Diventare notaio. Terza parte

febbraio 25, 2011 | Libera professione

Benvenuti a terzo appuntamento con il reportage dedicato alla professione di notaio. Dopo aver appreso i passaggi relativi all’iter di accesso al praticantato, in questo articolo ( come promesso nella seconda puntata) vedremo di esaminare gli ulteriori step per l’accesso alla professione, che sono il Concorso e la preparazione allo stesso.

DIVENTARE NOTAIO : IL CONCORSO PER DIVENTARE NOTAIO

Il concorso è un altro degli ostacoli che si frappongono tra il desiderio di diventare notaio e la possibilità di riuscirci veramente, perché solo vincendolo si potrà effettivamente avviare uno studio notarile. Il concorso per diventare notaio viene bandito dal Ministero della Giustizia e non dall’Ordine dei notai, come erroneamente si potrebbe credere. Si tratta di un vero e proprio concorso pubblico e non di un semplice esame di Stato, senza limiti di accesso, utile per iscriversi ad un albo professionale. Il Concorso notarile mette in palio un certo numero di posti, perché i notai hanno un numero che viene prefissato in base alle necessità del territorio. Nell’ultimo concorso notarile, infatti, viene bandito un certo numero di posti, ma il numero dei partecipanti è, di solito, molto più elevato. Questa è forse la principale difficoltà per l’accesso alla professione notarile: solo in pochi potranno effettivamente avviare lo studio. Secondo i dati riportati sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato, la prova verrebbe superata, in media, da un aspirante su 20. Il Concorso prevede, infatti, dei metodi estremamente selettivi e difficili, ma questo non significa che possa diventare notaio solo il figlio di questo professionista. La cosa importante per superarlo è, infatti, lo studio e l’approfondimento serrato della materia. Per avere maggiori chance di vincere il concorso bisogna studiare argomenti di natura giuridica e fiscale. Fino al 2009 per l’ammissione al concorso bisognava superare anche una prova preselettiva informatica che richiedeva un’ulteriore preparazione. La soppressione di questo test di ammissione si è avuta con la Legge 18 giugno 2009, n. 69, art.66. Il concorso si svolge a Roma e prevede tre prove scritte e tre orali solo per coloro che superano quelle scritte. Lo scritto prevede un atto di ultima volontà ( testamento) e due atti tra vivi, di cui uno relativo al diritto commerciale. Le prove orali riguardano diritto civile, commerciale e volontaria giurisdizione riferiti agli istituti in cui si esplica l’attività del notaio; disposizioni sull’archivio e l’ordinamento notarile; norme concernenti i tributi sugli affari. L’età massima per partecipare al concorso è di 50 anni. Le prove scritte non verranno più valutate singolarmente, ma complessivamente. Al vincitore del concorso verrà assegnata la sede dove avviare lo studio che dovrà essere operativo entro tre mesi dal superamento della prova. L’ultimo concorso notarile è stato bandito con decreto del Ministero della Giustizia, il 27 dicembre 2010 con scadenza il 25 febbraio 2011. Il bando è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma si può liberamente consultare anche sul sito del Consiglio Notarile che abbiamo linkato poche righe più su. I risultati della selezione si possono consultare direttamente sul sito del Ministero della Giustizia, dove, in basso, nella home page, si trovano tutte le news sui concorsi, classificati per tipologia di professione. Superato il concorso, il vincitore riceve la nomina di notaio con decreto del Direttore Generale della Giustizia Civile del Ministero della Giustizia. Tale designazione viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

DIVENTARE NOTAIO : L’INIZIO DELLA PROFESSIONE

Il notaio, prima di insediarsi nella propria sede, deve espletare una serie di formalità previste dalle norme vigenti, tra cui un giuramento presso il Tribunale della sede assegnata per l’esercizio della professione. E’ previsto anche il pagamento di una cauzione, il cui importo è irrisorio. Per sostenere l’operato di tutti i notai d’Italia, il Consiglio Nazionale ha siglato un’assicurazione collettiva. L’assicurazione è molto utile per i notai all’inizio della loro attività che possono beneficiare di un supporto economico in attesa dell’effettiva messa a regime dello studio. Esiste, infatti, l’istituto dell’integrazione notarile. Si tratta di un assegno corrisposto, dalla Cassa di previdenza della categoria, ai notai che non raggiungono i livelli minimi di reddito. Espletate le formalità il notaio riceve dal Consiglio Notarile il sigillo che dovrà usare nel momento del deposito della sua firma presso il Consiglio stesso. Per poter essere iscritto al ruolo dei notai esercenti nel distretto, il notaio di nuova nomina dovrà avviare lo studio nel luogo dove si trova la sede che gli è stata assegnata. All’interno dello studio saranno depositati e conservati tutti gli atti, i registri ed i repertori notarili. Di questi parleremo nella prossima puntata, assieme all’indicazione di risorse utili per prepararsi al concorso.

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

ilsole24ore.com

romatoday.it



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