Aprire un soccorso stradale.

febbraio 14, 2012 | Fare impresa

Dopo aver parlato di come avviare un centro autorizzato di revisione auto, passiamo all’altro servizio che potrebbe potenziare ulteriormente il volume d’affari di un’autofficina, ovvero il soccorso stradale. Questa attività viene classificata sempre come impresa artigianale e può essere definita anche autosoccorso. Il soccorso di veicoli in avaria si effettua giornalmente e come dicono alcuni loghi di molte officine dedite a questo servizio, anche 24 ore su 24 , senza limiti di tempo e di orario. I veicoli da soccorrere possono essere anche mezzi pesanti, come i camion.

APRIRE UN AUTOSOCCORSO : PREMESSE

Per poter esercitare l’attività di autosoccorso è indispensabile possedere un’officina attrezzata al caso e, dunque, tutto quello che abbiamo detto fino ad ora riguardo all’avvio di un’autofficina ci sta tutto. Il servizio di autosoccorso, però, va ad aggiungersi agli altri servizi tipici di un’officina e quindi per poter essere autorizzati a farlo serve un’apposita autorizzazione. L’autorizzazione, secondo la procedura riportata dalla Camera di Commercio di Milano, si ottiene rivolgendosi alla Motorizzazione Civile della provincia in cui ha sede l’attività. L’ente indicherà, sul libretto di circolazione del mezzo usato per il soccorso stradale, proprio l’abilitazione all’attività di autosoccorso. L’autoveicolo indispensabile per offrire il soccorso stradale è il carro attrezzi che deve essere omologato per uso trasporto speciale e va intestato all’autoriparatore. L’omologazione dei veicoli viene rilasciata dal Dipartimento dei Trasporti Terrestri o da enti europei che certificano la rispondenza dei requisiti dei veicoli a determinati usi. Il veicolo per attività di autosoccorso rientra nella disciplina dell’uso speciale e non in quella dell’uso eccezionale perché i due servizi sono soggetti a regimi autorizzativi diversi. Un veicolo ad uso speciale si può infatti usare in qualsiasi momento e per attività giornaliere, senza richiedere dei permessi, basta solo che sia immatricolato e ,appunto, omologato per uso speciale, mentre il veicolo per uso eccezionale, per poter essere usato, richiede dei permessi particolari che vanno chiesti con alcuni giorni di anticipo. La differenza non è da poco: per poter svolgere attività di soccorso stradale, l’autoriparatore deve possedere solo veicoli omologati all’uso speciale perché, con veicoli omologati a uso eccezionale non sarebbe possibile intervenire sistematicamente e giornalmente per offrire l’autosoccorso. Sull’attività di soccorso stradale esistono anche molti dubbi e riguardano il tipo di patente da possedere e l’eventuale iscrizione all’Albo delle imprese di autotrasporto per conto terzi. Alcuni chiarimenti sul tipo di patente da possedere per svolgere attività di autosoccorso, sono contenute in una discussione sul Forum Macchine, portale dedicato al mondo delle macchine. Secondo questa discussione, se il veicolo in avaria è sprovvisto di conducente, bisogna possedere la patente CE o DE, mentre se il veicolo in avaria è con conducente, basta possedere solo la patente C che oggi è diventata D.

Per quanto riguarda l’obbligo di iscrizione all’Albo degli autotrasportatori conto terzi, l’Associazione soccorritori stradali italiani, Assisoccorso, precisa che il soccorritore con carro attrezzi, che effettua attività di soccorso stradale anche tramite traino e rimorchio, non ha l’obbligo di iscrizione all’Albo degli autotrasportatori conto terzi, perché i veicoli omologati a uso speciale non rientrano nella disciplina dell’autotrasporto, come cita l’art.30 della Legge 298/74. Per ulteriori dettagli su questo e altri aspetti dell’attività di soccorso stradale si consiglia di consultare anche le associazioni di categoria, come quella che abbiamo indicato, oppure altre, come Ancasa, Associazione nazionale centri soccorso autoveicoli. Anche se l’attività di soccorso stradale è alcune volte accessoria a quella dell’autoriparazione, nella scelta dei locali dell’autofficina bisogna tenere presenti anche i parametri che permettono di svolgere il servizio di autosoccorso. Siccome le norme possono cambiare da Regione a Regione, è utile rivolgersi al comune della propria zona di residenza in modo da sapere esattamente la superficie adatta dei locali, il tipo di pavimentazione da applicare nel rispetto delle norme antincendio, i requisiti dell’area scoperta da usare per il parcheggio dei veicoli e la compatibilità dei locali stessi alle norme contenute nel Piano Regolatore. Naturalmente, offrire dei servizi aggiuntivi comporta la possibilità di avere non solo dei ricavi maggiori, ma anche, specie, all’inizio, anche dei costi maggiori. Per poter soccorrere dei veicoli in seguito a guasti o incidenti bisogna disporre di un carro attrezzi. I carri attrezzi usati costano da 15 mila a 35 mila euro. Per svolgere al meglio l’attività bisognerebbe possedere più di un carro attrezzi, ma questo di solito accade quando l’attività si ingrandisce. L’autosoccorso si può esercitare in proprio o in convenzione con l’ACI. Per ricevere richieste di soccorso da parte di clienti incidentati si deve disporre anche un una centrale operativa, cioè di un numero telefonico dedicato e attivo 24 su 24, con operatore specifico, in modo da poter intervenire prontamente.

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

winbefree.com

acisantamaria.com

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