Aprire un centro medico. Aprire un centro polidiagnostico: settima parte.

agosto 30, 2011 | Fare impresa

Nelle scorse puntate abbiamo esaminato le caratteristiche che devono essere possedute da un centro polidiagnostico che opera in regime di prestazioni sanitarie private. Abbiamo dato uno sguardo alle tariffe ed alla modalità di parcellazione. Per lo stesso centro esiste anche un’altra possibilità di erogare le prestazioni, cioè in regime di convenzione con la sanità pubblica. La procedura che porta ad erogare prestazioni sanitarie coperte in tutto o in parte dalla sanità pubblica, viene chiamata accreditamento. In passato si parlava di struttura sanitaria convenzionata, e famosi sono i film, tra cui quelli con Alberto Sordi, in cui si racconta di una famosa “Clinica Villa Celeste convenzionata con la mutua” ovvero con il Servizio Sanitario Nazionale. Da allora molte cose sono cambiate, a partire dalle responsabilità gestionali ed amministrative sulla sanità pubblica, demandate dallo Stato alle Regioni.

Il regime di accreditamento della struttura sanitaria privata con la sanità pubblica permette di incrementare il numero dei pazienti, specie per le branche specialistiche relative al follow up sulle malattie croniche e sullo stato di gravidanza che necessitano di frequenti e periodici esami, talvolta, molto costosi ed impossibili da sostenere in regime di sanità privata. La convenzione con la sanità pubblica permette a quella privata di svolgere un’importante funzione di servizio e di copertura sul territorio delle prestazioni difficili da ottenere presso gli ospedali pubblici per via dei lunghi tempi di attesa. L’accreditamento, ragionando in termini di impresa e non solo esclusivamente sanitari, permette anche di attirare la clientela con minore disponibilità di reddito e di incrementare i guadagni del centro che deriveranno in parte dalle prestazioni private ed in parte da quelle erogate in regime di convenzione con la sanità pubblica. Nella pratica, un centro polidiagnostico convenzionato con le autorità sanitarie pubbliche dà ai pazienti la possibilità di ricevere le prestazioni in maniera del tutto gratuita ( se presentano determinati requisiti richiesti dalla legge) o di pagare solo una parte della prestazione, detta ticket. Il prezzo della stessa sarà, infatti, rimborsato dalla Ausl, dietro presentazione delle fatture emesse dal centro ogni mese.

Accreditare il centro polidiagnostico con il servizio pubblico.

Quindi lo schema contabile per lavorare in regime di convenzione con le strutture pubbliche è il seguente: la struttura si accredita presso la Ausl della provincia dove ha sede l’attività, eroga prestazioni gratuite o pagate con ticket dietro presentazione dell’impegnativa ( prescrizione) del medico di famiglia. Tutte le impegnative accettate ( il famoso modulo rosso) andranno a costituire la base di calcolo per le fatture da presentare alla Ausl, in pratica il centro diventerà creditore della Ausl per conto della quale eroga le prestazioni mediche. Ma lo schema appena descritto rappresenta la fase finale di un iter autorizzativo che porterà il centro ad accreditarsi con la Ausl. Le procedure di accreditamento variano da una regione all’altra, perché sono proprio le Regioni a stabilire le norme per la gestione della sanità pubblica territoriale. In linea generale per accreditarsi bisogna presentare alla Ausl della provincia dove ha sede l’attività un’istanza su appositi moduli scaricabili dal sito della Ausl stessa. Nell’istanza vanno dichiarati i requisiti organizzativi e tecnici previsti per tipologia di struttura sanitaria che sono indicati nel DPR 14 gennaio 1997, recepito con specifici decreti regionali. I requisiti devono essere relativi alla struttura stessa,(sicurezza antisismica, igienica , ecc.) ed al personale, per cui si devono dichiarare i titoli posseduti. La Ausl accerterà il possesso di quanto dichiarato ed iscriverà la struttura nell’elenco dei fornitori di prestazioni sanitarie per conto del Servizio Sanitario Regionale. La Regione, poi, procederà alla modifica dello status della struttura che da autorizzata a prestazioni sanitarie, passerà a quello di potenziale erogatore. Dopo aver stipulato degli accordi contrattuali con la Ausl di appartenenza, il centro diverrà erogatore autorizzato per conto del servizio sanitario pubblico. I contratti sono diversi in base alla tipologia di prestazioni da effettuare. Cosi come è diversa anche la modulistica da presentare che cambia in base allo status ed al tipo di struttura, che può essere in fase di realizzazione o già esistente. Questa è la procedura esemplificativa che abbiamo tratto dal sito della Ausl di Milano, ma siccome le procedure autorizzative, come già detto, variano da una regione all’altra, si consiglia di consultare il sito della propria Ausl di appartenenza o della Regione, per conoscere metodi e tempi esatti della procedura.

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

gentedirispetto.com

ulss7.it

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