Diventare restauratore. Prima parte

marzo 5, 2012 | Libera professione

In questo nuovo reportage dedicato alle idee ed ai consigli per fare impresa, parleremo di un argomento strettamente legato a quello che abbiamo appena concluso. Se ricordate, nelle scorse settimane ci siamo occupati del calligrafo, un artigiano che scrive a mano testi su cartoncino o pergamena o su libri molto antichi. Quando la scrittura amanuense si applica su testi molto datati si può parlare anche di un’attività di restauro. Ed è proprio questo il tema del nostro nuovo reportage a puntate, dove parleremo proprio dell’arte del restauro e del restauratore.

DIVENTARE RESTAURATORE: LA PROFESSIONE

Per restauro si intende il ripristino dell’aspetto estetico e della fruibilità di oggetti artistici e beni architettonici molto pregiati, come mobili, vasi, vetrate, libri di testo, quadri, edifici pubblici, privati e di natura religiosa. Il restauro diventa necessario in caso di particolari calamità come terremoti o alluvioni, dove si rischia di perdere gran parte del patrimonio artistico coinvolto in questi tragici e drammatici eventi. Il restauratore è quell’abile artigiano che si occupa proprio dell’attività di restauro sui beni e gli oggetti che abbiamo appena descritto. Diciamo che questi beni e oggetti costituiscono il core-business del restauratore, ovvero il centro o il cuore della sua attività, a cui approda dopo aver coltivato una sana passione per il restauro e un’adeguata formazione. Per diventare restauratore si può conseguire un diploma o una laurea in materie artistiche o un diploma accademico presso l’Accademia di Belle Arti. Le sedi dell’Accademia, al pari delle università, si trovano nelle principali città italiane. I titoli di studio conseguibili nella suddetta Accademia, sono: il diploma accademico di primo e secondo livello, il diploma di master o perfezionamento, il diploma di specializzazione e quello di formazione alla ricerca. L’iscrizione all’Accademia di Belle Arti può essere a numero chiuso, o in base al tipo di corso scelto o in base al titolo di studio posseduto. Ogni Accademia prevede proprie regole di iscrizione. Per fornire un quadro il più possibile chiaro delle modalità di iscrizione a questo tipo di accademia, riportiamo l’iter di iscrizione al primo anno dell’Accademia di Belle Arti di Brera e dell’Accademia di Belle Arti di Lecce. Per l’Accademia milanese l’iscrizione al primo anno di corso può avvenire solo dopo aver superato l’esame di ammissione, per quella di Lecce, sempre per il primo anno, non si prevede alcun esame solo se si possiede un diploma di maturità artistica o di maturità d’arte applicata. Per conoscere le esatte modalità di iscrizione all’Accademia di Belle Arti, vista la variabilità dei vari regolamenti didattici, si consiglia di consultare preventivamente la segreteria didattica dell’Accademia più vicina alla propria zona di residenza. Altri percorsi formativi da seguire, dopo il diploma di scuola superiore, sono i corsi della Scuola di Alta Formazione dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro ( ISCR). Questi corsi, di durata quinquennale, permettono di conseguire un diploma universitario equiparato alla laurea magistrale, diploma che abilita anche alla professione di restauratore dei beni culturali. Per essere ammessi alla Scuola bisogna superare un concorso di ammissione bandito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Questa scuola è, infatti, a numero chiuso.

Se si riuscirà a superare il concorso si studieranno materie relative al restauro dei materiali lapidei e derivati, delle superfici decorate dell’architettura, dei dipinti su supporto ligneo e tessile, dei manufatti scolpiti in legno e in materiali sintetici lavorati, assemblati e dipinti; dei manufatti in tessili, in pelle, ceramici, vitrei e in metallo. In ogni caso, la formazione del restauratore comprenderà la conoscenza di tutti i possibili campi di applicazione del restauro, partendo da qualsiasi espressione artistica, da quella pittorica, grafica, lignea, scolpita, muraria e cosi via. Chi ama specializzarsi in un ambito specifico del restauro può seguire i corsi dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario (ICPAL), dove ha sede una Scuola di Alta Formazione a cui si accede sempre tramite superamento di un concorso riservato a coloro che sono in possesso di diploma di scuola superiore o titolo equipollente. Il corso dell’Istituto ha durata quinquennale e permette di conseguire un diploma equiparato alla laurea magistrale o ad altra classe di laurea prevista dal DM 87 del 25-5-2009. L’esame finale del corso abilita alla professione di restauratore dei beni culturali. Sul sito dell’ICPAL si troverà anche una lista di scuole di restauro attivate nelle principali università italiane. La formazione del restauratore può essere conseguita anche attraverso corsi di formazione professionale autorizzati dalle Regioni. A questi corsi si accede sempre con il possesso del diploma di scuola superiore. La durata dei suddetti percorsi formativi è triennale e permette l’ottenimento della qualifica di Tecnico del Restauro. Continua…

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

nonciclopedia.altervista.org

pontedipiave.com

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