Aprire un asilo nido. Seconda parte.

novembre 25, 2011 | Fare impresa

 

Dopo aver esaminato le procedure per aprire un nido-famiglia vediamo quali sono quelle necessarie ad avviare un micronido. Con questo termine si intende una struttura che accoglie massimo 10 bambini in una fascia di età dai tre mesi ai tre anni. La differenza del micronido con il nido –famiglia sta solo nel numero massimo di bimbi ospitabili che nel caso del nido in casa potevano essere 4 oppure 5. Il micronido è l’alternativa ideale ai nidi privati che a volte hanno delle rette elevate, ma è anche una soluzione di impresa in grado di sostituire molto bene i nidi pubblici che ormai scarseggiano un po’ ovunque. Un micronido si deve avviare in un locale idoneo che può anche coincidere con la propria abitazione purchè siano presenti le stesse attrezzature di un asilo nido privato.

 

 

 

 

APRIRE UN MICRONIDO.

 

Gli standard minimi per aprire un micronido sono: disponibilità di una superficie di almeno 100 metri quadri, con cucina ad uso abitativo; stanza per l’accoglienza dei bambini; sale per farli giocare, pranzare e riposare; bagno riservato ai più piccoli e un altro ad esclusivo uso delle educatrici. I locali dovrebbero sorgere preferibilmente a piano terra, avere un giardino oppure essere collocati su altro piano con terrazza. Anche la procedura per avviare un micronido viene definita dalle Regioni a cui la normativa nazionale 448/2001 delega la responsabilità di definire specifici regolamenti. In tale contesto potrebbero esserci Regioni che permettono di ospitare in un micronido anche 15 bambini, altre potrebbero prevedere dei limiti di età differente per i bimbi da ospitare, invece di tre, sei mesi, ad esempio. Per avviare un micronido bisogna dunque assicurarsi che gli standard qualitativi e organizzativi della struttura coincidano con le norme regionali. Le informazioni sull’apertura di un micronido si possono reperire allo Sportello comunale per le attività produttive che illustrerà tutte le norme specifiche della vostra Regione. Apprese tutte le regole normative, l’iter burocratico che porterà all’apertura di un micronido sarà molto semplice: basta chiedere l’autorizzazione della Ausl e il permesso del Comune.

 

 

 

 

 

APRIRE UN ASILO NIDO : L’IDONEITÀ

 

La prima verificherà l’idoneità igienico sanitaria dei locali. In un micronido è obbligatoria la presenza di un’educatrice professionista. Anche se in un micronido il numero di bimbi ospitabili è limitato rispetto ai nidi privati, è pur sempre superiore a quello dei nidi famiglia per cui le figure professionali operanti all’interno della struttura dovranno essere almeno 4, ovvero un coordinatore, un operatore socio educativo, un addetto alla pulizia e un cuoco. Il coordinatore dovrà avere una laurea in scienze dell’educazione o della formazione o laurea in psicologia o discipline sociologiche o pedagogiche o di operatore socio assistenziale o in alternativa un’esperienza quinquennale come operatore socio educativo. L’ operatore socio educativo rappresenta l’altra figura che dovrà affiancare il coordinatore nella gestione delle attività del micronido e nel rapporto ludico ed educativo con i bimbi. I titoli di studio dell’operatore socio educativo sono il diploma di maturità magistrale o del liceo psicopedagogico o di dirigente di comunità per l’infanzia o di puericultrice o assistente sociale o assistente all’infanzia. L’addetto alle pulizie si dovrà occupare di mantenere puliti e igienizzati i locali del micronido secondo gli standard richiesti dalla legge. La presenza del cuoco con specifica formazione professionale, è richiesta solo nel caso in cui i pasti vengano preparati all’interno della struttura. Gli orari di un micronido in genere vengono concordati tra il gestore ei genitori, anche se su questo punto ci sono riferimenti normativi che prevedono attività non superiori alle 5 ore consecutive. Il micronido è comunque una struttura molto flessibile che permette alle famiglie di conciliare i tempi del lavoro con la gestione e la cura dei figli. Le attrezzature e i mobili di un micronido sono quelle adatte all’infanzia e quindi lettini o brandine per il riposo, angoli e armadietti per la sala di accoglienza, giochi per i lattanti, panchine e sedioline, cuscini e morbidoni, giochi da interno ( adatti a bambini di età non superiore ai 36 mesi) e da esterno ( miniscivoli, casette, altalene), giochi gonfiabili. Non bisogna dimenticare di attrezzarsi con arredi per la sicurezza, come il bloccaporte o il copritermosifone e con pavimenti utili a non creare traumi ai bambini quando giocano, quindi meglio collocare pavimentazioni in linoleum o in laminato antimacchia. Gli attrezzi sicurezza prevedono anche la dotazione di un armadietto o di una cassetta di pronto soccorso. L’investimento minimo per avviare un micronido non supera in genere i 10 mila euro. Un micronido si può avviare anche in franchising. Offre questa opportunità, il marchio Happy Child.

 

Fonti di alcuni dati:

http://www.micronido.com/

http://www.pourfemme.it/articolo/micronido-occuparsi-del-proprio-bambino-e-crearsi-un-lavoro/474/

http://www.pulcinodoro.it/lista/tag/novit-2010/6/1.html

 

 

Rosalba Mancuso

Fonte immagini:

Pulcinodoro.it

 

 

 

 

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