Avviare un’attività di gestione distributori automatici.

febbraio 20, 2012 | Fare impresa

 

Nel nostro Paese, negli ultimi decenni, si sono moltiplicate le iniziative commerciali che hanno per oggetto l’installazione e la successiva gestione di distributori automatici per prodotti di vario genere.

I prodotti di natura alimentare, costituiscono ancora oggi il segmento più forte di questo settore : snack, bevande, ecc..

Accanto al settore alimentare, si sono sviluppati molti altri segmenti e nicchie che stanno crescendo come diffusione territoriale ed anche come fatturato complessivo.

Con l’evoluzione ed i cambiamenti che hanno coinvolto il commercio in generale i vari segmenti merceologici, alcune tipologie di prodotti distribuiti, hanno visto crescere in misura maggiore il proprio giro di affari mentre altre nicchie, hanno perso spazio.

Aprire un’attività di distributori automatici : premesse.

Innanzi tutto, esistono due segmenti di attività principali :

  • la distribuzione in aree private all’interno delle aziende stesse. Questa tipologia, è la più conosciuta e prevede l’installazione di questa macchine che in genere forniscono bevande e ‘piccoli alimenti confezionati’.

  • La distribuzione in aree di passaggio od all’interno di aree specifiche, dove il cliente può rifornirsi dei prodotti.

Il primo caso, genera un fatturato complessivo molto ampio ed è stato( e lo è ancora oggi) la tipologia più diffusa.

Negli anni, l’evoluzione ha riguardato le tipologie di distributori (evoluzione tecnica) ed in parte la tipologia di prodotti.

Nel secondo gruppo, riscontriamo quelle iniziative ‘su strada’ ed ubicate all’interno di fondi/spazi commerciali adibiti a questa funzione, cioè, ospitare uno o più apparecchi in aree specifiche.

 

Si guadagna con i distributori automatici?

Questa, è la domanda concreta che molti aspiranti imprenditori si pongono quando ricevono offerte di business che hanno per oggetto questo campo di attività.

Abbiamo fatto una ricerca attraverso operatori tradizionali, cioè gestori di apparecchi all’interno di strutture come : uffici, scuole, palestre, ecc. ed un paio di imprenditori che da anni lavorano nel settore, ci hanno confermato che il business nonostante la crisi e la concorrenza ‘regge’ ancora anche se ammettono che un certo calo, in particolare in determinate aree, si è sicuramente riscontrato.

Altro caso, è quello dell’installazione di apparecchi su strada, all’interno di fondi commerciali adibiti ad hoc per queste iniziative.

In pratica, si tratta di prendere in locazione fondi commerciali su strada, ubicati in aree di passaggio ed installarvi all’interno una serie di apparecchi che possano lavorare 24 ore su 24.

L’aspetto positivo, è dato dai limitati costi di gestione : canone di locazione, manutenzione limitata delle macchine, costi della corrente elettrica, ecc..

La criticità di questa iniziativa, è quella che potrebbe derivare dall’ottenimento di fatturati che non sono in linea con le aspettative iniziali.

Nella valutazione di un business simile, occorre concretamente farsi un’idea del giro reale di affari che si può ottenere da un’attività simile.

Il consumo di caffè da questa macchine posizionate su strada o l’acquisto di bevande o di lattine, non sempre raggiunge le quantità previste, in particolare, questo accade se l’installazione viene effettuata in un’area limitrofa ad un bar ed a punti vendita tradizionali che normalmente sono in grado di fornire i medesimi prodotti a prezzi simili.

Occorre ricordare che l’Italia è un produttore di questi macchinari ma il consumo di prodotti effettuato direttamente con questa modalità, nel nostro Paese se paragonato con altre realtà (gli Usa ad esempio), è molto basso.

Si continua nella seconda parte, approfondendo ulteriormente il tema.

Fonte immagine :

statoquotidiano.it

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