Diventare avvocato. Settima parte.

maggio 10, 2011 | Libera professione

Mettere su uno studio legale non è un’impresa facile. Come del resto non lo è per qualsiasi tipo di attività. Ci riferiamo chiaramente al discorso dell’investimento economico necessario ad allestire la sede dell’ufficio con tutte le attrezzature e gli oneri compresi. Ma una volta che si sarà conseguito il titolo di avvocato e si saranno superati tutti gli scogli formativi della professione, oltre ad avere bene in mente i settori su cui si vuole agire per guadagnare, tutta la salita, diventerà, pian piano, una discesa.

APRIRE UNO STUDIO LEGALE : I COSTI

 

Le difficoltà principali dell’avvio di uno studio da adibire all’esercizio della professione forense, sono sicuramente quelle dell’investimento in denaro e della ricerca della clientela. Per chi può contare sull’aiuto di genitori avvocati, o di almeno uno dei due, il problema è di facile soluzione, perché o il genitore ci mette il capitale o, addirittura, cede lo studio al figlio, compreso di clientela. Per chi parte da zero, con in tasca l’abilitazione e tanti sogni, le cose si fanno lievemente più complesse, ma non per questo meno praticabili. L’ideale, per abbassare le spese di avvio di uno studio, sarebbe quello di aprire uno studio legale associato. Si tratta di una forma societaria molto diffusa negli Usa, ma ancora poco praticata in alcune realtà nazionali, specie in ambito locale. Trovare uno studio dove due o più avvocati possono esercitare l’attività, permette non solo di abbassare i costi, ma anche di limitare il numero dei concorrenti. Se poi ogni avvocato associato allo studio possiederà specializzazioni diverse si potrà ampliare la gamma dei servizi offerti alla clientela. Ma per aprire uno studio, quale potrebbe essere la zona, o l’area geografica ideale? La risposta è presto detta: intanto evitate di avviare studi legali in aree già servite da studi che trattano la stessa materia, o se sono presenti, accertatevi che non abbiano la specializzazione nel campo da voi trattato.

APRIRE UNO STUDIO LEGALE : DOVE APRIRE

 

Per la tipologia di immobile l’ideale sarebbe uno studio ben visibile alla potenziale clientela, meglio se al piano terra, con insegna abbastanza appariscente da farsi notare. Sembra strano parlare in questi termini di uno studio legale, ma di questi tempi, grazie alla liberalizzazione delle professioni, anche l’avvocato deve diventare imprenditore di se stesso, molto abile a promuoversi e capace di fiutare per tempo i mercati ancora disponibili. Le dimensioni dello studio dovranno essere proporzionate al numero di professionisti che vi lavoreranno, questo particolare potrebbe far lievitare i costi dell’immobile ( affitto o compravendita), ma è una spesa che potrà essere pienamente compensata dal lavoro di squadra che oggi come oggi, rappresenta, forse, la strada più praticabile per entrare nel difficile mercato delle professioni. Le leggi cambiano in continuazione e per un solo avvocato, spesso, è difficile conciliare l’aggiornamento con le udienze e gli appuntamenti con i clienti, insomma questo non è più il tempo degli avvocati “tuttologi” o “tuttofare, ma dei professionisti capaci di dare risposte efficaci ai clienti, in tempi brevi. Lo studio associato permette di ottimizzare la qualità e la quantità del lavoro, fidelizzando la clientela ed aumentando il relativo fatturato. Per costituire uno studio associato, la forma giuridica è quella, non societaria, vietata dalla legge nel caso dei professionisti iscritti agli Albi, ma dell’associazione tra professionisti, disciplinata dalla legge 1815/1939. Si può redigere un atto scritto dove vengono fissate le regole ed i doveri dei singoli soci. In questo tipo di associazione ogni socio può esercitare anche la libera professione individuale, dichiarando i redditi percepiti da entrambe le attività. La costituzione di questa associazione vale quando tutti gli avvocati sono iscritti all’Albo, se il socio o l’amico con cui volete avviare lo studio non è ancora abilitato, si può costituite un’impresa in forma societaria, cioè un’attività di vendita di beni o prestazioni di servizi, in cui la consulenza legale dell’avvocato abilitato è accessoria all’attività principale della società. L’arrivo dei computer, della Rete e della digitalizzazione dei contenuti ha ridotto sensibilmente i costi dell’investimento. L’aggiornamento giuridico si può realizzare tramite cd –rom da passare sul Pc, riducendo l’arredo per l’archiviazione del materiale cartaceo. Sarebbe interessante anche la totale digitalizzazione delle pratiche e delle sentenze, in modo da evitare l’acquisto di imponenti quantità di librerie e mobili da biblioteca. Una stanza abbastanza grande con tanti pc quanto sono gli avvocati che vi operano sarebbe l’ideale, a cui si aggiungerà un locale adibito a sala d’aspetto ed i servizi igienici. Oppure delle stanze piccole arredate con poltrona direzionale, tavolo con Pc e relativi accessori per ogni avvocato che vi opera. Per uno studio legale di 3 soci, prevedendo un ambiente legale completamente digitalizzato, potrebbero bastare 12 metri quadri a testa, oltre alla sala d’aspetto con servizi igienici per un totale di 20 metri quadri. I costi del pc, software e mobili da ufficio sono oggi abbastanza accessibili a meno che non si decida di dare allo studio uno stile, per così dire, “lussuoso”. In effetti gli studi legali, anche quelli associati, devono avere uno stile nobiliare, con mobili e librerie di un certo pregio. Altri oneri da sostenere saranno quelli del canone di affitto e delle utenze, oltre al pagamento dei contributi alla cassa forense. Continua…

 

Fonte di alcuni dati:

http://www.studiofranciosi.com/quando_e_possibile_costituirsi_in_associazione_tra.html

 

 

 

 

Rosalba Mancuso

Fonte immagini:

http://commons.wikimedia.org/wiki/File:CD-ROM.png

http://www.rinconlegal.com/informacion/profesionales/abogados/abogados-internacional/italia/i/19126/947/studio-legale-scarante-partners-padova-italia

 

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