Aprire una sala giochi. Quarta parte

ottobre 10, 2011 | Fare impresa

Anche in questa quarta puntata dedicata all’apertura della sala giochi vogliamo continuare ad esaminare alcuni ulteriori aspetti della procedura burocratica che come già sottolineato in precedenza si presenta piuttosto articolata per via dei regimi autorizzativi necessari all’utilizzo degli apparecchi di gioco. Intanto è importante capire che per conoscere l’esatto iter burocratico di apertura dell’attività bisogna rivolgersi al proprio Comune di residenza ( lo abbiamo già detto e scritto) ma è utile ribadirlo perché sono i comuni a gestire con i propri regolamenti i procedimenti burocratici che autorizzano all’apertura dell’attività.

 

 

APRIRE UNA SALA GIOCHI : I PERMESSI

 

A partire dal 2004, sempre come accennato nella scorsa puntata, molte attività soggette a rilascio di licenza di pubblica sicurezza sono passate nella gestione dei Comuni e per avviarle basta solo presentare la Dia ( Denuncia di inizio attività). Con la sala giochi , però, esistono, ormai, allo stato attuale, solo due vincoli che attengono al rispetto delle leggi di pubblica sicurezza, ovvero la tabella dei giochi proibiti, vidimata dal Questore, da esporre nei locali e il rispetto del numero di apparecchi da inserire all’interno della sala stessa. Tutti i Comuni del territorio nazionale, per quanto riguarda questi aspetti devono fare riferimento alla norma nazionale del TULPS. Quindi riepilogando: i giochi da installare e riferiti ai congegni di classe A ( per la definizione di classe si rimanda alla terza puntata) sono contingentati nell’ordine di uno ogni 5 metri quadri, quelli di classe B sono contingentati in base al regolamento comunale. In base alle nuove norme entrate in vigore a partire dal primo luglio 2004, per aprire una sala giochi, per il sub ingresso e per la variazione del numero di apparecchi installati, potrebbe bastare una semplice Dia ad effetto immediato ( Denuncia inizio attività), ma non tutti sono d’accordo. Effettuando una ricerca sul web emerge che alcuni comuni permettono la Dia ad effetto immediato per quanto riguarda apertura, subingresso e variazione, mentre altri prevedono la Dia ad effetto immediato solo per la variazione e il subingresso, chiedendo l’istanza di autorizzazione o Dia normale ( cioè non avente effetto immediato) per l’apertura.

 

 

 

 

APRIRE UNA SALA GIOCHI : L’ITER DEI PERMESSI

 

el presente articolo riportiamo due esempi inerenti la casistica appena segnalata. La direzione dello Sviluppo Economico del Comune di Firenze, presso il servizio di Polizia Amministrativa permette per l’apertura, il subingresso e la variazione la presentazione della Dia ad effetto immediato da presentare in duplice copia con firme in originale del titolare o del legale rappresentante, a cui allegare la documentazione elencata nella seconda parte del nostro reportage. Il Comune si riceverà in un secondo momento la facoltà di chiedere chiarimenti o ulteriori integrazioni all’istanza. Il regolamento del Comune di Firenze precisa anche che “le nuove autorizzazioni per sale giochi, ampliamenti o trasferimenti di quelle esistenti, potranno essere rilasciate solo a condizione che: siano situate in luoghi che non rivestano caratteristiche di pregio ambientale né singolarmente né per le zone di appartenenza; abbiano una distanza non inferiore ai metri duecento da luoghi di culto, ospedali, scuole e non inferiore ai metri trecento da esercizi similari; siano ubicate in zone di agevole scorrimento e dotate di sufficienti disponibilità di parcheggio e non siano sottostanti a civili abitazioni”. L’Unione Pedemontana Parmense permette, invece, la Dia ad effetto immediato solo per le variazioni o le cessazioni di attività di sala giochi, mentre per l’apertura si prevede la richiesta di autorizzazione o Dia normale. La Dia a effetto immediato non prevede il pagamento del bollo. Una volta individuato il Comune dove avviare l’attività non sarà difficile compilare la Dia o richiesta di autorizzazione, perché i moduli forniti dagli sportelli comunali sono già precompilati con tutte le voci richieste. Negli esempi riportati non si fa riferimento a limiti numerici di popolazione residente, per l’avvio di una sala giochi, anche se tenere presente il limite indicato nella seconda puntata può essere utile per avere un discreto bacino di potenziali clienti. La compilazione della domanda di autorizzazione comprende anche la richiesta di nulla osta igienico sanitario della Ausl. Per l’ottenimento del nulla osta sanitario servono la planimetria dei locali con l’esatta indicazione della disposizione dei giochi, relazione tecnica dei locali dove si evince il rispetto delle norme igienico sanitarie, tra cui l’assenza di barriere architettoniche e l’adeguamento alla riduzione o eliminazione delle emissioni sonore causate dalle attrezzature. Per questo aspetto bisogna presentare anche una relazione di impatto acustico redatta da un tecnico abilitato. Gli apparecchi di gioco all’interno della sala devono anche essere posizionati a una certa distanza l’uno dall’altro. Anche su questo aspetto le indicazioni saranno fornite dai comuni. Inoltre, se i giochi di classe A sono vietati ai minori di 18 anni, altri giochi, devono essere vietati ai minori di 14 anni. L’orario di apertura di una sala giochi viene disposto tramite ordinanza del Sindaco. Secondo un’ordinanza del 2004, del Sindaco di Firenze, l’orario di apertura di una sala giochi nel territorio comunale di riferimento doveva essere compreso tra le ore 12 e le ore 24. Per quanto riguarda le spese per sostenere l’avvio di una sala giochi rimandiamo alla prossima puntata.

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

umbriaitaliaincoming.com

piazzagrande.info

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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