Quali sono i settori anticrisi?

febbraio 26, 2012 | Redazionale

Buon lunedì,

il 2012 in particolare ed anche il 2013, non saranno certamente annate eccezionali per l’economia italiana, come purtroppo anche per buona parte dei paesi europei.

Per un imprenditore in piena attività, come del resto per un aspirante imprenditore che desidera avviare un proprio progetto, tutto questo, si traduce in domande ben precise :

quali saranno settori meno colpiti dalla crisi e dove in futuro si apriranno maggiori opportunità?

Se da una parte, è necessario superare determinati ostacoli e difficoltà contingenti, dall’altra, è altrettanto importante orientare lo sviluppo della propria attività presente e futura verso possibili spazi in crescita o per lo meno, immuni da crisi e rischi di saturazione.

Se analizziamo le difficoltà di un’impresa medio/piccola e guardiamo alle sue attuali criticità, vediamo che tra gli elementi di rischio incontriamo :

la mancanza di credito. In particolare l’impossibilità da parte di quelle imprese con i ‘fondamentali buoni’ di accedere al credito a costi contenuti e poter essere valutati per le reali potenzialità e non per i valori patrimoniali espressi in termini generali;

la sottocapitalizzazione dell’impresa che provoca l’impossibilità di svilupparsi e di partecipare ad opportunità ulteriori. Tutto questo, è collegato ovviamente anche al punto precedente;

in questo momento particolare, girano pochi soldi, poco lavoro in generale e cioè, MANCA LAVORO. Significa che le commesse ed una serie di investimenti vengono rinviati a data da destinare;

sistema fiscale ed esattivo vecchio e poco adatto in particolare per affrontare tempi difficili;

presenza di un cultura imprenditoriale troppo spesso antiquata (non sempre!) con la conseguente incapacità di guardare al futuro ed alle opportunità in maniera più aperta, senza pregiudiziali;

 

Preso atto di questi punti e di tanti altri che per motivi di spazio non indichiamo, occorre che un imprenditore già nella fase di progettazione della propria impresa, consideri questi fattori di criticità e modelli quindi il proprio progetto alla luce di tutto questo, non solo per evitare l’impatto di queste criticità ma per tentare, quando è possibile, di trasformare alcuni di questi handicap in opportunità reali.

Se ad esempio, la mancanza di credito è un dato di fatto e non si prevede un miglioramento sostanziale della situazione nei prossimi 12 mesi, è ovvio che occorrerà impostare l’impresa in modo da limitare gli effetti del credit crunch, strutturando il progetto imprenditoriale così da poter limitare od eliminare l’influenza del credito sull’attività d’impresa.

Se in generale il lavoro è diminuito, occorre guardare a quelle nicchie che sono considerate dai consumatori come fondamentali e quindi, più immuni al calo della domanda sia in questi tempi che per quelli futuri.

Se pensiamo ad esempio alla manutenzione di una caldaia nel periodo invernale(bisogno primario), all’acquisto dello smartphone (considerato più importante del pane da parte di molte persone); all’asilo nido per i bambini (un luogo dove lasciarli quando i genitori entrambi lavorano); all’assistenza di anziani e disabili che negli anni cresceranno sensibilmente; a soluzioni per il tempo libero a costi contenuti (sale da ballo, vacanze, luoghi di socializzazione, ecc.); alla cura ed al benessere del corpo ed a tutte le attività e professionalità collegate che ottengono sempre attenzione ed interesse, ci rendiamo conto che le opportunità sono ancora ampie.

Occorre ripensare invece a modelli di attività che possano essere avviati :

con meno costi di avvio;

con più ridotti investimenti pubblicitari;

con minor ricorso al credito;

con più bassi costi di gestione;

offendo sempre più soluzioni personalizzate che possano andare incontro ad ogni esigenza.

Buona lavoro

Andrea Figoli

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