Aprire un sito di casinò on line. Seconda parte.

aprile 16, 2012 | Fare impresa

Continua il nostro reportage dedicato all’apertura di un casinò online. Come promesso alla fine del primo articolo sul tema, in questa seconda puntata ci occuperemo degli step necessari ad avviare un vero e proprio casinò web. Sempre nello scorso articolo, se ricordate, avevamo detto che per aprire un casinò online servivano: un software di gioco, un server web, la licenza ed il denaro per l’acquisto del software e della licenza.

APRIRE IN CASINO’ ON LINE : LE NORMATIVE.

In quasi tutti i Paesi del mondo, la gestione di un casinò online o di una poker room è sottoposta al controllo delle autorità statali e, dunque, per poter diventare titolari di uno spazio web dedicato al gioco d’azzardo bisogna essere autorizzati dallo Stato. L’autorizzazione statale si chiama proprio licenza. In Italia il gioco d’azzardo a distanza è stato recentemente liberalizzato, cioè diversi operatori privati possono ottenere la licenza per la gestione di un casinò online. Gestire un casinò con la licenza vuol dire avere un’attività legale e non incorrere nel rischio di oscuramento del sito da parte delle autorità. Chi gestisce casinò non autorizzati e, dunque, illegali, può, infatti, incorrere in guai di natura penale. Il casinò online, inoltre, per essere accessibile ai giocatori, deve possedere un proprio indirizzo Internet e un dominio, ovvero uno spazio su server web dove rendere pubblici i contenuti del casinò stesso. Questi stessi contenuti funzionano con un software che permette di gestire le puntate dei clienti, di incassarle e di pagare le vincite. La Rete, a parte le licenze, è spesso costellata di casinò illegali o senza licenza che, anche se vengono prima o poi chiusi dalle autorità, riescono ad attirare migliaia di visitatori. Ma perché la gestione di un casinò online deve essere sottoposta a licenza? Perché il controllo statale consente di evitare la diffusione di casinò truffaldini dove si manomettono software di gioco al fine di procurare ai clienti solo delle perdite. La licenza è, quindi, lo step fondamentale per giungere alla effettiva apertura di un casinò sul web.

Altra utilità della licenza è la possibilità di fidelizzare maggiormente gli utenti che, fidandosi del marchio riportato sul sito del casinò, sono maggiormente disposti a realizzare delle puntate. Tutti i casinò autorizzati devono, infatti, riportare, all’interno del loro sito, la dicitura e il marchio dell’ente che ha rilasciato la licenza. Quest’ultima, per un casinò online, assume, quindi, una duplice funzione: di controllo e di marketing. L’ottenimento della licenza per aprire un casinò online comporta l’espletamento di una procedura burocratica e la compilazione di pratiche che variano da uno Stato all’altro. In Italia, ad esempio, la licenza per aprire un casinò online viene rilasciata dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ( AAMA), l’autorità governativa preposta al controllo ed alla gestione delle attività di gioco operanti sul territorio italiano. Per ottenere questa licenza, che in Italia si chiama concessione, bisogna anzitutto operare in forma di impresa individuale, di consorzio o di società e presentare una domanda ai Monopoli di Stato. La domanda va redatta su moduli prestampati, scaricabili dal sito dell’AAMS a questo link: www.aams.gov.it/?id=6981. Il rilascio della concessione è sottoposto al pagamento di una somma, detta corrispettivo di concessione, il cui importo varia in base alla tipologia di giochi a distanza che si intendono gestire. Il corrispettivo prevede tre importi: 350 mila, 300 mila e 50 mila euro. Per dotare il casinò online dei tipici giochi di carte ( in Italia, per il gioco a distanza telematico, sono ammessi il poker cash e altri giochi di carte) bisogna pagare 300 mila euro, a cui va sommata l’Iva. Inoltre, i ricavi degli aspiranti concessionari non devono essere inferiori a 1 milione e mezzo di euro, in caso lo fossero, bisogna stipulare una garanzia bancaria assicurativa di pari importo. L’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, nel suo sito ufficiale precisa , inoltre, che “… affida in concessione l’esercizio del gioco a privati, i quali apportano gli investimenti necessari e gli strumenti imprenditoriali idonei e gestiscono il gioco secondo regole, la cui osservanza è costantemente verificata, poste a tutela del pubblico”. Ciò vuol dire, in pratica, che la società privata interessata a ottenere la concessione, dovrà pagare di tasca propria per mettere a punto tutte le funzionalità necessarie alla gestione del casinò online ( software di gioco, servizio del provider, infrastrutture hardware, ecc.). La disponibilità di capitale per aprire un casinò online in Italia deve essere, dunque, abbastanza elevata. La domanda di concessione può essere presentata anche da società che stanno per costituirsi e che sono formate da gruppi di imprese. Nell’istanza, accompagnata da idonea documentazione, vanno indicate le generalità dell’impresa e dei titolari ( dati anagrafici e codice fiscale), numero di partita Iva e di iscrizione al Registro delle Imprese. Nella richiesta di concessione bisogna anche indicare il fornitore della connettività Internet. I requisiti per presentare la domanda sono simili a quelli richiesti per i pubblici concorsi e quindi non essere stati dichiarati falliti, non aver commesso reati, non aver procedimenti penali in corso, ecc. Continua….

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

giocare-pokeronline.it

vincerecon.com

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