Aprire un negozio per celiaci. Terza parte

giugno 27, 2011 | Fare impresa

Proseguiamo il nostro reportage dedicato alla creazione di un negozio per celiaci esaminando altri aspetti che potrebbero rivelarsi utili per la messa a regime dell’attività. Nella seconda puntata avevano dato uno sguardo alla distribuzione della concorrenza evidenziando come il web sia il settore economico maggiormente saturato per quanto riguarda i negozi che vendono prodotti per i celiaci. La strategia di business più praticabile era dunque la creazione di un negozio che servisse un ambito locale più o meno esteso dove poter stimare sul campo la presenza degli eventuali competitor, che come accennato possono essere farmacie, supermercati o altri negozi specializzati in questo tipo di vendita.

APIRE UN NEGOZIO PER CELIACI : COME APRIRE

 

Partendo, dunque, dalla location ideale si dovrà pensare ad un’area non servita, almeno non nelle immediate vicinanze, dai concorrenti indicati. Le dimensioni del negozio varieranno in base al numero ed al tipo di prodotti e servizi offerti. Se alla vendita si decide di abbinare anche la produzione artigianale di alimenti specifici, i locali dovranno prevedere uno spazio aggiuntivo per il laboratorio, altrimenti se si inizia con la sola idea del negozio si potrà puntare sulle classiche misure standard di un negozio di generi alimentari. Non bisogna dimenticare che il negozio dovrà anche prevedere dei locali adibiti a magazzino per lo stoccaggio del prodotti. Trattandosi di un’attività di nicchia, all’inizio potranno bastare anche solo 50 metri quadri per la vendita al dettaglio, escluso il magazzino. Le dimensioni dei locali potranno essere ampliate successivamente, quando il giro d’affari sarà più elevato. Riguardo alle dimensioni bisogna anche ricordare che le norme stabiliscono la classificazione tra piccoli medi e grandi esercizi. I piccoli esercizi commerciali vengono definiti esercizi di vicinato e comprendono tutti quei locali non superiori ai 250 metri quadri. Queste misure riguardano solo la superficie dei locali adibiti alla vendita, compresi gli arredi e le scaffalature che contengono i prodotti. Dal computo restano esclusi magazzino, deposito, uffici e locali adibiti alla lavorazione. Nella prima parte del reportage avevamo indicato la procedura burocratica per avviare il negozio di alimenti per celiaci per cui rimandiamo alla lettura dello stesso articolo, ma per quanto riguarda i locali bisogna seguire un ulteriore iter volto ad attestarne l’idoneità alla vendita e la conformità alle normative vigenti. I locali dovranno quindi essere in regola con le norme contenute nei regolamenti edilizi comunali, con le norme urbanistiche, con la destinazione d’uso e con le regole igienico sanitarie. Ogni Comune emana propri regolamenti sulla base di leggi regionali, per cui è consigliabile consultare questi regolamenti per scegliere i locali che rientrano nei requisiti richiesti dall’Ente.

APRIRE UN NEGOZIO PER CELIACI : ALTRE NORMATIVE

 

Esistono, infatti, delle limitazioni urbanistiche che non permettono in alcuni comuni di aprire il negozio dove vi pare. Ad esempio comuni di rilevanza storica ed artistica chiedono la stipula di una convenzione per avviare il negozio in aree del centro storico. In aree provinciali può bastare, invece, seguire l’iter che abbiamo descritto nella prima puntata, abbinando alle comunicazioni telematiche di inizio attività tutta la documentazione che attesta l’idoneità dei locali stessi ( planimetria, certificato di destinazione d’uso, ecc). La lista dei documenti da allegare viene comunicata dagli stessi uffici comunali. Per quanto riguarda l’aspetto della sicurezza igienico-sanitaria dei locali, anche il negozio per celiaci rientra nelle regole previste dall’ordinanza del Ministero della Salute relativa ai locali mobili o fissi adibiti al commercio di generi alimentari. L’ ordinanza ministeriale, del 3 aprile 2002, all’articolo 3 prevede che il locale debba essere coperto da pareti stabili e ventilate, con ingresso a porta chiudibile; costruito con criteri che consentano la vendita e la conservazione dei prodotti. All’interno dei locali bisogna anche realizzare un’adeguata protezione per evitare la contaminazione degli alimenti. L’ordinanza stabilisce anche che il negozio debba essere dotato di pavimenti antiscivolo, impermeabili e facilmente lavabili, con pareti a sagoma curve raccordate al pavimento e rivestite per un’altezza di almeno 2 metri con materiale lavabile, impermeabile e disinfettabile. Il negozio deve anche contenere un contenitore a chiusura non manuale. Il negozio deve dotarsi anche di una potenza elettrica superiore ad altri tipi di locali per permettere il corretto funzionamento degli impianti di cui è dotato e per garantire la corretta conservazione degli alimenti che richiedono l’uso del frigorifero. Il numero di frigoriferi deve essere proporzionale alla quantità di alimenti che necessitano di essere conservati a basse temperature. L’atto ministeriale disciplina anche che il negozio debba essere dotato di lavello automatico o a pedale con erogatore per l’acqua calda e fredda, attrezzato con sapone liquido ed asciugamani non riutilizzabili. Anche i banchi per l’esposizione dei prodotti devono rispettare le norme di sicurezza igienico-sanitarie. Devono, infatti, essere schermate ai lati rivolti verso i clienti, verticalmente per almeno 30 centimetri di altezza dal piano di vendita ed orizzontalmente per una profondità minima di 30 centimetri.

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

napoli.olx.it

campingarera.com

 

 

 

 

 

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