Aprire un’impresa di import-export. Sesta parte.

settembre 14, 2011 | Fare impresa

Per importare ed esportare in tutta tranquillità e senza rischi, come già sottolineato nelle precedenti puntate, bisogna conoscere molto bene le normative fiscali e doganali del paese interessato alle transazioni. Molto importante è anche conoscere la situazione politica ed economica dello Stato con cui si vogliono intrattenere rapporti commerciali. Gli enti che possono fornirvi tutte le informazioni del caso sono le Camere di Commercio, specie Assocamere , la rete delle Camere di Commercio Italiane all’estero www.assocamerestero.it, dove si possono trovare delle Guide paese e delle guide settoriali utili a capire quali transazioni commerciali si possono effettuare da e verso un paese estero. Altra istituzione utile è l’ICE, l ‘Istituto nazionale per il Commercio Estero dove al link: www.ice.gov.it/servizi/index.htm è possibile accedere ad un vasto menu di servizi utili a contattare possibili partner commerciali e ad entrare nei mercati esteri. Un buon importatore o esportatore non dovrebbe disdegnare nemmeno la formazione e l’aggiornamento che può essere effettuato sempre presso le istituzioni citate.

L’ICE, ad esempio, attraverso il suo canale di Formazione offre dei tirocini formativi e degli stage presso le proprie strutture organizzative. Per candidarsi si può cliccare sul sito www.campus.ice.it/tirocini.htm. Non bisogna dimenticare che per esportare un prodotto bisogna presentare alla Dogana il Certificato di Origine che attesta la provenienza della merce, questo documento viene rilasciato dalla Camera di Commercio, dopo una procedura burocratica di cui si può venire facilmente a conoscenza contattando gli uffici camerali della propria provincia di residenza. Nella scelta del partner commerciale bisogna privilegiare anche la serietà e la qualità del prodotto e del produttore, seguendo, magari, le informazioni su accordi in corso siglati tra i vari Stati, facilmente reperibili nei siti web istituzionali che vi abbiamo indicato. Un altro dato molto importante, prima di intraprendere degli accordi, è la valutazione della solvibilità finanziaria del partner commerciale. Informazioni su questo aspetto vengono fornite in tempo reale, a pagamento, da apposite agenzie specializzate. Ulteriori informazioni sui paesi esteri si possono reperire anche sui siti delle banche, come ad esempio quello del Gruppo MPS. Anche gli enti istituzionali hanno creato organismi di supporto per il commercio estero e per le attività di import-export, come SACE, (Servizi assicurativi del commercio estero), SIMEST ( Società italiana per le imprese all’estero) e FINEST (Finanza per l’Europa Centro-Orientale e per i Paesi del Centro e Nord Asia), quest’ultima è un’importante società nata al fine di promuovere l’internazionalizzazione. I relativi siti sono consultabili cercando sul web le relative sigle delle società citate. Nell’avvio di un’attività di import – export bisogna prevedere anche la copertura assicurativa per evitare il rischio di mancato pagamento della fornitura nel caso delle esportazioni.

La copertura assicurativa si chiama, in gergo commerciale e finanziario, assicurazione sul credito commerciale. La copertura assicurativa viene fissata dalle compagnie di assicurazione sulla base della classificazione di ogni singolo importatore a cui sarà attribuito un valore massimo di copertura. La copertura è dell’80% per clienti in Italia e dell’85% per clienti all’estero. Per importi inferiori a 21 mila euro l’assicurato ha la possibilità di fissare autonomamente l’importo massimo della copertura assicurativa che può riguardare operazioni a breve termine ( circa un anno) o a medio termine ( circa 5 anni). Dalla copertura assicurativa sono escluse le transazioni con soggetti pubblici e privati che non hanno lo status di imprenditore, le perdite su cambi o quelle dovute ad eventi catastrofici o gravi situazioni di natura politica e sociale. La questione dei cambi è da tenere, molto bene in considerazione, nell’avvio di un’attività di import- export. In questo momento, con la forza dell’euro su altre valute, le importazioni risultano rafforzate, mentre le importazioni diventano meno appetibili. Un’impresa di import-export può però essere avviata anche all’estero, in paesi dove il cambio della valuta locale non danneggia né le importazioni e nemmeno le esportazioni, oppure può essere avviata nel proprio Stato di origine e di residenza, a patto di saper intrattenere ottimi rapporti con le banche. L’attività di commercio con l’estero è una tra quelle che necessitano di continui collegamenti con le banche, proprio per via del rischio finanziario delle transazioni e dei cambi di valuta. Agli operatori degli scambi commerciali e non solo, le banche offrono i cosiddetti finanziamenti in valuta che permettono di reperire fondi a tassi di interesse agevolati in base alle previsioni favorevoli dei tassi di cambio. Questi finanziamenti permettono non solo di avere della liquidità, ma anche di conoscere, in anticipo, gli eventuali andamenti dei tassi di cambio dei paesi con cui si avranno relazioni commerciali.

Fonti di alcuni dati:

http://www.to.camcom.it/Page/t08/view_html?idp=8553

http://www.vi.camcom.it/a_ITA_2010_1.html

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

http://english.ruvr.ru/2009/05/05/257590.html

www.creareonline.it

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