Diventare commercialista. Quarta parte.

marzo 22, 2011 | Libera professione

Continua il nostro reportage sulla professione di commercialista. Dopo aver descritto il ruolo di questo professionista, il percorso di studi e di formazione ed i criteri di accesso per l’iscrizione all’Albo che abilita all’esercizio della professione, entriamo nel vivo del “mestiere” vero e proprio soffermandoci su tutti quegli aspetti necessari all’espletamento dell’attività: lo studio, il suo allestimento, l’investimento e le attrezzature necessarie.

APRIRE UNO STUDIO DI COMMERCIALISTA : LA SEDE

 

Lo studio è il primo elemento per iniziare la professione di commercialista. Bisogna trovare i locali adatti ad uso ufficio dove piazzare i relativi arredi ed i componenti hardware e software. Per “relativi arredi” intendiamo scrivania, sedia direzionale, sedie e divanetto per la sala d’aspetto dei clienti; cassettiere e librerie con ante e vetri per creare l’archivio cartaceo delle pratiche. Con l’utilizzo degli strumenti informatici la spesa per questo tipo di arredi dovrebbe essere più ridotta, ma bisogna sempre prevedere l’archiviazione delle pratiche tramite Cd da conservare e tramite cartaceo, specie per i documenti che le imprese devono presentare agli enti pubblici per forza in questo formato. I costi degli arredi per ufficio sono attualmente abbastanza accessibili, una postazione di lavoro con sedia direzionale si compra con 250 euro, con 500 euro si possono, dunque, ottenere ben due postazioni di lavoro; i mobili in laminato sono più economici ed ogni singolo componente si può comprare anche con 40 euro a pezzo. Se consideriamo la spesa iniziale dell’ufficio, magari all’inizio non più di 40 metri quadri, caparra, componenti hardware e software e arredi, bastano anche meno di 10 mila euro, certamente, acquistando gli arredi più economici ( da abbinare all’hardware ed al software) non si supereranno i 6 mila euro. La spesa per iniziare è davvero irrisoria, ma questo non vuol dire che non ci siano dei costi. La fase di start up, per un commercialista richiede la disponibilità di un capitale compreso tra 30 e 40 mila euro, cioè denaro circolante che servirà a pagare le uscite e le spese di gestione corrente: affitto; bollette e spese varie.

APRIRE UNO STUDIO DI COMMERCIALISTA : ALTRI COSTI

 

Per i primi due anni, infatti, in attesa che si raggiunga un buon numero di clienti, l’attività non permetterà di avere un guadagno necessario per pagare le spese o per mangiare. Queste necessità dovranno essere compensate con una disponibilità di capitale proprio. Le banche erogano dei finanziamenti agevolati per studi professionali, ma si tratta di prestiti relativi ad acquisto o ristrutturazione di immobili. La prassi solitamente seguita dai giovani professionisti è quella del prestito personale presso una banca, la cui garanzia viene offerta dai documenti reddituali dei genitori ( fideiussione). Il prestito personale è, infatti, una linea di credito non finalizzata, cioè utilizzabile per qualsiasi motivo. Se si dispone di capitale proprio o dei propri genitori l’utilizzo di questi fondi è preferibile al prestito bancario. Queste criticità iniziali che rappresentano il vero ostacolo da superare per chi desidera lavorare come commercialista non devono scoraggiare. Si tratta di avere pazienza e capacità nel calcolare il rischio che un investimento in un’attività professionale naturalmente comporta. La cosa importante è essere bravi, meglio se più bravi e preparati della concorrenza. L’aggiornamento continuo e costante sulle ultime novità fiscali e giuridiche sul mondo delle imprese non dovrà mai mancare nel corso della vostra attività, a cui si dovrà abbinare un certo grado di specializzazione, imparando a conoscere anche le norme tributarie dei mercati esteri per offrire consulenza alle imprese di import – export o ancora specializzandosi nella consulenza a finanziamenti agevolati alle imprese. Ogni anno gli enti pubblici erogano contributi e finanziamenti agevolati tramite i Fondi Europei e molte aziende restano all’oscuro di queste opportunità perché non sono correttamente informate. Il buon commercialista dovrà essere abilissimo nel curare gli interessi del cliente facendo da ponte tra le esigenze finanziare dell’impresa esistente o da creare e le opportunità previste nei bandi dei fondi pubblici. Anzi, proprio oggi, con la grave crisi economica in atto dove è molto difficile trovare imprese esistenti da gestire, si dovrà puntare a specializzarsi nella consulenza alla creazione di nuove imprese. Se il cliente riuscirà a creare un ‘impresa che sa stare sul mercato grazie ai consigli del commercialista, quel cliente durerà per sempre. Nella prossima puntata continueremo ad esaminare questo aspetto e daremo anche uno sguardo alla distribuzione della concorrenza. Seguiteci…

 

Fonte di alcuni dati:

http://www.il-commercialista.eu/professione/come-diventare-commercialista

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

castiglionearredatori.it

milano.olx.it

 

 

 



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