Diventare agronomo. Quinta parte.

ottobre 14, 2011 | Libera professione

Continuiamo il nostro reportage dedicato ad avviare uno studio di agraria. Nei precedenti articoli ci siamo soffermati a lungo sulla formazione necessaria per intraprendere la professione di agronomo, distinguendo le diverse qualifiche, ovvero perito agrario,, dottore agronomo e dottore forestale, agronomo e forestale iunior e biotecnologo agrario che variano in base al percorso di studi seguito, cioè di istruzione superiore e universitaria triennale o quinquennale. Abbiamo anche parlato dell’esame di abilitazione per iscriversi all’Albo e del periodo di tirocinio sui cui era aperta la discussione sull’obbligatorietà o meno del tirocinio stesso. Su questo punto abbiamo citato delle specifiche norme di riferimento e per avere informazioni sui tirocini e sul loro svolgimento è consigliabile rivolgersi sempre all’Ordine professionale di appartenenza.

 

 

 

 

DIVENTARE AGRONOMI : LA FORMAZIONE

 

 

Per quanto riguarda i dottori agronomi, il sito dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Livorno pubblica i riferimenti dei professionisti che sono disponibili ad accogliere dei praticanti. Un’iniziativa che ormai gli Ordini professionali iniziano a mettere a disposizione dei futuri iscritti per consentire un accesso meno accidentato verso l’esercizio della professione. Superato l’esame si potrà presentare domanda di iscrizione all’Albo le cui procedure sono esattamente indicate sempre sul sito dell’Ordine professionale a cui ci si iscriverà. A titolo esemplificativo indichiamo la procedura di iscrizione all’Albo dei Dottori Agronomi. Per iscriversi all’Albo vanno presentate: richiesta di iscrizione su carta legale,cioè carta libera su cui viene applicata una marca da bollo da 14,62 euro; dichiarazione sostitutiva in carta libera in cui si autocertifica il possesso dei requisiti posseduti; ricevuta del pagamento della tassa di concessione governativa di 168 euro da intestare e versare all’Ufficio del Registro di Roma; due foto formato tessera; fotocopia del codice fiscale e del documento di identità valido; ricevuta del versamento della quota annuale di iscrizione di 100 euro; curriculum vitae; certificato di abilitazione; ricevuta del versamento della tassa di iscrizione di 10,33 euro e di 50 euro per il timbro della tessera e della foto. La modulistica per presentare l’istanza di iscrizione è liberamente scaricabile dal sito dell’Ordine professionale. Da questa prima procedura che ci porta all’avvio della professione, si possono evincere già le prime spese che sommate a quelle per il percorso di studi e per il sostenimento degli esami di abilitazione costituiscono il primo, vero e importante investimento per esercitare la libera professione di agronomo. L’altro investimento, altrettanto importante, da mettere in campo dopo aver raggiunto il traguardo dell’iscrizione all’Albo è l’apertura dello studio professionale. L’agronomo, il perito agrario e simili sono dei professionisti specializzati nella consulenza delle tecniche di coltura e allevamento e nel controllo qualitativo delle produzioni agroalimentari. Il loro ruolo, oggi, è fondamentale, per via della maggiore sensibilità dei consumatori nella scelta dei cibi da consumare, ma anche grazie alla presenza di precise norme europee che impongono dei controlli severi per garantire la qualità e salubrità delle produzioni agroalimentari. L’attività di consulenza si può espletare attraverso uno studio professionale in proprio o come dipendente di aziende agricole o di enti e consorzi agricoli a partecipazione pubblica. L’agronomo può anche lavorare all’aperto, anzi frequentemente lavora all’aperto a stretto contatto con gli imprenditori agricoli. Le sue mansioni spaziano dalla consulenza sulle tecniche di coltivazione , all’esame della struttura del terreno, alla prevenzione delle malattie di pianti e animali, al controllo sui fitofarmaci utilizzati, alla progettazione di impianti di irrigazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’agronomo può anche operare presso laboratori di ricerca per realizzare studi sul miglioramento genetico di coltivazioni e animali. Lo studio professionale di un agronomo segue solitamente le seguenti ore di ufficio: 9 – 13, 15 – 19 da lunedì a venerdì e a volte anche 9-13 del sabato. I periodi di maggior lavoro sono concentrati nella stagione del raccolto e di massima produzione di determinati prodotti agricoli. In questi casi si può lavorare anche la domenica e nei festivi. Gli strumenti necessari per il lavoro sono un computer con programmi di videoscrittura e software di analisi delle strutture del terreno e software di progettazione di impianti; trattori e fuoristrada per gli spostamenti. Lo studio può anche essere di medie dimensioni, circa 60 mq con sala d’aspetto, ufficio direzionale e servizi igienici. L’investimento per allestirlo non sarà eccessivo, perché basteranno solo una libreria, tavolo da ufficio, poltrona e qualche sedia. Con le offerte super scontate per allacciamenti a telefono e internet non si spenderà neanche tanto per le utenze omonime, da abbinare a quelle elettriche. Lo studio va allestito in paesi a forte vocazione agricola e con una nutrita presenza di aziende. In Italia esistono parecchie regioni a vocazione agricola e non sarà difficile trovare la location ideale. Bisognerà però affrontare la concorrenza, ma questo è un ostacolo facilmente superabile perché le rigide norme sui controlli di qualità esigono una preparazione ferrata e aggiornata. La formazione permanente, tra l’altro, per i liberi professionisti è ormai obbligatoria, compresi gli agronomi e si svolge presso le sedi dell’Ordine di appartenenza.

 

Fonte di alcuni dati:

http://www.professioni.info/povol/4.htm

 

 

Rosalba Mancuso

Fonte immagine:

alejandroagrario.blogspot.com

perigolosi.it

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