Trasformare la propria passione in un business. Seconda parte

giugno 21, 2011 | Fare impresa

Nella prima parte, abbiamo messo in evidenza alcuni passi fondamentali che qualunque appassionato deve seguire prima di lanciarsi full time nella sua passione.

 

Abbiamo voluto mettere in evidenza quali sono le criticità che accompagnano la fase del passaggio di un hobby in una professione redditizia.

Trasformare un hobby in un business : alcuni casi concreti.

 

 

Oggi, presentiamo due esempi di piccoli imprenditori che in passato hanno fatto l’importante passaggio da appassionato ad imprenditore.

 

La prima delle due storie, è un esempio di un caso di successo.

La seconda, al contrario, non ha ottenuto un esito positivo.

Contrariamente ad altri, noi vogliamo mettere in evidenza anche i casi di insuccesso affichè questi, possono essere esempio di analisi e permettano ai futuri imprenditori di non rifare i medesimi errori.

 

 

Sono Matteo, sono diplomato perito industriale e da circa quattro anni lavoravo in un magazzino di materiale elettrico.

Il mio sogno, era quello di aprire una mia ditta di impianti elettrici.

 

Nel tempo libero, alla sera e durante il fine settimana, davo una mano a conoscenti ed amici a realizzare i loro piccoli impianti.

 

Avevo già imparato molte cose a scuola ed anche durante lo stage di alcuni mesi dopo il diploma e nel corso dei tre anni di università.

 

Avevo accettato unoccupazione a tempo indeterminato in un’attività commerciale perchè ero sposato, mi era nata una bambina e quindi avevo bisogno di certezze.

 

Mese dopo mese, mi resi conto che avrei potuto aprire la mia ditta di impianti elettrici e che i clienti non sarebbero mancati di certo.

Inoltre, avevo conosciuto molti potenziali clienti nel corso degli anni passati quando ero impegnato a vendere materiale elettrico ed a dare consigli.

Mi ero costruito un piccolo database di contatti.

 

Quando mi resi conto che ormai tutti i fine settimana ed anche le ore libere e disponibili, ero impegnato in lavori di impiantistica collaborando con altre ditte che avevano bisogno di un tecnico competente, serio, disponibile anche e sopratutto al di fuori degli orari ordinari, decisi di fare il grande passo.

 

Oggi, dopo tre anni, lavoro molto ed i clienti non mancano mai.

 

Durante il primo anno di attività, ho dovuto correre ovunque per farmi conoscere e potermi così creare una base sufficiente di clienti.

Ora, ho anche un apprendista che mi aiuta nel lavoro.

 

Trasformare un hobby in un business : il segreto del successo

 

Prima di aprire, ho cercato di capire presse le ditte con cui lavoravo, come funziona il lavoro di imprenditore.

Ho frequentato anche un corso presso un’associazione di artigiani ed ho letto molto durante il poco tempo libero.

 

Inoltre, ho dedicato molto tempo ad osservare ed a fare domande.

Volevo essere sicuro di non incorrere in grossi rischi. Con una moglie ed una figlia, non potevo certo fare salti nel vuoto.

 

Per il secondo caso :

 

Mi chiamo Luciano, quindici anni fa ero un tecnico di laboratorio con un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

 

Da qualche anno, l’informatica e la fotografia erano (e lo sono tutt’oggi) i miei hobby.

 

Decisi di aprire un punto vendita in un’area semicentrale della mia città ed avviare un piccolo negozio di computer e di fotografia.

 

In quegli anni, la vendita di computer era in forte crescita e mi stavo lanciando anche come fotografo professionista.

 

Durante primi sei anni, il fatturato, pur non essendo elevato, mi permise di tenere aperto, pagare le spese e garantirmi uno stipendio adeguato.

Successivamente, il crollo dei margini nella vendita di computer ed il calo dei matrimoni e dei budget ad essi assegnati per la parte relativa ai servizi fotografici, mi misero in seria difficoltà.

 

Tre anni e mezzo or sono, ho chiuso l’attività.

 

Sono riuscito a reinserirmi non senza difficoltà in ambito lavorativo dopo la chiusura del negozio.

 

 

Le cause della chiusura del negozio

 

Guardandomi indietro, posso evidenziare almeno tre cause principali :

 

i costi fissi del negozio eccessivi;

 

la scelta del settore informatico che era troppo orientato alla vendita dei prodotti anziché dei servizi e così, sono stato travolto subito dal crollo delle vendita dei computer che facevo ai piccoli imprenditori e professionisti.

 

Il mercato locale a cui mi rivolgevo come fotografo, era troppo piccolo e troppo inflazionato da offerte al ribasso.

 

Purtroppo, ho guardato a questo lavoro troppo come appassionato e quindi, non ho fatto le dovute previsioni ed i conteggi necessari, prima di lanciarmi in questa impresa.

 

Io non sono sposato e non ho quindi famiglia ma se dovessi rivolgermi a coloro che vogliono avviare un’attività da un loro hobby, consiglierei prima di tutto di fare un’attenta analisi del settore in cui stanno per investire e sopratutto, prestare molta attenzione a quelli che sono i costi fissi dell’attività.

 

Non basta aprire un’attività e pensare che le cose fra due o tre anni rimarranno statiche. Io, quando ho visto il crollo delle vendite dei computer, non ho pensato ad esempio di proporre maggiori soluzioni di assistenza;

per quanto riguarda la fotografia invece, mi sono limitato ad offire quello che i fotografi presenti già facevano venti anni fa mentre il mercato si è molto evoluto da allora.

Ragionare da hobbista, non è la solita cosa che affrontare le cose da professionista.

Se sei un professionista, devi trarre un reddito sicuro e garantito dalla tua attività e quindi, devi impostare il tuo business in questa direzione!

 

Termina qui la nostra analisi sperando che le due testimonianze siano state in grado di offrire qualche spunto in più per orientare le vostre future scelte.

 

Fonte immagine :

palermo.bakeca.it

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