La crisi dei piccoli negozi : dove si sposta il commercio?

aprile 9, 2012 | Redazionale

 Buon lunedì,

non servirebbe neppure consultare i dati provenienti dalle ricerche di mercato, per capire come anno dopo anno, una quota crescente del giro di affari del commercio al dettaglio, si stia spostando sempre più, dai piccoli negozi tradizionali ubicati nelle aree urbane e nei piccoli centri abitati, in direzione dei grandi centri commerciali e delle nuove ‘cittadelle’ commerciali che stanno spuntando un po’ ovunque in mezzo a prati ed ex aree verdi.

Il numero di centri commerciali e supermercati di varie dimensioni, sta sempre più rappresentando ‘il modello’ di offerta commerciale primaria che è ormai presente in Italia ed in buona parte dell’Europa, dall‘Italia alla Francia, dalla Moldavia alla Romania, dalla Gran Bretagna alla Spagna, ecc..

Di fronte ad una situazione simile, sono nate e si sono andate sviluppandosi una serie di riflessioni che coinvolgono:

  • il ruolo delle città e la perdita del valore commerciale degli immobili che in passato, erano destinati ad ospitare queste attività;

  • la presenza di una reale concorrenza ed un’offerta competitiva in tutti i suoi aspetti che non sempre è trasparente;

  • l’impatto ‘sociale’ che questi nuovi e numerosi centri di ‘commercio’ stanno provocando nei confronti del modo di vivere, di lavorare e di consumare dei cittadini;

  • qual’è il ruolo futuro delle attività commerciali situate attualmente nelle aree cittadine e che tipo di strategia adottare in futuro per mantenere ancora posizioni di mercato di fronte all’aggressività commerciale di questi grandi competitor e per riuscire a preservare un proprio spazio ed una identità?

  • Quali sono le attività che potrebbero essere gestite con successo in ambito urbano e che potrebbero anche decidere di rifiutare di ‘chiudersi’ all’interno di un centro commerciale?

Le domande sono molte e non trovano tutte facilmente risposta.

In effetti, questo modello commerciale, sta prendendo piede in tutta Europa e non solo. Sino ad oggi però, non sono fuoriuscite soluzioni nuove in grado di tenere testa a questo modello che attualmente sembra il vincente.

Da una parte, troviamo i molti centri commerciali e che anch’essi, stanno ‘soffrendo’ la concorrenza sempre maggiore di nuovi competitor in arrivo e tra l’altro, negli ultimi tempi, si è aggiunta anche la pressione dei discount che attirano un numero crescente di consumatori orientati al massimo risparmio, specie in tempi di crisi.

La situazione insomma, è in evoluzione e per il momento, a rimanere ‘schiacciati’ sono i piccoli operatori indipendenti, al di fuori della grande distribuzione.

Trovare nuovi modelli di business che possano rilanciare queste piccole realtà non sarà facile ma in ogni caso, diventa importante, pena il rischio di ritrovarsi le città svuotate e trasformate solo in grandi dormitori e poco più.

Anche la grande distribuzione, in alcuni suoi soggetti, sta cominciano a ristrutturare e rivedere alcune politiche di business in quanto la redditività di molti centri commerciali, è diminuita e questo, potrebbe rappresentare un campanello di allarme anche per i grandi colossi che a questo devono iniziare a studiare delle strategie nuove.

Buon lavoro.

Andrea Figoli

Articoli correlati:

Altri articoli :