Produrre frutta e verdura in città : farsi un orto in città.

marzo 1, 2012 | Fare impresa

La produzione di frutta, verdura ed altri alimenti vari, tra cui il miele e le uova, provenienti da allevamenti situati anche sui tetti dei palazzi delle città o nelle periferie urbane, sta diventando sempre meno una curiosità ed un’eccezione e si sta trasformando invece, in un fenomeno che attira sempre più persone di differente provenienza ed estrazione sociale e culturale, tra cui : avvocati, commercialisti, pensionati, architetti, operai, casalinghe, ecc..

Perché coltivare in città?

Le motivazioni che sono alla base di queste scelte, sono le più varie :

  • disporre di cibo autoprodotto e controllato nelle sue varie fasi;

  • una soddisfazione personale;

  • risparmiare sui costi crescenti delle derrate alimentari, producendo alcune tipologie di frutta e verdura direttamente nel proprio terrazzo od in spazi ricavati da aree abbandonate;

  • un passatempo salutare che alla fine, ‘premia’ gli appassionati ‘coltivatori dilettanti’ con frutta, verdura e prodotti naturali di stagione;

  • un modo diverso per utilizzare spazi adibiti in passato ad altre funzioni.

Qualunque sia la motivazione, il fenomeno è di portata planetaria ed a partire dagli Usa, Francia, Italia, ecc., sta conquistando sempre più persone.

Questa moda/passione, promossa anche da personaggi del calibro della First Lady Americana e della Regina Britannica, ha avuto un eco globale e spinge sempre più individui a lanciarsi in questa attività che ha l’obiettivo di recuperare spazi abbandonati nelle nostre città e nei d’intorni.

 

Dov’è il business di questo fenomeno? Chi ci guadagna e come potrebbe svilupparsi un business in questo settore?

Innanzi tutto, occorre definire alcuni possibili segmenti da prendere in considerazione :

  • la vendita dei prodotti : le produzioni agricole che non tutte vengono consumate dagli stessi produttori e che in parte, come già succede ad esempio negli USA, finiscono nella rete commerciale e distributiva con una propria visibilità e marchio;

    la forniture degli attrezzi, sementi e materiale necessario ad impiantare piccole produzioni ed allevamenti; quindi, non più negozi per agricoltori di campagna soltanto, bensì, punti vendita e siti web dedicati a questa nuova passione e fenomeno diffuso;

  • la nascita e lo sviluppo di professionalità come gli agronomi che in passato erano impegnati prevalentemente nelle campagne ed ora, possono essere richiesti anche all’interno delle aree urbane;

  • lo sviluppo di un’informazione dedicata a questo settore : trasmissioni televisive, libri, siti Web, trasmissioni radio, rubriche su giornali e riviste, ecc.;

  • il lavoro di esperti giardinieri e tecnici di laboratorio per ricreare aree verdi dove attualmente sono insediati depositi di detriti od aree abbandonate, oppure, controllare attraverso le analisi di laboratorio, il possibile inquinamento delle aree da dedicare agli usi agricoli;

  • altro;

Se vogliamo solo fare un lontano paragone, rendiamoci conto di quanto negli ultimi 15 anni la passione di stare davanti ai fornelli a casa, ha determinato la nascita di un enorme giro di affari ed un indotto che coinvolge :

produzioni librarie, trasmissioni tv, scuole di cucina, riviste e blog specializzati, la nascita di nuovi marchi e prodotti registrati nel settore, manifestazioni a tema, fiere, ecc..

Saper cogliere un’opportunità quando ancora un settore è ancora nella sua fase iniziale, rappresenta senza dubbio il momento migliore per poter occupare quegli spazi e quella visibilità, in vista di una sua crescita prossima.

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