Aprire un negozio per celiaci. Seconda parte

giugno 20, 2011 | Fare impresa

Benvenuti alla seconda parte del reportage dedicato alla creazione di un negozio per celiaci. Se ricordate, nel nostro primo articolo sull’argomento, abbiamo dato la definizione del tipo di attività che andrete a creare, evidenziando anche gli aspetti burocratici ed amministrativi che permetteranno di essere autorizzati all’esercizio dell’attività stessa. Alla fine dell’articolo, inoltre, ci eravamo soffermati sui dati del mercato, che nel caso specifico, sarà costituito da persone affette da celiachia, ovvero da intolleranza al glutine dei cereali. Ma i dati statistici si riferivano ad un campione complessivo distribuito su tutto il territorio nazionale ed internazionale.

APRIRE UN NEGOZIO PER CELIACI : IL MERCATO

 

Nel caso del negozio con una specifica sede fisica, è importante conoscere anche la distribuzione del mercato a livello locale. I dati nazionali ed internazionali possono essere molto preziosi se utilizzati per avviare anche un’attività di vendita online di prodotti per celiaci, ma se vogliamo far coesistere anche la vendita tradizionale dobbiamo capire esattamente con quanti potenziali clienti potremo avere a che fare in un determinato territorio. Un’idea sul mercato locale di riferimento si può avere consultando sempre le sedi regionali dell’Associazione Italiana Celiachia che potrebbero possedere i dati numerici (e non anagrafici) delle persone affette da celiachia in una specifica area territoriale. Altra utile fonte di contatto sono le Ausl ed i medici di famiglia. Chiedendo a queste fonti il dato numerico dei pazienti portatori di intolleranza al glutine si potrà capire se il negozio potrà rivelarsi redditizio. Il secondo step per la creazione dello stesso è la valutazione del livello di concorrenza. Anche se nella vostra zona non esiste un negozio per celiaci, dovere sapere che questi alimenti vengono anche venduti da farmacie, erboristerie, supermercati, siti di e-commerce o all’interno di altri negozi di generi alimentari e gastronomie. Per un esame della concorrenza in ambito locale basta solo rendersi conto di quante farmacie, supermercati e altri punti vendita, operino ed in quali zone, in modo da studiare un’area strategica dove poter aprire il negozio di alimenti per celiaci.

VENDERE ON LINE PRODOTTI PER CELIACI

 

Per quanto riguarda la concorrenza dei siti di e-commerce non è il caso di dilungarsi troppo, perché se iniziassimo a cercare troveremmo certamente una miriade di negozi online che vendono prodotti per celiaci, e quindi possiamo già stimare una certa saturazione del mercato proprio per quanto riguarda l’online. La parola chiave “negozio online per celiaci” restituisce, infatti, più di un milione e 200 mila risultati. Anche per quanto riguarda questa nicchia di mercato, dunque, conviene pensare alla vendita online sempre in un ambito territoriale specifico. Aggiungendo alla parola chiave suddetta, anche il nome di una regione, i motori di ricerca restituiscono circa 400 mila risultati. Come si può notare l’ambito web è quello che si satura più velocemente. Ecco che per superare la concorrenza bisogna “pensare” ancora più in piccolo e servire solo un’area comunale, o al massimo due o più comuni o un’area provinciale. Questa, almeno, la strategia per riuscire a vendere a clienti privati. Ma i clienti di un negozio per celiaci, non saranno solo i singoli pazienti affetti dalla malattia, ma anche ristoranti, hotel, centri turistici. Con il negozio per celiaci, infatti, si potrà offrire anche un servizio di catering nel settore del turismo e della ristorazione che ospitano un elevato numero di clienti e che necessitano di fornire cibi specifici a coloro che dichiarano di soffrire di intolleranze. Oltre ai prodotti per celiaci, per ampliare il business, il negozio potrà vendere anche prodotti che aiutano a combattere altre intolleranze, come gli alimenti senza latticini o i prodotti biologici. Nel dettaglio un negozio per celiaci potrà vendere cibi senza glutine come pane, fette biscottate, pasta, riso e cereali, farine e suoi derivati, dolci e brioche, cibi surgelati, panettoni e uova di Pasqua, bevande, sughi e altri condimenti. Un negozio per celiaci e per persone affette da altre intolleranze potrà vendere alimenti senza latticini, senza zucchero e senza uova, ma anche alimenti biologici, tisane, cosmetici, prodotti per la casa. Potrà anche confezionare cesti regalo per le aziende durante le Festività o ampliare i suoi servizi con la consegna a domicilio, oltre al servizio di catering a cui abbiamo già accennato poche righe sopra. Ma non solo, il negozio potrà anche produrre in proprio alcuni alimenti, ad esempio allestendo, all’interno dei locali, un piccolo laboratorio la produzione di pane e pasta senza glutine in modo da entrare in un circuito di commercio all’ingrosso che potrà fornire altri negozi, ristoranti, supermercati e farmacie. Segue nella prossima puntata.

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

crealavoroblog.it

piadinaterrediromagna.com

 

 

 

 

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