Diventare notaio. Seconda parte

febbraio 17, 2011 | Libera professione

Nella scorsa puntata avevamo iniziato ad esaminare il percorso formativo del notaio, trattando delle modalità di accesso al praticantato che, in caso di difficoltà nel trovare uno studio notarile disponibile allo svolgimento del periodo di pratica, può essere effettuato chiedendo al Consiglio Notarile di designare uno studio disponibile a formare aspiranti notai.

DIVENTARE NOTAIO : DOVE FARE IL PRATICANTATO

Non sempre è facile trovare, infatti, anche via web, offerte di lavoro di studi notarili disposti ad accettare praticanti, per cui la possibilità di richiedere al Consiglio Notarile la sede dove poter svolgere la pratica rappresenta una vera rivoluzione per l’accesso a questa ormai storica e consolidata professione. La norma che prevede questa importante opportunità è il decreto legislativo 166/2006 che all’articolo 1 dice proprio che su richiesta dell’interessato spetta al consiglio notarile la designazione del notaio presso cui effettuare la pratica”. L’intento della legge è quello di semplificare e favorire l’accesso alla professione per gli aspiranti notai, sfatando quel mito che vede notai solo i figli degli stessi. Il decreto citato ha anche abbreviato il periodo di pratica che da 24 è sceso a 18 mesi. La riforma dell’accesso alla professione notarile prevede anche che almeno un anno di praticantato debba essere svolto continuativamente dopo la laurea, con la possibilità di anticipare sei mesi nell’ultimo anno di corso accademico. La pratica può essere ridotta a 8 mesi continuativi per funzionari giudiziari ed avvocati che esercitano la professione forense da almeno un anno. La pratica si deve completare almeno entro 30 mesi dall’iscrizione nel Registro dei Praticanti. In caso di superamento di tale termine, il praticante perderà il diritto al computo del periodo di pratica svolto prima della laurea. Sul portale del Consiglio Nazionale del Notariato www.notariato.it si spiegano i passaggi formativi previsti dalla legge e si dice anche che almeno un anno di pratica deve essere svolto presso uno studio notarile del distretto designato dal praticante in sede di domanda. Lo studio notarile scelto dall’interessato dovrà esprimere il proprio consenso, la cui dichiarazione dovrà essere allegata ai documenti da presentare al Consiglio con l’istanza di iscrizione. IL Consiglio,a sua volta, sottoporrà questo consenso, alla sua approvazione. La novità di chiedere in un certo senso, l’aiuto e l’intervento dell’Ordine dei notai per trovare uno studio notarile disposto ad accettare un praticante, così come previsto dalla legge che riforma l’accesso alla professione, è oggetto di discussioni ed interpretazioni giurisprudenziali da parte della categoria che si chiede come si possa imporre ad un notaio di reclutare un praticante, se non lo gradisce. L’idea sarebbe quella di fornire all’aspirante notaio una rosa di nomi di studi notarili dove poter svolgere il periodo di praticantato. A questo scopo si legga il report in Pdf, pubblicato sempre sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato. In ogni caso la legge apre una grande opportunità di accesso alla professione che ci permette di andare avanti con l’argomento indicandovi quali documenti e pratiche burocratiche dovrete seguire per presentare l’istanza di iscrizione al Praticantato.

DIVENTARE NOTAIO : TROVARE UNO STUDIO PER FARE PRATICANTATO

La domanda va redatta in bollo, su modulo prestampato scaricabile dal sito del Consiglio Notarile della propria regione di residenza a cui allegare: la dichiarazione di consenso, in bollo, del notaio presso cui si effettuerà il tirocinio, redatta secondo il fac-simile predisposto dal Consiglio regionale; il versamento, al momento della presentazione dell’istanza, di una tassa di iscrizione al Registro dei praticanti Notai, la cui ricevuta rimarrà allegata all’intera documentazione della pratica; copia del documento di identità. Dopo l’iscrizione, il praticante dovrà presentare al Consiglio, ogni due mesi, una dichiarazione in bollo ( redatta sempre secondo un fac-simile) del notaio, attestante la continuità e l’effettivo svolgimento della pratica. Tutta la modulistica da allegare fa riferimento alle norme di legge ed il Consiglio Notarile si riserva la possibilità di richiedere l’integrazione dei documenti, in caso di necessità. Le spese per i documenti in bollo non sono esagerate: si tratta della classica marca da bollo da 14,62 euro; irrisoria è anche la tassa di iscrizione: 0,52 centesimi di euro. L’iter descritto si rifà a quanto riportato sul sito del Consiglio Notarile di Venezia. Nella prossima puntata parleremo dell’ulteriore di iter di accesso alla professione, del Concorso, della preparazione all’esame ed altro. Seguiteci.

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

http://blog.panorama.it

www.ilmanoscrittodipatriziomarozzi.it

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