Aprire una tipografia. Seconda parte.

dicembre 28, 2011 | Fare impresa

Continua il nostro approfondimento dedicato ad avviare una tipografia. Come emerso a conclusione della prima parte, il successo di una tipografia dipende essenzialmente dall’assenza dei competitor. Ecco perché questo tipo di attività va preferibilmente creato su base locale. Esistono anche le grandi tipografie che stampano i giornali e i grandi quotidiani, ma si tratta di realtà nate molti anni prima e ormai consolidate e certo inattaccabili da parte della concorrenza del piccolo imprenditore. La tipografia di cui parliamo nel nostro approfondimento è invece più legata all’idea di impresa del singolo cittadino che avendo i mezzi e la volontà può creare un servizio a misura d’uomo, come si suol dire, o meglio, per restare nell’ambito del nostro tema, a misura di paese.

AVVIARE UNA TIPOGRAFIA : I COSTI

 

Avviare una tipografia in un paese richiede anche minori costi per l’affitto dei locali perché è noto che i canoni di locazione per gli immobili di provincia sono molto più bassi rispetto alle città. Un locale di piccole dimensioni, in un paesino, si affitta anche a meno di 500 euro al mese. La superficie del locale deve essere idonea a ospitare le macchine di stampa, le apparecchiature digitali e l’ufficio grafico del tipografo. Inizialmente si può pensare a un locale di massimo 60 metri quadri. Le dimensioni esatte dei locali per un determinato tipo di attività, sono sempre indicate nei regolamenti comunali del paese in cui avrà sede la tipografia. Quindi, la location ideale della tipografia dovrà essere in un paese in cui non sono presenti dei concorrenti. Se nel vostro comune dovesse esserci una tipografia o più tipografie allora sarebbe meglio spostarsi di circa 20, 30 km per cercare un paese sprovvisto di tipografie. La verifica dei competitor si può effettuare tranquillamente cercando sulle Pagine Gialle, anche sfogliandole via web. Non tutti i tipografi, specie se lavorano tramite ditta individuale, si pubblicizzano sulle Pagine Gialle, a volte indicano solo il nome e cognome nei normali elenchi telefonici e non si riuscirà mai a capire se quel nome fa capo o meno a una tipografia. In tal caso saranno necessarie indagini e verifiche più empiriche, con richiesta di informazioni dirette presso gli uffici comunali in cui si intende avviare l’attività. Per riuscire ad entrare a regime nel breve periodo,bisognerebbe avviare la tipografia in centri con almeno 10 mila abitanti che sorgono magari all’interno di un comprensorio di comuni altrettanto piccoli o anche più piccoli dove non esistono tipografie. Bisogna poi evitare altre situazioni contingenti che potrebbero mettere a rischio la futura redditività dell’impresa. Il lavoro di stampa del tipografo, specie per quanto riguarda biglietti di inviti e di auguri, può essere messo a rischio dalla concorrenza di studi fotografici e dai privati cittadini che sapendo usare il PC e stampanti di qualità decidono di stampare in proprio i bigliettini e le partecipazioni per risparmiare proprio sul costo della tipografia.

AVVIARE UNA TIPOGRAFIA : FARSI CONOSCERE

 

Ci sono poi anche gli imprenditori che, per risparmiare sui costi dei volantini pubblicitari, preferiscono pubblicizzarsi stampando su comuni fogli A4. Il volantinaggio però è sottoposto a norme comunali e al pagamento delle relative tasse, per cui questo tipo di concorrenza è più facilmente arginabile. Essere l’unica tipografia presente in un comune permette anche di acquisire una certa autorevolezza presso le strutture pubbliche e private di quel determinato paese. In occasione di eventi elettorali, inoltre, i ricavi della tipografia di paese si incrementano sensibilmente, perché i candidati alle elezioni e tutti coloro che sono coinvolti nelle manifestazioni elettorali, commissioneranno la stampa dei manifesti e dei volantini dei singoli candidati solo a quella specifica tipografia. E’ anche vero che la concorrenza si vince offrendo servizi di qualità , ma i cambiamenti del lavoro di stampa, introdotti dalla rivoluzione digitale, rischiano di rendere meno competitivo il lavoro del tipografo pure se si impegna a offrire servizi di qualità. La qualità va chiaramente mantenuta anche quando si è gli unici tipografi presenti in un determinato territorio, perché, se si commettono errori e si causano disservizi e ritardi nella consegna delle stampe, il cliente può sempre optare per altre tipografie, spostandosi in altri comuni o ricorrendo alle tipografie web che costituiscono ormai una fetta importante della concorrenza dei tipografi. Le tipografie web sono quelle attività che stampano su ordini e commesse raccolte via Internet. Basta pensare che la voce “tipografia online” restituisce sul web più di tre milioni di risultati! L’idea della tipografia on line può essere abbinabile all’attività tradizionale anche per ampliare il mercato e i margini del proprio business. Continua…

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

blographik.it

eventiroma.net

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