Inventarsi un lavoro.

dicembre 19, 2011 | Redazionale

 

Buon lunedì,

partendo dai dati non certo esaltanti che ha presentato Confindustria per gli anni 2012/2013, in cui si prevede per questi anni una recessione dell’economia italiana nel suo complesso, la domanda che molti imprenditori, ex imprenditori ed anche molte persone di diversa estrazione che attualmente sono in stand by, è : che cosa ci si può inventare in un contesto economico simile e senza disporre di importanti risorse economiche da investire?

Inventarsi un’attività : da dove partire.

Per chi ha più di trentacinque anni ed ha vissuto gli anni novanta, si ricorderà perfettamente di certe proposte ‘avveniristiche’ che alcuni franchising presentavano in quegli anni come soluzioni vincenti e ‘futuristiche’ oppure, la  richiesta da parte di moltissimi giovani che desideravano diventare esperti comunicatori anche attraverso la frequentazione di una serie corsi di comunicazione e/o lauree e master in scienze della comunicazione.

In quegli stessi anni, molti aspiranti imprenditori, di cui moltissimi giovani, investirono decine di migliaia di euro per aprire negozi che riuscirono purtroppo a fatturare cifre più che modeste, bruciando  così i sogni di successo ed i pochi capitali disponibili.

Questa attuale crisi, sta riportando ‘sulla terra’ molte cose, molti concetti ed anche quelle stesse numerose persone che per svariati anni, hanno vissuto in un mondo parallelo fatto di concetti astratti e linguaggi ‘sperimentali’ con l’ampio utilizzo di vocaboli anglosassoni e sfumature chic.

La crisi, i negozi mezzi vuoti e la presenza di milioni di persone che assieme alle centinaia di migliaia di imprese, sono alla ricerca costante di soluzioni concrete ed a basso costo, sono lo scenario reale che stiamo vivendo e che rappresenterà l’elemento più diffuso, perlomeno per i prossimi cinque o sei anni.

In questo particolare contesto, occorre muoversi e studiare soluzioni che rispondano alle vere esigenze di una società e di un’economia che in pochi anni, ha dovuto rallentare la sua corsa e guardare le cose da una prospettiva diversa.

 

Aprire un’attività, inventarsi una professione in tempi di crisi.

Senza questa doverosa premessa, è difficile capire che cosa il mercato può richiedere di questi tempi e quali sono i settori che potrebbero maggiormente avere spazio.

Accanto ad una serie di attività tradizionali di cui abbiamo già parlato e che continueremo ad approfondire prossimamente, i settori di cui una società non potrà fare a meno, anche a costo di ridurre il budget disponibile, sono :

tutti i servizi alla persona, da quelli relativi alla cura del corpo sino alla salute ed al benessere della persona (servizi di badanti, infermieri, assistenti alle persone disabili, ecc.) ma anche tutti i servizi ad essi legati (trasporto disabili ed anziani, servizi di pulizia domestica, negozi di prodotti per persone con disabilità, ecc.)

Anche babysitter ed animatori di bambini, continueranno ad essere attività fortemente richieste.

Piccola edilizia, lavori di manutenzione della casa (pittori, idraulici, elettricisti, ecc.), sono attività che pur in un contesto orientato al risparmio, manterranno un buon interesse.

Le attività legate prettamente alla crisi ed alle difficoltà economiche delle persone e delle imprese : servizi legali per gestione di fallimenti, recuperi crediti e gestione del debito personale ed aziendale, ecc..

Il settore della gestione dei divorzi : servizi legali a basso costo, servizi di locazione low cost per divorziati, ecc.

Anche le vacanze, diventeranno per sempre più individui  ‘low cost’ e si sperimenteranno sempre nuove soluzioni per andare incontro ad un segmento di persone che dispone di budget più limitati ma non vuole  in ogni caso rinunciare alla vacanza.

Inventarsi soluzioni che vadano incontro a queste esigenze, sarà fondamentale per molti operatori.

Potremmo continuare con altri settori ed esempi e lo faremo sicuramente nei nostri post che prossimamente pubblicheremo.

Il panorama economico e sociale sta cambiando e di conseguenza, un buon imprenditore sa come adattarsi e ‘studiare’ soluzioni nuove e ‘brillanti’ per poter continuare ad offrire anche in tempi di crisi, servizi di qualità e sopratutto richiesti dai consumatori e dalle imprese.

Buon lavoro.

Andrea Figoli

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