Aprire un centro medico. Aprire un centro polidiagnostico: sesta parte.

luglio 8, 2011 | Fare impresa

Per gestire con completezza l’attività di un centro polidiagnostico bisogna conoscerne tutti gli aspetti gestionali, organizzativi, professionali e finanziari. Di alcuni abbiamo già detto nel corso delle varie puntate, mentre degli aspetti strettamente economici, riferiti cioè ai possibili risultati positivi dell’attività non abbiamo ancora ampliamente parlato. Quello che si sa per certo è il fatto che essere titolari di un centro polidiagnostico rappresenta un business dalle ottime prospettive di guadagno. Le tariffe richieste per ogni singola prestazione, non sono irrisorie, anzi, tutt’altro.

APRIRE UN CENTRO POLIDIAGNOSTICO : I GUADAGNI.

 

Senza la copertura sanitaria pubblica una tariffa per prestazione medica si aggira quasi sempre su cifre superiori ai 50 euro. E’ chiaro che il livello delle tariffe applicate dalla sanità privata varia in base al tipo di prestazione offerta. La tariffa di un esame Tac è più alta di un semplice controllo della glicemia in un laboratorio analisi o di un test di gravidanza. Per operare in maniera equa e remunerativa bisogna perciò conoscere esattamente il livello delle tariffe applicate. Ma al fine di evitare confusione cercheremo di suddividerle per settore, indicando inizialmente quelle di un centro polidiagnostico in senso classico, cioè specializzato nella diagnostica per immagini. Abbiamo preso come riferimento i costi delle prestazioni private di una delle tante strutture presenti in Italia. Per quanto riguarda l’ecografia, le tariffe variano da 70 a 90 euro, in base agli organi esaminati. Le tariffe si alzano se vengono esplorati interi apparati. L’ecografia dell’addome completo costa, infatti, 200 euro; un ecocolodoppler costa 120 euro. Per quanto riguarda gli esami radiologici le tariffe variano da 70 a 110 euro in base alla parte esaminata. Una Tac in tutto il corpo, detta total body, costa 300 euro. Gli introiti possono incrementarsi se oltre alle prestazioni tipiche della medicina diagnostica si affiancano gli ambulatori medico specialistici. Una singola visita costa tra 60 e 70 euro e se il paziente abbina anche l’esecuzione dell’esame, si possono tranquillamente superare i 150 euro per prestazione, se non pure 200. La modalità di incasso delle somme pagate dai pazienti avviene sempre presso gli uffici amministrativi del centro, dove i responsabili della segreteria emettono la fattura o parcella. Si tratta del metodo di incasso dei compensi che va adottato nel centro polidiagnostico. Non sarà, infatti, il singolo medico che emette fattura ed incassa in denaro per la prestazione, ma il titolare del centro e nella fattura sarà sempre riportato il timbro della struttura, con denominazione, indirizzo e numero di partita Iva. In genere la tariffa comprende il compenso del medico che effettua la prestazione e la parte che andrà al gestore della struttura.

APRIRE UN CENTRO POIDIAGNOSTICO : IL FATTURATO E LA GESTIONE

 

Da questa stessa tariffa andranno scorporate le somme a titolo di compenso o retribuzione per il personale amministrativo e di segreteria. Quindi anche se le tariffe richieste sembrano a prima vista molto alte o esagerate, in effetti comprendono diverse voci di entrata che andranno a coprire diverse voci di costo: medici, titolari, personale, forniture, macchinari, arredi, affitto dei locali, canoni per altre utenze. La firma e il timbro del medico che opera all’interno del centro verrà apposta all’interno della documentazione che accompagna il referto e non sulla fattura. La fattura può essere elaborata tramite semplicissimi programmi informatici, come Excel o Word o emessa su blocchi di fatture fiscali cartacee reperibili presso qualsiasi cartoleria autorizzata, oppure modelli cartacei con intestazione prestampata a cura della tipografia. Molti centri polidiagnistici, specie i laboratori analisi, che gestiscono un elevato numero di prestazioni giornaliere, preferiscono ricorrere a dei software automatici di fatturazione. I costi per i software ed i documenti di fatturazione ( esclusi i programmi gestionali) rappresentano forse quelli più irrilevanti in seno alle forniture necessarie per il funzionamento dell’attività. La fattura di un centro medico, dal punto di vista fiscale, non è uguale a quella di altre attività, anche se la sua compilazione è estremamente semplice, per non dire elementare. Le prestazioni sanitarie private vengono inserite in fattura con gli stessi criteri di qualsiasi altra prestazione, ovvero descrizione e imponibile, in cui l’imponibile costituirà la tariffa della prestazione. Se questa supera l’importo di 77,47 euro, all’imponibile si dovrà sommare l’importo dell’imposta di bollo di 1,81 euro, rappresentato da una marca omonima che deve essere applicata sulla parcella al momento dell’emissione. La marca, comprata dal medico o dal titolare del centro, sarà addebitata al cliente assieme alla tariffa. Per cui se la prestazione costa 100 euro, il paziente pagherà 101, 81 euro che potrà dedurre dalle tasse. Se la struttura non appone la marca da bollo, il paziente non potrà dedurre dalle tasse l’importo di 1,81 euro. Le prestazioni sanitarie private sono esenti da Iva ai sensi del DPR 633/72.

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

Fiscooggi.it

Italymed.com

 

Articoli correlati:

Altri articoli :