Aprire una tipografia. Quarta parte.

gennaio 9, 2012 | Fare impresa

Ci avviamo alla conclusione del nostro reportage dedicato all’apertura di una tipografia. In questo ultimo articolo vogliamo completare l’argomento dando informazioni su alcuni aspetti dell’attività a cui abbiamo accennato nella scorsa puntata. Per quanto riguarda gli orari di lavoro, la tipografia funziona sostanzialmente come qualsiasi altra attività commerciale o artigianale. I locali restano aperti al pubblico da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, salvo le dovute variazioni per gli orari estivi. In caso di lavoro eccesivo o di consegne in tempi stretti, sono possibili straordinari nelle giornate del sabato e con orari serali anche molto prolungati. Lievi variazioni di orario di apertura possono registrarsi da un comune all’altro. Alcune tipografie lavorano dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 18, altre ancora sono attive dalle 8,30 alle 13,30 e dalle 16 alle 19. In alcuni comuni le tipografie vengono assimilate gli orari di altre attività artigianali con giorni di apertura compresi tra il martedì e il sabato. In ogni caso l’attività tipografica comporta un lavoro full time, cioè a tempo pieno. Resta da chiarire il personale necessario a far funzionare l’attività.

APRIRE UNA TIPOGRAFIA : LA FASE DI START UP

 

Agli inizi può bastare il solo titolare specie se la tipografia non è ancora abbinata allo studio grafico, mentre se le due attività coincidono presso la stessa sede, sarà anche necessaria la presenza di un operatore esperto in grafica. Quando il lavoro inizia a crescere si può pensare ad assumere un apprendista che coadiuvi lo stampatore tipografo nel funzionamento delle macchine di stampa. Una tipografia, sia all’inizio che alla fine del suo percorso imprenditoriale, si avvale della presenza di collaboratori, come addetti al volantinaggio e addetti alle affissioni. I collaboratori sono le figure che non possono mancare all’interno di una tipografia. Il cliente cerca un servizio e efficiente e sbrigativo e deve essere liberato da incombenze relative alla distribuzione dei suoi volantini e dal pagamento delle tasse comunali per la pubblicità previste dalla legge. I collaboratori del tipografo devono, infatti, far parte di una “rete” che curi i rapporti con i funzionari comunali e la distribuzione del materiale pubblicitario. In tale contesto viene da chiedersi quale sia la forma giuridica più adatta per una tipografia. Nei primi mesi di attività si preferisce partire sempre con la ditta individuale, anche se questa forma giuridica viene scelta da chi dispone di grossi capitali per far funzionare l’attività, se questi capitali non esistono si preferisce puntare per la società in modo da poter contare sull’apporto di capitale di più soci. I soci possono apportare anche i mezzi di lavoro: è il caso di ex titolari di tipografie create in forma di ditta individuale, che si associano a nuove tipografie per creare una società. Per quanto riguarda le società, le forme giuridiche più diffuse sono le snc e le cooperative sociali. Per alcune grandi tipografie è possibile adottare anche la forma giuridica di società per azioni, ma non è il caso della piccola tipografia di paese che opera in un ambito più ristretto. Le società in nome collettivo hanno più facilità a reperire finanziamenti bancari, mentre le cooperative sociali possono fruire di contributi regionali e di sgravi fiscali.

 

La cooperativa sociale per avviare una tipografia deve essere di tipo B. Le cooperative si dividono, infatti, in cooperative di tipo A e di tipo B. Quelle di tipo A svolgono attività socio sanitarie ed assistenziali, mentre quelle di tipo B operano in altri settori di impresa coinvolgendo soci e personale rientrante tra categorie protette e svantaggiate. Le cooperative sociali tipografiche possono anche godere del supporto gratuito e titolo volontario dei soci sostenitori che possono contribuire in maniera determinante a far decollare l’attività riducendo molti costi di gestione. Le tariffe della tipografia possono variare da una zona all’altra. In ogni caso il listino con i prezzi va redatto e comunicato al Comune in sede di dichiarazione di inizio attività. I prezzi vengono stabiliti per quantitativi. Ad esempio, 500 volantini monocolore costano 60 euro, mentre la stessa quantità multicolore costa 80 euro. I prezzi calano all’aumentare delle stampe. Per 100 mila volantini monocolore la tariffa è di 700 euro che possono superare i 1000 euro se si richiede la stampa multicolore. I prezzi solitamente sono comprensivi delle tasse previste per legge, mentre vengono comunicati esclusa Iva che sarà poi aggiunta in fattura. Un esempio di listino completo per una tipografia è accessibile a questo link: www.tipografiacarnicella.com/index.php/listino-prezzi. Per ulteriori informazioni su questa attività si può contattare la seguente associazione di categoria: Associazione Tipografi e Stampatori che rappresenta uno dei principali punti di riferimento degli operatori del settore. A livello regionale sono presenti anche diverse realtà che possono rivelarsi utili per sapere qualcosa di più su come avviare una tipografia. Si tratta dell’Associazione Tipografi Siciliani e dell’ATAB, l’Associazione Tipografie Artigiane Bresciane.

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

Museo Civico della Stampa del Comune di Mondovì

Imaccanici.org

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