Aprire una sala giochi. Sesta parte

novembre 4, 2011 | Fare impresa

Eccoci all’appuntamento con la penultima puntata, del nostro reportage dedicato all’avvio di una sala giochi. Nella scorsa puntata abbiamo esaminato il budget minimo per l’investimento e le diverse soluzioni utili a gestire meglio la fase di start up, ovvero l’apertura tramite un franchising e il noleggio delle attrezzature di gioco per evitare una spesa eccessiva. Chiaramente il noleggio degli “attrezzi” da lavoro riguarda anche i mobili ed i complementi d’arredo. Un’altra soluzione che permette di gestire più facilmente un’attività di sala giochi è il subentro a un’impresa già esistente. Subentrare a una sala giochi già avviata significa avere già tutto a disposizione per lavorare ( clientela compresa) ed espletare una serie di pratiche burocratiche notevolmente inferiori a quelle necessarie per l’apertura.

 

 

 

COMPRARE UNA SALA GIOCHI

 

 

Si può subentrare prendendo in gestione l’attività e pagando un canone mensile o comprandola. Lo svantaggio di acquistare un’attività, sta, però, nel prezzo di cessione. Mediamente una sala giochi di provincia, avviata da poco, viene venduta a circa 135 mila euro; sale giochi più avviate di 160 metri quadri vengono vendute a 160 mila euro. Spesso si tratta di sale giochi allestite all’interno di centri commerciali, comprensive di servizio bar. Anche se non vogliamo entrare nel merito dell’acquisto di una sala giochi, riteniamo comunque utile dare dei dati che possano servire anche nel caso vogliate avviare l’attività da zero. Le sale giochi con bar, infatti, e quelle allestite nei centri commerciali, sembrano registrare il maggiore fatturato. Una sala giochi con bar può fatturare anche 160 mila euro mensili, questi, almeno i dati dichiarati dai venditori delle attività. Attenzione però: non comprate mai attività avviate da poco perché i dati del fatturato potrebbero essere gonfiati ad arte per lucrare sul prezzo di cessione. Sicuramente affiancare alla sala giochi anche un pubblico esercizio come un bar permette di aumentare il volume di clienti e proporzionalmente anche gli incassi. Anche la soluzione del centro commerciale permette di sfruttare il continuo viavai dei visitatori. Comunque, nel caso decidiate di acquisire una sala giochi esistente dovrete presentare, al Comune dove ha sede l’attività, un’istanza di subentro, con i dati della sala e del nuovo gestore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’istanza può essere compilata su moduli prestampati scaricabili direttamente dal sito comunale. L’istanza di subentro, in bollo, oltre ai dati anagrafici, richiede di autocertificare una serie di dichiarazioni in cui si ammette che la sala e gli apparecchi di gioco sono in regola con le leggi comunali e del TULPS e che si possiedono i requisiti morali per esercitare l’attività ( non aver riportato condanne penali, ecc.). I fac simile di domanda possono variare da un Comune all’altro, anche se le dichiarazioni in genere si richiamano tutte alla stessa disciplina nazionale già vista nel corso delle precedenti puntate. Il subentro permette di saltare tanti passaggi burocratici che saranno stati sostenuti dal precedente gestore, come, ad esempio, nulla osta dei Monopoli di Stato per usare gli apparecchi di gioco; certificazione antincendio e presentazione di altri documenti obbligatori, come la planimetria dei locali, che va ripresentata solo in caso di variazione della loro superficie. Per quanto riguarda il profilo fiscale delle sale giochi, c’è da dire che queste attività rientrano nell’ambito dell’intrattenimento e sono soggette al pagamento dell’Irpef e dell’Iva annuale. Quest’ultima dichiarazione di imposta si può presentare separatamente dalla dichiarazione dei redditi. I lavori di ristrutturazione dei locali danno diritto a una detrazione fiscale Irpef dal 36 al 55%. Le attrezzature oggetto dell’attività vanno elencate nel registro dei beni ammortizzabili. I costi di manutenzione e riparazione delle apparecchiature sono immediatamente deducibili nel limite del 5%, mentre quelli che eccedono questo limite vanno elencati separatamente all’interno del registro, poiché non si possono dedurre immediatamente. Le sale giochi sono sottoposte anche all’obbligo del pagamento annuale di un’imposta dell’8% sugli intrattenimenti, prevista dal DPR 640/72 e dalla legge 288/98. La base imponibile varia in base al tipo di apparecchio installato ( da 1800 a 2500 euro) ed è indicata all’interno del DPR, pubblicato anche sul sito della Siae, la quale ha stipulato delle convenzioni con L’Erario. Esistono, infatti, degli obblighi da espletare con la Siae che potranno essere ulteriormente chiariti attraverso gli sportelli comunali o contattando Assointrattenimento, l’associazione rappresentativa della categoria.

 

Fonte di alcuni dati: http://www.planet-bar.it/index.php?option=com_immobiliare2&act=cat&task=showCE&id=26&lang=it

 

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

hardwaregame.it

tuttofacebook.it

 

 

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