Agenzia debiti.

giugno 23, 2011 | Fare impresa

Nella scorsa puntata abbiamo affrontato il tema della forma giuridica di un’agenzia debiti, che per la sua specificità professionale deve avvalersi spesso di figure come l’avvocato o il commercialista, cioè di liberi professionisti iscritti ad un albo tenuto dall’Ordine di appartenenza. Come gestire la presenza di un imprenditore puro con dei liberi professionisti all’interno di un’agenzia che ha il delicato compito di risolvere le situazioni debitorie dei clienti? La gestione del rapporto professionale di queste diverse figure chiave dell’agenzia debiti può avvenire in diversi modi: o con l’assunzione diretta di avvocati e commercialisti da parte dell’imprenditore o con il ricorso a prestazioni libero-professionali da parte dello stesso che può appoggiarsi a studi esterni o con la costituzione di una società tra professionisti.

AGENZIA DEBITI : I CONSULENTI

 

Della prima ipotesi avevamo già detto nella scorsa puntata e l’avevamo definita impraticabile almeno agli inizi dell’attività, perché l’assunzione di dipendenti è sempre una scelta molto onerosa dal punto di vista economico per qualsiasi impresa in fase di start –up. La seconda soluzione, cioè quella di ricorrere alle collaborazioni esterne, è più fattibile, ma appoggiarsi a liberi professionisti esterni potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per l’agenzia debiti in fase di avvio, non solo per una questione di credibilità nei confronti dei clienti, ma perché i professionisti esterni con un proprio studio potrebbero far migrare la clientela presso di loro, con il rischio di una progressiva diminuzione del fatturato dell’agenzia. La soluzione più fattibile resta la società tra professionisti, finalmente disciplinata dalla legge italiana, sempre un po’ in ritardo rispetto ad altri paesi dove le società tra liberi-professionisti sono un dato di fatto già da molti anni. Dare vita ad una società tra professionisti evita il rischio di migrazione della clientela da un professionista all’altro e rende più compatto il gioco di squadra finalizzato al pieno raggiungimento degli obiettivi aziendali. E’ pur vero che le società, come i matrimoni, possono finire, ma avere a disposizione delle carte nero su bianco, rende sempre più credibile l’operato di un’impresa.

APRIRE UN’AGENZIA DEBITI : L’AVVIO DELL’ATTIVITÀ

 

La legge nazionale disciplina chiaramente le modalità della creazione di un’impresa tra professionisti. Alcune norme in materia hanno riguardato gli avvocati, figure chiave anche per le prestazioni di servizi di un’agenzia debiti. Si tratta del D.Lgs 96/2001 che permette di costituire società in nome collettivo tra avvocati iscritti all’Albo. Per creare una società a nome collettivo gli avvocati devono essere iscritti in una sezione speciale dell’Albo di appartenenza. La società a nome collettivo formata da avvocati non sarà soggetta al fallimento. Successivamente a rimarcare il concetto della norma è intervenuto ll D.L 223/2006, cioè il cosiddetto Decreto Bersani bis, che ha abolito il divieto di costituire società o associazioni tra professionisti, estendendo la legge del 2001 a tutti i liberi-professionisti iscritti all’Albo, mantenendo, però, il divieto di costituire società di capitali. Il divieto si spiega con la necessità di garantire trasparenza nell’operato dei liberi professionisti. La questione è ancora dibattuta, anche alla luce delle disposizioni europee che identificano il libero professionista con il ruolo di imprenditore. Nella nostra trattazione, dunque, spiegheremo la differenza tra società ed associazioni tra professionisti. Queste ultime, dette ATP, sono disciplinate da una legge antecedente a quelle che abbiamo citato, ovvero la numero 1815 del 1939. La differenza tra società di professionisti ed associazione di professionisti sta intanto nella forma giuridica. Con la società si crea un nuovo soggetto giuridico, mentre con l’associazione, non si viene a formare un nuovo soggetto giuridico ma una forma di cooperazione di due o più professionisti che collaborano per raggiungere un obiettivo, pur mantenendo la loro individualità nei rapporti con i clienti e l’Ordine di appartenenza. L’ATP si costituisce in forma scritta, con un documento chiamato contratto di associazione professionale, tipico della Società Semplice. Il contratto si può redigere in forma di scrittura privata autenticata o in forma di atto pubblico se vengono apportati beni immobili. L’associazione tra professionisti non ha obbligo di pubblicità e non va iscritta al Registro delle Imprese. La società in nome collettivo, invece, va costituita con atto pubblico o scrittura privata autenticata. Il documento va iscritto al Registro delle Imprese. Sotto il profilo fiscale le due forme giuridiche si eguagliano, perché bisogna aprire la partita Iva, necessaria quando si svolgono prestazioni abituali e continuative. Sotto il profilo delle imposte suoi redditi le Snc e le Associazioni tra professionisti prevedono la ripartizione degli utili o dei compensi in proporzione alle quote di capitale o di beni conferiti.

 

Fonti bibliografiche e link di approfondimento:

www.analisiaziendale.it/le_societa_tra_professionisti_dopo_il_decreto_bersani2_prima_parte_2000059.html

studiofirenze.com/?page=222-8

 

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

seac.it

sicildata.it

 

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