Aprire un negozio di tatuaggi. Seconda parte.

ottobre 24, 2011 | Fare impresa

Proseguiamo la nostra disamina relativa alla professione di tatuatore. Nella prima puntata abbiamo tracciato le caratteristiche peculiari di questa attività soffermandoci anche sul percorso formativo. Mentre in passato, infatti, la professione di tatuatore veniva praticata senza acquisire nessuna qualifica, oggi, per tutelare i consumatori si tende a “qualificare” o specializzare chi vuole diventare un tatuatore professionista. Non solo, anche i locali dove esercitare l’attività devono essere debitamente autorizzati dagli organi competenti.

APRIRE UN LABORATORIO DI TATUAGGI : LE AUTORIZZAZIONI

Mancando le dovute autorizzazioni si dice che il tatuatore è “abusivo”. In questa puntata vogliamo parlare proprio delle autorizzazioni necessarie per implementare l’attività. Il corso di formazione per ottenere la qualifica di tatuatore serve per acquisire la cosiddetta “idoneità soggettiva” allo svolgimento dell’attività. Per idoneità soggettiva si intende il possesso delle conoscenze tecniche e sanitarie acquisite tramite corso con esame finale che abilita all’esercizio della professione. Dopo l’abilitazione professionale, per essere realmente autorizzati a effettuare tatuaggi o piercing, i locali devono possedere l’autorizzazione igienico sanitaria. Quindi, riepilogando, l’acquisizione dell’idoneità soggettiva o professionale e l’autorizzazione dei locali costituiscono i due principali requisiti per iniziare l’attività. L’idoneità igienico sanitaria dei locali deve essere richiesta sia dai nuovi tatuatoti che da coloro che già esercitano questa attività. L’idoneità igienico sanitaria è un parere vincolante delle autorità sanitarie che viene rilasciato dopo aver valutato la rispondenza dei locali ai requisiti previsti per legge. Per ottenere il rilascio dell’idoneità sanitaria i locali devono avere: una sala d’attesa; una stanza dove vengono effettuate le prestazioni e conservato il materiale pulito e sterilizzato, munita di lavabo con acqua corrente calda e fredda e arredata con spogliatoio per gli utenti, di minimo 14 mq; un altro locale adibito alla pulizia, separato dalla stanza operativa, con distinzione netta tra materiale sporco e materiale pulito. L’area sporca deve essere provvista di acqua corrente e vasca idonea per la prima pulitura, distinta dall’area pulita, dove viene effettuata la sterilizzazione e la disinfezione; almeno un WC, con antibagno, provvisto di lavandino munito di rubinetteria a pedale o elettrico; pareti rivestite da materiale impermeabile e lavabile (con esclusione della sala d’attesa e dei corridoi) fino ad un’altezza di almeno 1,80 metri. I locali devono anche essere in possesso dei certificati di abitabilità e di agibilità.

Gli impianti elettrici devono essere anche adeguati alle norme di sicurezza. Questi requisiti si rifanno sia a norme nazionali che a specifiche linee guida regionali. Ecco perché è utile, prima di cercare i locali per poter esercitare l’attività, prendere visione delle specifiche linee guida della propria Regione di residenza o di quella in cui si vuole avviare l’attività. Le linee guida per avviare l’attività sono anche consultabili presso lo Sportello Unico Attività Produttive del proprio Comune di residenza ( SUAP). Per esercitare l’attività di tatuatore o di piercer ( l’iter burocratico è identico per entrambe le professioni) quindi, bisogna aver compiuto 18 anni; aver frequentato il corso a frequenza obbligatoria con lezioni di pratica e teoria e con esame finale, curato dalla Regione, essere vaccinati contro l’epatite B, cioè una malattia che si può trasmettere facilmente con uso di aghi infetti e non perfettamente sterilizzati ed essere in possesso dell’idoneità sanitaria dei locali. Per richiedere l’idoneità sanitaria, si deve presentare una richiesta al Servizio igiene e sanità pubblica dell’ULSS competente per territorio. La Ausl, nelle sue verifiche, accerterà anche l’idoneità sanitaria del personale impiegato all’interno dei locali dove si pratica tatuaggio e piercing. In pratica, il corso di formazione, la vaccinazione (di tutti gli operatori coinvolti all’interno della stessa attività) e i requisiti dei locali rappresentano i presupposti per ottenere l’idoneità sanitaria. La richiesta di parere igienico sanitario solitamente viene presentata al Servizio di Igiene e Sanità pubblica tramite il Comune. Ottenuto il parere di idoneità dell’Ausl, si invia sempre al Comune, per via telematica, una denuncia di inizio attività (DIA), compilata su modulo scaricabile dallo stesso sito web dell’ente, in cui riportare i dati anagrafici, il possesso della qualifica di tatuatore o piercer o l’impegno a frequentare il corso regionale obbligatorio non appena verrà istituito dalla Regione di residenza e la documentazione di conformità dei locali ai requisiti igienico sanitari previsti dalla legge. Per avere un quadro il più possibile esaustivo dell’iter burocratico di avvio dell’attività, ci siamo rifatti alle procedure indicate in una nota dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania e alle indicazioni riportate sul sito del Comune di Rescaldina ( MI).

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

andreaaroundthepop.blogspot.com

tribaliatattoo.com

 

 

 

 

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