Aprire un centro medico. Aprire un centro polidiagnostico: seconda parte.

aprile 25, 2011 | Fare impresa

In questa seconda puntata riguardante l’apertura di un centro polidiagnostico ci occuperemo degli aspetti burocratici relativi all’avvio dell’attività. Come preannunciato nella scorsa puntata le regole per aprire un centro polidiagnostico possono variare da Regione a Regione, poiché la Sanità è ormai gestita dagli enti territoriali.

APRIRE UN CENTRO POLIDIAGNOSTICO : LE PROCEDURE

 

Per conoscere l’esatta procedura utile ad avviare un centro bisogna, infatti, rivolgersi alla propria Regione di residenza. L’iter di contatto si rende necessario pure quando il centro polidiagnostico intende operare in regime di convenzione con la Ausl. Per quanto riguarda i centri polidiagnostici operanti in regime di prestazioni private, un ottimo canale di informazione è rappresentato anche dalle associazioni di categoria che elencheremo nel corso delle prossime puntate. In questo articolo, invece, tenteremo di offrire una panoramica generale sull’avvio del centro polidiagnostico poiché alcune procedure si riferiscono a norme di carattere generale. Prima di pensare ad avviarlo però, occorre distinguere tra studio medico privato ed ambulatorio privato. Lo studio medico è un luogo non aperto al pubblico dove uno specialista effettua prestazioni mediche a pagamento. Mentre l’ambulatorio è il luogo aperto al pubblico dove uno o più specialisti effettuano prestazioni mediche. La differenza tra le due realtà è sostanziale: lo studio medico non ha l’obbligo di apertura al pubblico e ciò vuol dire che lo specialista può ricevere i pazienti a qualsiasi ora ritenga opportuno. Quindi il medico dello studio privato non deve rispettare nessun orario fisso. L’ambulatorio specialistico privato invece sì. Vuol dire che i pazienti saranno ricevuti ad orari fissi predeterminati, come accade per altre attività aperte al pubblico. Il centro polidiagnostico rientra, dunque, nella categoria degli ambulatori privati specialistici. In quest’ottica dovrà funzionare proprio come un’impresa offrendo prestazioni mediche efficienti e di qualità a pazienti che verranno ricevuti in determinati orari lungo il corso della settimana. Per avviare un centro polidiagnostico occorre possedere un’autorizzazione sanitaria. La disciplina di riferimento è contenuta nell’articolo 193 del Testo Unico Leggi Sanitarie(TULLS) (R.D.1265/1934), ancora valido. Inizialmente la norma prevedeva che l’avvio di un ambulatorio medico fosse soggetto all’autorizzazione del Prefetto. Con il DPR N. 854 del 10/06/1955, il potere del rilascio dell’autorizzazione è passato al Sindaco, il quale, con la riforma sanitaria 833/78 ha assunto la qualifica di Autorità Sanitaria Locale. Con le riforme sanitarie, infatti, i Comuni e le Regioni hanno potestà autorizzativa sull’avvio degli ambulatori medici. Non solo, la stessa legge 833/78 stabilisce che alle Regioni spetta il compito di legiferare in materia di vigilanza e di autorizzazione delle strutture sanitarie private. La norma è stata recepita anche dal D.lgs 229/99, conosciuto Riforma Bindi che testualmente recita: “l’autorizzazione all’esercizio di attività sanitarie è , altresì, richiesta , per gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie, ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale…”. Il centro polidiagnostico rientrando nella fattispecie legislativa esaminata deve seguire l’iter autorizzativo indicato facendo sempre riferimento alla legge della Regione dove sarà avviato. Giuridicamente si può configurare come un’azienda sanitaria o meglio azienda ambulatoriale come definito dalla Corte di Cassazione Sez. I . con sent. Civile n.256 del 14/01/1998. Secondo le disposizioni del citato articolo 193 del Testo unico gli ambulatori specialistici privati possono essere gestiti da persone fisiche o società che erogano prestazioni poliambulatoriali “di laboratorio generale e specialistico in materia di analisi chimico-cliniche, di diagnostica per immagini, di medicina fisica e riabilitazione, di terapia radiante ambulatoriale, di medicina nucleare in vivo e in vitro”. Il centro polidiagnostico gestito da società deve essere dotato della presenza del Direttore Tecnico o Sanitario. Altra differenza tra lo studio medico e l’ambulatorio è la necessità di autorizzazione solo per quest’ultimo.

AVVIARE UN CENTRO MEDICO : COME FARE

 

Per avviare uno studio medico, infatti, non è necessaria l’autorizzazione sanitaria. Se lo studio medico viene gestito da un gruppo di medici che ricevono i pazienti per conto proprio percependo il relativo compenso, anche in questo caso l’autorizzazione non è necessaria. Se lo studio privato del gruppo di medici, invece, fa capo ad un’organizzazione che gestisce l’attività a cui tutti fanno capo e devono rispondere, allora si tratta di poliambulatorio privato con necessità di autorizzazione e presenza del Direttore Sanitario. Ciò che distingue uno studio medico di gruppo da un poliambulatorio è la diversa struttura organizzativa e gestionale. Nello studio, il medico che lo gestisce deve possedere i titoli professionali per l’esercizio della professione medica, nel poliambulatorio, il privato o la società, anche se non medici, hanno l’obbligo dell’autorizzazione e dell’assunzione di personale medico, compreso il Direttore Sanitario. Segue…

 

Fonti bibliografiche:

Studio Medico e Ambulatorio Medico.

Sostanziali Differenze( pubblicato su Avvenire Medico nr. 1/2006 ) di Ivana Garione, fiduciario FIMMG-Torino

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

caluscoinlinea.blogspot.com

ilmiotg.it

 

 

 

 

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