi conto di come e quanto si guadagna gestendo un’agenzia di rappresentanza e di quali sono le differenze di trattamento fiscale tra i compensi maturati a favore del singolo rappresentante, della ditta o della società che fruisce anche del lavoro di personale dipendente.

APRIRE UN’AGENZIA DI RAPPRESENTANZA : I COMPENSI

Anzitutto partiamo col dire che il pagamento delle provvigioni, da parte dell’azienda mandante, con cui il rappresentante ha siglato un “contratto di agenzia”, deve avvenire a prescindere dal pagamento della prestazione da parte del cliente. Ci spieghiamo meglio: se l’agente o il rappresentante conclude la vendita di una determinata partita di merce a favore dell’azienda mandante, ma poi l’acquirente non dovesse essere puntuale nei pagamenti, o non pagare affatto, la provvigione a favore dell’agente dovrà essere ugualmente corrisposta. Per il diritto al compenso vale cioè l’ammontare degli ordini fatturati. L’agente e l’azienda mandante possono stabilire i termini di pagamento dei compensi provvigionali in sede di stipula del contratto di agenzia, che deve avere, obbligatoriamente, la forma scritta. Le provvigioni sono sottoposte all’applicazione di una ritenuta di acconto del 23%. Questo per quanto riguarda le imposte dirette, cioè Irpef o Iperg. Sono soggetti all’applicazione della ritenuta di acconto ( da calcolare sia su prestazioni occasionali che su quelle continuative), le persone fisiche che esercitano attività di impresa o di lavoro autonomo, le società di persone ed equivalenti, le società di capitale, escluse le imprese agricole, le associazioni costituite da professionisti o artisti. La ritenuta di acconto si calcola sul 50% delle provvigioni maturate, che scende al 20% se il rappresentante dichiara ai committenti che l’attività è stata esercitata con l’ausilio di personale dipendente o di terzi ( particolare frequente nel caso dell’impresa di rappresentanza). Sulle provvigioni maturate, il rappresentante deve anche applicare l’IVA, con l’attuale aliquota del 20%. Concorrono a formare la base imponibile, i compensi maturati a titolo di provvigione, ma anche gli oneri e le spese che l’agente o il rappresentante ha sostenuto per effettuare la prestazione, ( trasferte, vitto, alloggio). Sono escluse dall’applicazione dell’IVA, le somme richieste dall’agente alla ditta mandante, a titolo di interessi di mora o penalità per inadempimenti o ritardi nei pagamenti o rimborsi per anticipazione di spese a carico della ditta mandante. I rimborsi esclusi dal calcolo dell’IVA, sono quelli relativi ad anticipi che riguardano beni la cui titolarità appartiene alla ditta mandante o effettuati in nome e per conto di quest’ultima.

APRIRE UN’AGENZIA DI RAPPRESENTANZA : ALTRI CALCOLI

Se l’agente anticipa, ad esempio, l’affitto di un deposito intestato alla ditta mandante, non deve calcolare l’Iva su tale voce di costo, mentre se richiede il rimborso dell’affitto di un deposito intestato a suo nome, deve calcolare l’Iva. La normativa fiscale, prevede, infatti, che formino la base imponibile tutte quelle voci anche di costo necessarie allo svolgimento della prestazione. La non imponibilità dell’IVA deve essere debitamente documentata da parte dell’agente, tramite invio alla ditta mandante di note giustificative, di accompagnamento o segnalazione in fattura. Tornando all’applicazione della ritenuta di acconto, se l’agente o il rappresentante si avvale di personale addetto alla vendita a domicilio o porta a porta, può applicare la ritenuta del 23% sul 78% delle provvigioni maturate. Sono esclusi dall’obbligo di applicazione della ritenuta di acconto, particolari categorie di agenti e intermediari, come agenzie di viaggio; agenti di assicurazione per prestazioni dirette verso agenzie omonime; mediatori marittimi ed aerei; rappresentanti di prodotti agricoli e ittici; agenti di imprese petrolifere per prestazioni rese direttamente a queste ultime. Per beneficiare dell’applicazione dell’aliquota ridotta, cioè quella da calcolare solo sul 20% delle provvigioni maturate in caso ci si avvalga del lavoro di terzi i dipendenti, bisogna presentare alla ditta mandante una dichiarazione in carta semplice corredata dei dati del dichiarante, ( il titolare o il legale rappresentante dell’impresa di rappresentanza), debitamente firmata, in cui si dichiara di avvalersi in via continuativa del lavoro di terzi. Il documento va inviato per raccomandata entro il 31 dicembre di ogni anno. Eventuali variazioni vanno comunicate entro 15 giorni dal loro verificarsi. L’agente o rappresentante di commercio è obbligato anche al versamento dei contributi Enasarco. Si calcolano sulle somme ad esso spettanti. Una parte va trattenuta dalla casa mandante all’atto della liquidazione delle provvigioni. L’ aliquota da applicare è del 13,50% sia per gli agenti plurimandatari che per quelli monomandatari. Il versamento dei contributi è per il 50% a carico della ditta mandante e per il 50% a carico dell’agente. In caso di società il contributo va ridotto della metà per tutti i soci, anche se sono più di due.

Fonti dei dati:

http://www.altalex.com/index.php?idstr=73&idnot=1332

http://www.studioconsult.it/trattprov.html

http://www.venditori.it/aliquota_enasarco.html

Rosalba Mancuso

Fonte delle Immagini:

http://www.matteobinda.com/tag/costruzione/page/4/

http://www.tasse-fisco.com/category/societa/page/2/

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