Aprire uno studio fotografico. Settima parte.

luglio 20, 2011 | Formazione personale

In questa ultima puntata dedicata alla professione del fotografo e del fotoreporter vogliamo aggiungere ulteriori consigli per far decollare la vostra professione. Per quanto riguarda entrambi i ruoli, la messa a regime dell’attività avviene quando si ottiene un congruo numero di clienti che permettano di ottenere un congruo reddito mensile.

DIVENTARE FOTOGRAFO : TROVARE I CLIENTI

I clienti vanno cercati, trovati e fidelizzati. Nel caso del fotografo saranno persone fisiche, nel caso del fotoreporter saranno testate giornalistiche. Il fotografo tradizionale può trovare clienti attraverso una location ben posizionata in vie strategiche, oppure lasciando il proprio biglietto da visita negli atelier , nei ristoranti, nei negozi per la lista nozze. Una buona risorsa pubblicitaria è il web dove il fotografo può pubblicare le proprie immagini in directory dedicate alla fotografia ed alla condivisione delle immagini come Flickr, oppure in un sito personale ben indicizzato suo motori di ricerca o da inserire nei social network come Facebook. Anzi negli ultimi tempi i social stanno diventando un ottimo strumento promozionale per trovare contatti e clienti. Nella pratica, con le reti sociali si può creare una pagina del proprio profilo e del proprio sito e farla condividere a potenziali contatti interessati a quel determinato profilo o servizio offerto. Per i fotografi di eventi e moda, molto utili sono anche i Social network professionali come Linkedin o Viadeo, dove sono registrate migliaia di aziende dei più svariati settori economici e con cui poter avviare dei contatti e delle collaborazioni professionali nel campo della fotografia. Il Social Networking può rivelarsi utile anche per i fotoreporter che possono tentare di mettersi in contatto con direttori o redattori di giornali, spesso iscritti e registrati in questi siti. Con il Web, infatti, si accorciano e si facilitano i tempi di promozione dell’attività, spesso con una sensibile riduzione dei costi per la pubblicità tradizionale, anche se le modalità di contatto e promozione tradizionale non vanno mai abbandonate.

Anzi per diventare fotoreporter o fotografo dei vip o “paparazzo” si deve sempre tentare un approccio diretto con le testate potenziali clienti. A tal proposito vogliamo riportare l’esperienza di un fotoreporter riportata sul portale fotochepassione che spiega come lavorare nei giornali.Per un primo approccio si chiede di poter parlare con il caporedattore o chi per lui (nelle riviste spesso ci si deve rivolgere all’Art Director) e, se si viene ricevuti (hanno pochissimo tempo da perdere) ci si puo’ presentare e dirgli brevemente che si aspira a lavorare nel giornale, iniziando anche come collaboratore esterno, mostrandogli qualche foto di cronaca fatta nel corso di avvenimenti locali. Non presentatevi mai senza avere prima fissato un appuntamento per telefono”. Sempre nel racconto si descrivono le caratteristiche delle foto da far vedere, per i quotidiani ne bastano una ventina, il formato ideale è 20×30. Per una rivista illustrata meglio portarne di più. “Una soluzione più pratica sarebbe un CD con le vostre immagini – scrive ancora il fotoreporter- ma tenete presente che in tal caso, quasi sicuramente, scatterà la fatidica frase: ‘Si lo lasci, lo vedremo e le faremo sapere’. Personalmente sto ancora aspettando telefonate che dovevano arrivare vent’anni fa!”. Le immagini non vengono scelte solo per la loro bellezza, ma anche in base al formato che deve adattarsi alle necessità di impaginazione, in alcuni casi può servire il formato verticale, in altre orizzontale. I fotoreporter scattano immagini in entrambi i formati. La cosa importante è che illustrino la notizia. Quindi sono bandite le foto cartolina che possono servire solo se vi proponete a riviste di viaggi e vacanze. Se i servizi vengono ritenuti idonei per la pubblicazione si può venire contattati per seguire degli eventi assieme ad altri colleghi, o per sostituire colleghi in ferie o in malattia. Dopo due anni di collaborazione esterna ci si può iscrivere all’Albo dei Giornalisti pubblicisti. Per l’iscrizione si devono presentare un attestato firmato dal Direttore del giornale ed un certo numero di foto, tra 60 e 80, nonché le regolari ricevute di pagamento delle immagini. Per l’iscrizione è, infatti, fondamentale aver svolto una collaborazione biennale retribuita. Le tariffe del fotoreporter vengono in genere fissate dagli editori e solo quando si diventa davvero famosi si può sperare di guadagnare migliaia di euro per una foto. L’accordo tra Fnsi e Uspi siglato l’anno scorso stabilisce però delle tariffe minime per collaboratori e fotoreporter freelance dei periodici. Le tariffe variano da 25 a 33 euro per la notizia o singola foto, da 60 a 171 euro per l’articolo e da 93 a 342 euro per i servizi. Le tariffe del fotografo professionista variano in base agli anni di esperienza del fotografo, al suo livello professionale, all’entità e complessità del servizio da realizzare, all’apporto creativo richiesto, alla destinazione d’uso dell’immagine ed agli investimenti necessari per produrre le immagini sul piano tecnico ed organizzativo. Una guida alla determinazione delle tariffe si trova a questo link: http://www.fotografi.tv/tariffario/guidaalletariffe.php. In genere per un servizio fotografico di un matrimonio si possono chiedere da 1000 a 2000 euro.

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

sanremonews.it

photografando.com

 

 

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