Diventare commercialista. Sesta parte.

aprile 19, 2011 | Libera professione

Continua il nostro reportage sulla professione di commercialista. In questo articolo analizzeremo gli orari di lavoro di questo professionista e le tariffe applicate per i clienti e con quale periodicità percepisce i compensi. Intanto dobbiamo dire, per correttezza, che il commercialista, quando l’attività va a regime, lavora molto, anzi, moltissimo. Ci saranno situazioni in cui non sarà possibile seguire da soli tutte le pratiche, anche perché se si sbaglia un calcolo, ne va della situazione finanziaria e fiscale dell’azienda cliente.

DIVENTARE COMMERCIALISTA : L’ORGANIZZAZIONE DELLO STUDIO

 

Tra l’altro se l’errore commesso è molto grave, il cliente può segnalare il caso all’Ordine di appartenenza o aprire un contenzioso per il risarcimento. Quindi sarà meglio avere uno studio fatto di validi collaboratori, ognuno esperto in un determinato settore, come le buste paga, la contrattualistica societaria, il riepilogo delle fatture e lasciare per sé solo le pratiche più complesse e dove è necessaria la supervisione del commercialista stesso. Gli orari di lavoro sono abbastanza pesanti: da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 13,00 e dalle 15 alle 19,00. Frequenti anche gli straordinari che il commercialista può anche svolgere di sabato e di domenica ( non necessariamente con la collaborazione dei dipendenti) quando ci sono delle scadenze importanti. Quindi non si tratta di un lavoro leggero, ma molto impegnativo dal punto di vista mentale, quindi è necessaria davvero tanta passione. Il tariffario dei compensi del commercialista prevede le seguenti voci: indennità, onorari e rimborsi spese. Questo professionista, infatti, deve spesso anticipare imposte e diritti di segreteria per le pratiche da inviare agli enti pubblici, deve anche effettuare delle trasferte presso gli sportelli degli stessi al fine di chiarire disguidi e controversie. Queste spese vanno adeguatamente rimborsate dal cliente. Per le assenze dallo studio il commercialista percepisce un’indennità di 77,48 euro per ora o frazione di ora e di € 619,76 per l’intera giornata. Gli onorari si distinguono in specifici e graduali. I primi si riferiscono all’esecuzione dell’incarico per conto del cliente, i secondi alle singole prestazioni necessarie per l’adempimento dell’incarico stesso. Gli onorari specifici possono essere un compenso fisso o percentuale in base al valore della pratica, mentre gli onorai graduali riguardano alcune pratiche che sono ricomprese negli onorari specifici. Si tratta ad esempio dell’assistenza e della rappresentanza tributaria per conto del cliente che determina preparazione di atti ed assenze dallo studio. In questo caso si dovrà determinare un compenso per ora o frazione di ora. Mentre l’onorario specifico per la pratica dovrà tenere conto del suo valore e dunque dell’ammontare delle imposte che potrebbero essere accertate.

DIVENTARE COMMERCIALISTI : GLI ONORARI

 

Gli onorari predeterminati vengono calcolati con una percentuale tra l’uno ed il 5% del valore della pratica stessa. Nella sistemazione di controversie con specifiche questioni di diritto, come quelle ereditarie si prevede un onorario minimo di 1.549,37 euro. Per le prestazioni riferite agli interventi personali nei rapporti con il singolo cliente si applicano delle tariffe in base al valore delle pratiche. Per la redazione di statuti si va da un minimo di 30,99 euro ad un massimo di 77,47 euro. Per i depositi di atti per via telematica la tariffa è di 80 euro. Le tariffe spettanti al commercialista sono davvero infinite, perché molteplici sono le sue funzioni. Per conoscere nel dettaglio tutte le singole tariffe per singole prestazioni è utile consultare il tariffario completo che abbiamo linkato poche righe più sopra. Noi ci siamo limitati ad indicare le varie classificazioni degli onorari che rappresentano la base per poter emettere le parcelle nei confronti del cliente. Il pagamento dei compensi, delle indennità e dei rimborsi spese va richiesto emettendo una parcella dove si indicano tutte le voci di riferimento. Quando il commercialista svolge l’attività di consulente tecnico ausiliario del giudice non si applica la tariffa professionale dei commercialisti, ma quella dei consulenti tecnici di ufficio (CTU). Presso gli Ordini provinciali dei commercialisti operano anche delle Commissioni Parcelle che possono esprimere un parere sulla congruità delle stesse rispetto al tariffario. La base di compilazione della parcella deve essere la lettura attenta del tariffario dove vengono indicate tutte le voci ed i commenti interpretativi per individuare la corretta applicazione del compenso. La parcella va compilata secondo uno schema predefinito per i commercialisti ( fac –simile) scaricabile gratuitamente da questo sito:

http://www.il-commercialista-dei-professionisti.com/download-facsimile-fattura. Anche la periodicità di emissione della parcella viene indicata nel tariffario, all’articolo 9, che recita: “Quando l’incarico è di durata indeterminata, o comunque superiore ad un anno, il professionista, relativamente alle prestazioni continuative, può presentare al cliente la parcella per il lavoro svolto alla fine di ogni trimestre”.

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

il-commercialista-dei-professionisti.com

condominioweb.com

 

 

 

 

 

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