Aprire una sala giochi. Seconda parte

settembre 26, 2011 | Fare impresa

Riprendiamo a parlare di come aprire una sala giochi, ovvero un’attività imprenditoriale molto di tendenza in questi ultimi anni. Riferendoci proprio al concetto di tendenza, avevamo concluso la prima puntata del nostro reportage cercando di capire la distribuzione della concorrenza a livello nazionale, poiché i competitor rappresentano uno dei fattori che potrebbero ostacolare la scelta di avviare un’impresa. Sempre nella puntata precedente avevamo dato uno sguardo ai risultati delle ricerche web che restituivano migliaia di pagine con il termine “sala giochi” abbinato a una regione o città specifica, per cui avevamo suggerito che un metodo più valido di valutazione del numero di concorrenti si aveva controllando le tradizionali fonti dove le aziende solitamente si registrano, come ad esempio “Pagine Gialle”. Ma non tutte le imprese hanno intenzione di pagare per apparire sulle pagine gialle, alcune preferiscono inserirsi nelle directory web, come Mister Imprese. Dunque controllare e comparare le due differenti fonti di visibilità, permette di avere un’idea chiara sulla distribuzione dei concorrenti. A livello nazionale, la voce “sala giochi”, su Pagine Gialle, restituisce appena 2075 risultati. Ma per fare un raffronto almeno verosimile bisogna muoversi su scala regionale e poi provinciale o comunale, perché il sito Mister Imprese elenca i risultati solo con filtri locali. Quindi tornando alle Pagine Gialle e riferendoci a un esempio del Nord Italia ( considereremo Milano e provincia) emergono ventisei risultati, mentre su Mister Imprese appaiono solo nove risultati. Bisogna anche considerare che il nome sala giochi, viene anche accorpato con sala bingo, sala biliardo e sala bowling. Considerata la maggiore abitudine delle aziende a inserirsi su Pagine Gialle e se, in altre fonti, i risultati del competitor sono troppo bassi, è consigliabile tenere conto dei numeri più alti, anzi, semmai bisogna sommare tra loro i risultati delle varie fonti ( specie quando i nomi delle aziende non coincidono), in modo da avere un numero il più possibile vicino alla realtà. La consapevolezza della portata dei concorrenti sarà il primo fattore da valutare nella decisione di avviare un’impresa. La sala giochi, chiaramente, va aperta in ambito comunale, per cui la distribuzione della concorrenza andrà esaminata filtrando i risultati per comune e non per regione o provincia. Ma visto che abbiamo appena spiegato come si fa potrete procedere tranquillamente da soli non appena avrete terminato la lettura del nostro articolo. Dopo l’analisi della concorrenza passiamo al discorso dell’iter burocratico di avvio dell’attività che rientra tra quelle sottoposte ancora a licenza. I comuni, inoltre, stabiliscono un numero massimo di sale giochi avviabili all’interno del territorio comunale, ma questo non rende inutile l’analisi preventiva della concorrenza anche perché in base ai limiti numerici imposti dagli enti municipali, durante la ricerca del numero di competitor potreste rendervi conto che le licenze sono già state tutte assegnate oppure che ancora esistono degli spazi per ottenere quella necessaria ad avviare la vostra attività. Inoltre, ricordate che il sistema proposto per l’analisi della concorrenza vi potrà servire anche per avviare altri tipi di attività. Il limite numerico di assegnazione delle licenze per avviare una sala giochi è di una ogni 20 mila abitanti, quindi il bacino ideale per aprire una sala giochi è nelle grandi città che raccolgono un buon numero di abitanti. Questo, infatti, è il criterio minimo per rendere remunerativa una sala giochi. Avviarla in paesi con meno di 10 mila abitanti non sarebbe un’idea vincente dal punto di vista imprenditoriale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AVVIARE UNA SALA GIOCHI : I PERMESSI

 

Per avviare una sala giochi bisogna presentare una domanda in bollo, indirizzata al Sindaco e contenente le generalità del titolare, il codice fiscale, l’ubicazione dell’esercizio e dell’insegna, il certificato di destinazione d’uso dei locali, la planimetria degli stessi, l’elenco, la descrizione e la fotografia degli apparecchi installati, la dichiarazione antimafia ( i cui moduli si ritirano presso gli uffici comunali), la dichiarazione di conformità degli apparecchi installati, il nulla osta dei Monopoli di Stato per l’eventuale installazione di apparecchi sottoposti ad autorizzazione degli stessi e la fotocopia del documento di identità del titolare. Questo iter fa capire che l’istanza va inoltrata solo dopo aver individuato i locali e ottenuto il numero di partita Iva. L’importo del bollo è di 14, 62 euro, mentre il rilascio della partita Iva da parte dell’Agenzia delle Entrate, è gratuito.

 

 

 

 

 

 

Se l’attività dovesse andare male, la partita Iva potrà essere chiusa senza nessun ulteriore aggravio di spese ( a parte quelle del commercialista). Le norme che disciplinano l’apertura delle sale giochi sono il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza n. 773 del 1931 e i regolamenti comunali. I moduli di domanda per la richiesta di autorizzazione all’avvio di una sala giochi si possono scaricare direttamente dal sito web ufficiale del proprio Comune di residenza. In caso contrario, gli stessi moduli si possono richiedere direttamente agli uffici comunali competenti. In base alle leggi di pubblica sicurezza, le sale giochi devono apporre al loro interno, una tabella approvata dal questore e vidimata dal Comune, in cui si indicano i giochi proibiti all’interno del pubblico esercizio. L’elenco dei giochi si può verificare sempre tramite il Comune a cui inviare ( su modulo predisposto dagli uffici) una richiesta in bollo di vidimazione della tabella. Continua…

 

 

Fonte di alcuni dati:

http://www.municipio.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/PESIdDoc/645804A9ED200450C1256C4F004942A3?opendocument

 

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

lavoroeformazione.it

salagiochigroundzero.it

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