Aprire una tipografia.

dicembre 19, 2011 | Fare impresa

Con questo reportage dedicato alle idee di impresa iniziamo ad aprire un piccolo focus sui mestieri tradizionali e artigianali. Alcuni di questi si intrecciano anche con il futuro perché utilizzano attrezzi e tecnologie moderne. E’ il caso del mestiere del tipografo che di solito lavora e offre i suoi servizi all’interno di una tipografia. Eccoci dunque al nocciolo dell’argomento del nostro articolo a puntate: aprire una tipografia. Con questa attività si intende un’impresa che si occupa di stampare manifesti, volantini, depliant e brochure a fini pubblicitari o per cerimonie e occasioni particolari. Lo stampatore di questo materiale che è anche il gestore della tipografia si chiama, appunto, tipografo. In passato il tipografo era un artigiano che usava macchinari e attrezzi a inchiostro e comunque rudimentali rispetto ai macchinari digitali di ultima generazione.

APRIRE UNA TIPOGRAFIA : IL LAVORO DEL TIPOGRAFO

 

Oggi il tipografo è sempre un artigiano, ma con conoscenze e competenze di grafica. Non è raro, infatti, che i grafici pubblicitari decidano di avviare un’agenzia di grafica con tipografia abbinata. Questo abbinamento dà vita alle cosiddette tipografie digitali, cioè laboratori tipografici dove le stampe avvengono attraverso apparecchiature laser o comunque tramite funzionamento computerizzato. Insomma il tipografo del futuro non ha bisogno di usare la manovella per stampare un foglio, basta solo qualche colpetto di mouse del PC per avviare il lavoro di stampa. La moderna evoluzione del lavoro del tipografo richiede minori fatiche rispetto al passato perché i macchinari digitali sono più piccoli di quelli manuali del passato e talvolta possono anche essere meno costosi. Ma una tipografia “moderna” sarà più remunerativa rispetto a una del passato? La risposta alla domanda verrà piano piano attraverso le diverse puntate del reportage dove esamineremo le peculiarità specifiche di questa attività. Avviare una tipografia è certamente un’idea entusiasmante per coloro che amano la grafica e la stampa e comunque tutti i mestieri creativi, ma passione e creatività non bastano a decretare il successo di una tipografia. Certamente servono e anche molto, ma l’apertura di una tipografia va attentamente pianificata esaminando il tipo di mercato a cui si rivolge, il tipo di servizi che si vogliono offrire, conoscendo le attrezzature necessarie per stampare e avendo un’idea dell’investimento minimo da sostenere.

DIVENTARE TIPOGRAFO : LA FORMAZIONE

 

Intanto la prima cosa da fare per avviare una tipografia è saper fare il tipografo e, quindi, prima dell’apertura, bisogna formarsi. La formazione del tipografo si consegue frequentando corsi base e avanzati in grafica digitale in cui si studiano programmi come Photoshop o Illustrator. In realtà per aprire una tipografia non è richiesta una formazione specifica, ma semplicemente essere in regola con l’ iscrizione all’Albo delle imprese artigiane tenuto presso la Camera di Commercio, ma impostare la grafica del materiale da stampare è la base per poter lavorare e offrire un servizio efficiente. I corsi di grafica possono essere a pagamento oppure gratuiti e offerti dagli enti di formazione professionale accreditati con le Regioni che finanziano tali corsi con i contributi FSE. In assenza di corsi regionali gratuiti l’alternativa non è solo la formazione a pagamento, ma anche un periodo di apprendistato presso una tipografia esistente o lo studio di programmi di grafica da autodidatti. I corsi di grafica possono comprendere anche una formazione completa in web design. In tal caso il tipografo saprà creare documenti grafici non solo su carta, ma anche sul web. La formazione in grafica web può rivelarsi utile per affiancare ai servizi tipografici anche la progettazione grafica dei siti web, ma, per quanto riguarda la tipografia vera e propria, l’attività di grafica web non è essenziale. Quello che conta è capire se esiste un mercato di riferimento per la tipografia da avviare e se si potrà rientrare dalle spese iniziali dell’investimento, che, in gran parte, sono legate all’acquisto di macchinari anche molto costosi. Il mercato ideale di una tipografia è essenzialmente locale, cioè legato a paesi di provincia. La remuneratività della tipografia sarà anche legata alla presenza o meno di concorrenti. Le tipografie di paese con il maggior successo sono quelle che non hanno concorrenti almeno nel raggio di 20 km. Se in un piccolo paese nascessero due o più tipografie allora le cose diventerebbero più difficili. La tipografia deve puntare a essere il riferimento principale delle abitudini di una determinata comunità. In un paese, di solito, si stampano partecipazioni per matrimoni, manifesti per lutti e anniversari, volantini e depliant pubblicitari, biglietti di ringraziamento, cataloghi aziendali. Il core business della tipografia di paese, spesso, è rappresentato solo da manifesti pubblicitari, per lutti e partecipazioni di matrimonio. Ma per campare solo di questo è necessario non avere troppi competitor intorno. Segue…

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

cdcnet.net

italiapublishers.com

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