Aprire un’officina : avviare un’autofficina. Quarta parte.

febbraio 1, 2012 | Fare impresa

Dopo aver parlato delle attrezzature e dell’investimento necessario ad avviare un’autofficina proseguiamo nella nostra trattazione aggiungendo altri dettagli relativi alla gestione di questa attività. Quando si intraprende un’attività di impresa in proprio esistono, infatti, dei criteri gestionali da rispettare, come gli orari di lavoro, il trovare i clienti, superare le difficoltà. Per quanto riguarda gli orari lavorativi un’autofficina, in genere, lavora da lunedì a sabato mattina. I locali dove riparare le auto aprono i battenti alle 8,30 del mattino e fino alle 13,00 per poi ripartire alle 15 e fino alle 19,00. In attività di questo tipo sono frequenti gli straordinari, specie quando le auto da riparare sono molte e non si fa in tempo a consegnarle secondo le richieste del cliente. In tali situazioni si può lavorare anche a oltranza o anche dopo le 21. Qualcuno potrebbe chiedere se gestire un’autofficina sia faticoso. Un’attività simile è certamente faticosa, ma se svolta con serietà e competenza può regalare grandi soddisfazioni.

APRIRE UN’AUTOFFICINA : COME INIZIARE

 

All’inizio dell’attività, l’obiettivo fondamentale diventa quello di reperire clienti. Trattandosi di imprese che sorgono spesse in aree ad ampia viabilità e visibilità stradale, le autofficine riescono facilmente a trovare dei clienti, sempre a patto che nel raggio di qualche chilometro non si trovi già un numero eccessivo di concorrenti. La pubblicità per reperire clienti si effettua con i metodi classici: manifesti e volantini distribuiti nell’area dove si intende svolgere il servizio. Uno dei fattori che orienta le scelte dei clienti è il passaparola: se un cliente è soddisfatto del risultato, lo comunicherà anche ai propri amici e conoscenti. Per attirare un congruo numero di clienti, specie all’inizio, si possono offrire dei servizi in promozione, cioè delle riparazioni che sono gratuite se abbinate a riparazioni di una certa rilevanza. Il numero dei clienti può crescere se si fa conoscere l’autofficina anche alle concessionarie della zona a cui proporre la sistemazione dell’usato in vendita, a prezzi vantaggiosi. I primi mesi e i primi due anni di attività serviranno a ripianare le spese dell’investimento iniziale e quindi non bisogna partire subito con l’aspettativa di realizzare grandi risultati. Certo, anche nella gestione dell’autofficina peseranno le spese fisse delle utenze, dell’affitto dei locali e delle tasse ( contributi Inps, Inail, Iva). Per abbattere questi costi bisogna farsi consigliare da un buon commercialista e poi bisogna conoscere anche le opportunità e le agevolazioni fiscali previste dalla legge. Se non si supera il reddito di 30 mila euro l’anno ( nel primo anno di attività è un po’ difficile) si può optare per il regime dei contribuenti minimi che esonera dall’Iva proprio i redditi che non superano il limite indicato. Per i giovani sotto i 35 anni, ma anche per gli over 35 che avviano delle nuove imprese, un decreto del Ministero della Gioventù prevede la riduzione delle tasse al 5% per 5 anni.

Le imposte che beneficiano di questa aliquota sono quelle sui redditi e le relative addizionali regionali e comunali, restano da pagare i contributi Inps che per gli artigiani e secondo quanto previsto delle ultime manovre economiche, hanno subìto dei ritocchi al rialzo. Un altro modo per incrementare il numero dei servizi offerti alla clientela è il servizio di revisione autoveicoli o il servizio di soccorso stradale 24 ore su 24. Operare come centro di revisione auto e come soccorso stradale richiede l’espletamento di un preciso iter burocratico e autorizzativo che tratteremo nella prossima puntata. Intanto per concludere il tema sulla fidelizzazione dei clienti suggeriamo di usare altre utili strategie che possono contribuire a fidelizzare la clientela in maniera determinante. L’autoriparatore, nel gestire le relazioni con i clienti, deve, infatti, seguire due principi: onestà ed efficienza. Essere onesto significa spiegare chiaramente al cliente i tempi necessari alla riparazione del guasto evidenziando l’eventuale importanza o meno del problema riscontrato. Sistemare alla buona un difetto procurerà un nuovo guasto all’auto, guasto che potrebbe far spazientire il cliente costringendolo a cercare un’altra autofficina, ma non solo: ogni errore compiuto, sia in buona che in mala fede, rischia di procurare un danno all’attività poiché i clienti delusi tenderanno a parlare male dell’officina a tutti quelli con cui entreranno in contatto. Il secondo criterio da seguire nel rapporto con i clienti e nella gestione del lavoro di autoriparazione è l’efficienza, cioè saper ottimizzare i tempi del lavoro calcolando il numero massimo di auto da riparare in rapporto ai ricambi disponibili. Per velocizzare i tempi di consegna delle auto ai clienti, bisogna saper sincronizzare i tempi delle forniture in modo compatibile con i tempi e il numero delle auto da riparare, così da non dover tenere a lungo delle auto in officina nel caso dovesse mancare qualche importante pezzo di ricambio.

 

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

modellismo.net

bcauto.it

 

 

 

 

 

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