Aprire un negozio di tatuaggi. Quinta parte.

novembre 15, 2011 | Fare impresa

Nella scorsa puntata, dedicata sempre alla professione di tatuatore, abbiamo cercato di dare un’occhiata all’importo dell’investimento necessario per implementarla dal punto di vista logistico e organizzativo. Da quanto emerso, ci siamo resi conto che, in effetti, la spesa iniziale non è molto elevata, visto che gran parte delle attrezzature da lavoro sono monouso. Volendo stabilire una cifra congrua si può ben dire che tra attrezzature, macchine da lavoro e arredo da studio e per sala d’aspetto si spenderanno intorno ai 10 mila euro ( esclusa la caparra per l’eventuale canone di affitto).

 

 

 

 

QUANTO COSTA APRIRE UN NEGOZIO DI TATUAGGI

 

Certo, a parte l’investimento iniziale, bisognerà considerare le spese per l’eventuale ristrutturazione dei locali, che potrebbero far lievitare la somma a 20 mila euro. Durante l’attività si dovranno anche sostenere spese di gestione, come le tasse, le utenze, i compensi dei collaboratori e i canoni mensili dell’affitto che può anche non esserci se il tatuatore dispone di un immobile di proprietà. Per quanto riguarda il personale, un tatuatore agli inizi, di solito, svolge le prestazioni da solo, tutt’ al più può richiedere la collaborazione di una segretaria o receptionist che prenda, e segni in agenda, gli appuntamenti con i clienti. Questi ultimi sono l’altro elemento indispensabile per la buona riuscita dell’attività, ma prima di scoprire il loro numero minimo ideale, bisognerebbe cercare di capire la tipologia di clienti che richiede l’intervento del tatuatore e del piercer. Tra questi due “artisti” del corpo esiste una certa differenza in fatto di clienti. Nel caso del tatuatore, i clienti provengono da un target abbastanza variegato che comprende uomini e donne intorno ai 30, 40 anni, ma anche giovani a partire dai 18 anni. Per quanto riguarda la clientela maschile si assiste, talvolta, a qualche richiesta di intervento anche da parte di uomini di mezza età.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le donne e le ragazze preferiscono i piccoli tatuaggi che richiamano disegni classici e tradizionali, come piante e fiori, mentre i maschi chiedono tatuaggi a volte anche di notevoli dimensioni e dalle forme, per così dire, “aggressive”. In effetti è più facile vedere ragazzi con tatuaggi orientali sulla schiena e sulle braccia, mentre le ragazze amano far disegnare sul corpo, in maniera indelebile, piccoli segni legati a particolari simboli o ricordi della propria vita. In giro si vedono persone con tatuaggi in tutto il corpo o sulla faccia, ma comunque, prima di eseguire dei segni sul corpo, bisogna valutare i limiti imposti dai regolamenti sanitari e comunali, in modo da essere certi di non violare le leggi e di non incorrere in sanzioni. Per quanto riguarda il piercer, la clientela è prevalentemente composta da giovanissime che amano collocare i piccoli anellini sul mento e sull’ombelico, come indicano le mode del momento. Per quanto riguarda la clientela maschile si assiste sia alla presenza di ragazzi che di uomini in piena crisi di mezza età, i quali chiedono l’installazione del piercing al lobo dell’orecchio in modo da sentirsi più giovani. Anche in fatto di piercing i clienti di sesso maschile, specie quelli più giovani, chiedono l’applicazione di “anellini” in varie parti del corpo, quasi a voler riaffermare un’identità, ancora non formata, con la semplice esibizione di tanti piccole decorazioni metalliche sul corpo. Anche in questo caso, per sapere dove creare il foro per il piercing , bisogna attenersi ai regolamenti comunali che vietano di apporre questi oggetti in parti del corpo suscettibili di subire danni o limitazioni della loro funzionalità. Sicuramente, i nostri aspiranti tatuatori vorranno sapere le zone del corpo in cui viene richiesta più spesso l’applicazione di tatuaggi o piercing: basta fare un giro sul web per vedere numerose immagini che rispondono esattamente a questa domanda. In Rete, purtroppo, ci sono immagini che testimoniano anche come le richieste dei clienti non conoscano ormai nessun limite, perché questi ultimi si fanno installare e disegnare di tutto anche nelle parti più intime e delicate. Per quanto riguarda l’applicazione di piercing, prevalgono comunque le zone classiche: il naso, il mento e il lobo dell’orecchio oppure appena sotto le labbra, mentre per i tatuaggi spiccano la parte alta delle braccia, la pancia, la schiena e le caviglie. Non vogliamo elencare le ultime tendenze in fatto di tatuaggi perché saremmo costretti a citare ben altre parti del corpo, comunque lo abbiamo già accennato riferendoci alle immagini che i clienti inseriscono indisturbati all’interno dei siti web. Trattandosi di professionisti che eseguono degli interventi decorativi sul corpo umano, sia il tatuatore che il piercing si devono attrezzare per rispettare la privacy dei clienti. Quindi, quelli che attendono in sala d’aspetto non devono sapere che tipo di disegni e di piercing stanno facendo le persone già nella stanza adibita alle prestazioni. Il tatuatore e il piercer devono perciò mantenere il più assoluto riserbo sull’identità dei loro clienti e sulle zone del corpo i cui hanno eseguito i tatuaggi o inserito i piercing, pena il rischio di incorrere nel reato di violazione della privacy. L’obbligo di attenersi al rispetto delle norme sulla privacy è chiaramente indicato anche nei regolamenti comunali. I professionisti della decorazione del corpo, nell’esercizio della loro attività, devono seguire precise regole deontologiche. Ne parleremo nella prossima puntata, fornendo anche dettagli sulle tariffe per le prestazioni e altro.

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

romaink.it

palermomania.it

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