Diventare chirurgo plastico. Quarta parte.

dicembre 13, 2011 | Libera professione

 

Nella scorsa puntata, dopo aver parlato degli sbocchi occupazionali per il chirurgo plastico, abbiamo iniziato a ipotizzare o, meglio, a immaginare, le opportunità di lavoro all’interno di una clinica privata fondata dallo stesso chirurgo che, in tal modo, diventa anche un imprenditore. Abbiamo citato, in sintesi, l’iter burocratico per avviare una clinica privata dove si eseguono interventi di chirurgia plastica ed estetica e abbiamo lasciato aperto il campo a ulteriori dettagli che inseriremo in questo articolo e cioè dove individuare la location, quali caratteristiche deve avere ecc. Ci siamo ripromessi anche di dare uno sguardo alle tariffe per le prestazioni professionali offerte, ma andando per ordine vedrete che riusciremo a trattare l’argomento in tutti gli aspetti che vi abbiamo già annunciato.

 

 

 

APRIRE UNA CLINICA PRIVATA

 

Iniziamo dall’ipotesi di fondare una clinica privata. Questa realtà viene chiamata tecnicamente “casa di cura” e non deve per forza coincidere con una casa di riposo o un ospedale privato, ma anche con un centro dove si effettuano interventi chirurgici per fini estetici e/o ricostruttivi. Dando uno sguardo alla localizzazione delle case di cura in genere si assiste a delle location estremamente variegate che vanno da zone centrali e molto frequentate a periferie rientranti nelle zone residenziali di lusso ricche di verde e di tranquillità. La location ideale per una clinica di chirurgia plastica può essere dunque ricompresa tra queste due differenti posizioni geografiche. In genere, i locali che vengono venduti o dati in affitto per creare delle cliniche private, insistono su palazzine o ville di pregio situate in luoghi tranquilli, ricchi di verde, con giardino, sentieri di ingresso e una superficie del terreno di massimo 8 mila metri quadri. Una clinica privata può ospitare anche più di 50 posti letto, in base alle unità operative annesse. Se si vuole creare, invece, solo l’unità operativa di chirurgia plastica possono bastare anche 10 – 15 posti letto. Se la clinica esegue interventi in day hospital, cioè in giornata, bastano anche 5 posti letto. Nella struttura devono essere presenti anche i locali per la preparazione dei chirurghi, per la preparazione ed il risveglio dei malati, quelli del personale infermieristico e ausiliario, per il lavaggio e per la sterilizzazione del materiale. Naturalmente la clinica deve essere attrezzata di sala operatoria di almeno 33 metri quadri e di un ambulatorio chirurgico per interventi più semplici e da eseguire in day hospital. I posti letto per la degenza e per il day hospital e le diverse sale operatorie possono essere sistemati su più piani. Il blocco operatorio ( l’insieme delle sale dove eseguire gli interventi chirurgici)deve essere localizzato sullo stesso piano. Non bisogna dimenticare che la clinica deve essere attrezzata di servizi igienici per i degenti e il personale e di sala prenotazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’attività ambulatoriale di una clinica privata si volge da lunedì a venerdi, dalle 8,30 alle 13 e dalle 15 alle 19,30. Per allestire una clinica privata rigorosamente efficiente e attrezzata con il numero di posti letto che abbiamo indicato, non bastano certo villette da 150 metri quadri, ma certamente con metraggi superiori, considerato che 60 metri quadri serviranno solo per il blocco operatorio ( sala chirurgica e sala day hospital). Una villa localizzata in zone tranquille, con le caratteristiche di metratura adatte, può costare anche più di un milione di euro ( 1 milione e 200 mila euro per l’esattezza). Le ville da ristrutturare si possono comprare anche a 300 mila euro, ma bisogna aggiungere l’ulteriore spesa per la ristrutturazione che, a voler essere ottimisti, potrebbe richiedere il doppio e se aggiungiamo attrezzature, posti letto e altri servizi, arriveremo sempre alla famigerata cifra del milione di euro. Ecco perché la strada lavorativa ideale del chirurgo plastico non è quella imprenditoriale, ma da dipendente di ospedali pubblici o cliniche private e centri estetici o di titolare di studio medico e libero professionista. Ricordiamo che l’ambulatorio differisce dallo studio medico. Nel primo si esercita attività sanitaria organizzata in forma di impresa, suscettibile di autorizzazione e con obbligo della presenza del direttore sanitario, mentre lo studio medico prevede lo svolgimento di attività libero professionale e, dunque, non richiede autorizzazione perché già comprovata dai titoli di studio del medico che opera al suo interno. Il chirurgo plastico, nello studio medico, svolge prestazioni libero professionali, quindi consulenze mediche e visite ai pazienti, definendo anche le tipologie di interventi da effettuare. L’operazione potrà poi essere eseguita all’interno della clinica privata presso cui lo stesso chirurgo opera in qualità di consulente esterno e quindi come libero professionista senza vincoli di orario e di presenza. La strada più remunerativa per un chirurgo plastico è proprio l’attività libero professionale che è anche burocraticamente e finanziariamente più semplice da avviare. Continua…

 

Fonti di alcuni dati:

Villaben.it

Diffusionecasa.it

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

samadi.it

it.trumpf-med.com

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