Aprire un’attività redditizia all’estero.

febbraio 10, 2012 | Fare business all'estero

 

Nel redazionale del lunedì, abbiamo aperto la discussione in merito all’opportunità di avviare un’attività all’estero.

Nello stesso post, sono state evidenziate una serie di motivazioni che spingono le persone a fare determinate scelte e quindi, a recarsi all’estero per aprire nuove attività.

In questo post, metteremo in evidenza alcune linee da seguire per aprire business fuori dal nostro Paese con successo ed evitare  così perdite di tempo inutili ed ancor dii più, veder falliti i propri progetti a causa di sottovalutazioni ed errori che sono comuni a molti imprenditori che si lanciano in ‘avventure’ senza una sufficiente preparazione.

Aprire un’attività all’estero : cosa fare.

Innanzi tutto, occorre capire cosa vogliamo fare e quali sono i nostri obiettivi e le nostre aspettative da un’iniziativa di questo genere.

Vogliamo aprire un’attività con lo scopo di trasferirci altrove? E’ un modo per allargare il nostro business che attualmente abbiamo in Italia? Si tratta di delocalizzare un’attività? Il nostro scopo è quello di avviare un’attività con l’obiettivo  di investire del denaro e poi rivendere ad altri in tempi successivi? Altro…?

Sono molte le motivazioni che possono essere alla base di scelte così importanti e spesso, si tratta di un insieme di elementi che influiscono nella scelta.

Quale attività intendiamo aprire?

In base al tipo di attività che intendiamo avviare, ci sono paesi che meglio di altri, sono in grado di rispondere maggiormente alle nostre esigenze.

Se ad esempio vogliamo semplicemente delocalizzare un’attività con l’obiettivo di abbattere i costi fissi di produzione, occorrerà guardare esclusivamente verso quelle nazioni in cui il costo della manodopera è basso e lo rimarrà per un certo periodo futuro.

Se invece siamo interessati ad avviare attività legate al settore turistico e della ristorazione, le nostre priorità potrebbero anche non coincidere.

Talvolta infatti, può risultare più redditizia un’attività di ristorazione in un paese in forte crescita e con redditi elevati in grado di attirare clienti in quantità ed in qualità.

Al contrario, individuare invece un’area di sviluppo turistico ancora poco sfruttata, potrebbe consentire all’imprenditore di investire con successo una cifra limitata e che in futuro a seguito dello sviluppo dell’area, ne potrà seguire anche una lievitazione del valore dell’investimento ed un aumento della redditività dell’attività stessa. In questo caso, è molto importante la capacità dell’imprenditore nel saper  identificare  quelle aree destinate a svilupparsi e crescere nel futuro.

Se invece il nostro scopo primario, è aprire una piccola attività con l’obiettivo di trasferirci a vivere, occorrerà far coincidere gli elementi che sopra abbiamo indicato con la possibilità di individuare un’area che corrisponda alle nostre aspettative di vita.

 

Quali sono gli errori che invece si commettono?

Da una semplici analisi teorica, tutto appare semplice, quasi banale. In realtà l’elenco degli errori che si commettono nella fase di trasferimento ed apertura di un’attività all’estero sono molti.

Innanzi tutto, si tende a sottovalutare l’aspetto inerente la conoscenza di quel determinato Paese, le sue abitudini, la lingua e le tradizioni.

La gestione di un’attività in un determinato paese non è estranea a questi elementi. Anzi, è fondamentale capire e conoscere quali sono le tradizioni ed i caratteri  nel più breve tempo possibil per poter comprendere al meglio come muoversi e come gestire i rapporti con le persone, siano essi i dipendenti della nostra impresa, come anche i clienti oppure gli stessi consulenti, i vicini di casa, le autorità con cui si avrà a che fare, ecc..

Si continua nella seconda parte, ascoltando anche l’esperienza di due imprenditori che hanno avviato attività all’estero.

Continua

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