Aprire un’attività in Moldavia. Investire in Moldova.

maggio 9, 2012 | Fare business all'estero

Investire ed avviare un’attività in Moldova, è già stato oggetto di alcuni nostri post in passato.   Oggi, intervistiamo il dott. Stefano Bernabeo, Presidente Confindustria Moldova che ci ha gentilmente concesso un’intervista sulle opportunità legate ad investimenti ed aperture di attività in Moldavia.   Passiamo direttamente alle domande.

 

Qual’è il ruolo della sua Associazione in un Paese ai confini dell’Europa e quali sono gli obiettivi che vi date in prospettiva futura?

 

Il ruolo di Confindustria Moldova si configura essenzialmente come strumento di aiuto, sviluppo e tutela delle aziende italiane presenti in Moldova o che hanno piani di sviluppo in questo paese. Le prospettive future sono ovviamente quelle di consolidare la struttura confindustriale e di dare sempre il massimo dell’assistenza ai processi di internazionalizzazione dell’impresa Italia in Moldova. Siamo attualmente inseriti dal Governo Moldavo nel tavolo di discussione relativo a nuove leggi in materia economica, unici Italiani, insieme alle altre 14 principali organizzazioni economiche moldave e straniere, su un totale esistente di circa 3000. Allo stesso modo lavoriamo con la Direzione Generale delle Dogane e con l’EBA, l’Associazione europea che raggruppa le più grandi imprese presenti in Moldavia alla quale siamo legati da un importante accordo di collaborazione e di interscambio di informazioni.

Quali sono i settori che a medio termine, possono essere considerati interessanti per un imprenditore che decide dall’Italia o da un altro paese, investire per avviare un’attività in Moldavia?

 

I settori di interesse sono molteplici, oltre ai classici settori del manifatturiero, tessile, calzaturiero, stanno assumendo una importanza rilevante il settore dell’energia, inteso nonsolo come rinnovabili, ma anche come adeguamento reti gas ed elettriche. In questo senso ci stiamo muovendo con impegno, partendo dallo studio della legislazione attualmente presente in Moldavia e le relative modifiche da proporre al Governo Moldavo per renderla adeguata alle normative europee e permettere così alle ns. aziende di investire con la giusta tranquillità. Anche il settore commerciale, con il progressivo innalzamento del livello di benessere economico che sta vivendo questo Stato, risulta essere interessante per le ns. imprese. Allo stesso modo il settore agricolo, che presenta delle importanti opportunità sia per quanto riguarda l’agricoltura che per la zootecnia e agroindustria, e’ da valutare con la giusta attenzione. Da non tralasciare anche il comparto dei servizi, soprattutto di quelli rivolti verso l’Italia, dove, per il basso costo della forza lavoro e la relativa facilità di reperire personale con conoscenza della lingua italiana, ci sono importanti spazi per creare strutture di servizi contabili e di call center rivolti verso l’Italia che, per altro sono già utilizzati dalle principali banche italiane.In quale parte del Paese, conviene localizzare l’attività? (Chisinau, Trasnistria, resto della Moldavia) La Moldavia e’ uno Stato relativamente piccolo e non ci sono differenze così grandi tra le varie zone del paese. Discorso a parte merita la Transnistria, dove a seguito dei recenti cambiamenti politici si aprono nuove ed importanti novità che ci vedono in prima linea con le principali organizzazioni, il DAI americano per i progetti agricoli, e l’EBA per i progetti industriali con i quali abbiamo partecipato ai primi forum in Transnistria per avvicinare le ns. imprese a questa zona dalle prospettive così interessanti. Quali sono i principali vantaggi di aprire un’attività in Moldavia e quali sono invece le criticità a cui bisogna far fronte?I vantaggi di internazionalizzare in Moldavia sono consistenti, dalla normativa fiscale che tassa i redditi d’impresa con un massimo del 12%, alle agevolazioni, per il “made in Moldova”, che permettono di entrare nel grande mercato russo e in generale in tutti i paesi CSI a dazio zero. Oltre ad un costo di manodopera più basso rispetto agli altri paesi balcanici e con costi energetici molto contenuti. Come in tutti i paesi dell’Est Europa, ci sono delle difficoltà relative alla burocrazia e alla corruzione che, inutile negare, esiste; seppur anche in Italia ci siano degli esempi eclatanti su questi sistemi che si pensavano superati. In generale la ns. funzione di assistenza e tutela va riferita anche alle risoluzioni di queste problematiche.   Delocalizzare in Moldavia per un’azienda italiana od europea, ha ancora senso? E quali problematiche doganale e burocratiche si potrebbero incontrare se si decidesse delocalizzare in Moldavia per esportare verso l’UE? Relativamente a questo punto ci tengo a sottolineare che Confindustria non condivide e non agevola la delocalizzazione delle imprese italiane, intesa come chiusura delle attività in Italia e apertura all’estero, ma bensì il nostro lavoro e’ mirato a favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane che per stare sui mercati hanno necessita di trovare nuove economie e nuovi mercati mantenendo la ns. “italianità” che ha sempre fatto la differenza nei mercati di tutto il mondo dove le ns. aziende si sono trovate ad operare. Premesso questo, ribadisco, per quanto spiegato prima che ci sono delle logiche importanti per internazionalizzare in Moldavia e riesportare verso la UE o verso i paesi CSI. Le problematiche doganali esistono ma ormai sono in via di normalizzazione; non dimentichiamo che sono iniziati in questi giorni i negoziati sul libero scambio tra la UE e la Moldova. Inoltre sono presenti in Moldova 7 zone economiche libere con importanti agevolazioni e facilitazioni previste proprio per le lavorazioni che devono rientrare nella UE o che devono essere riesportare verso i paesi CSI I costi e l’approvvigionamento dell’energia sono un problema in Moldavia?   L’approvvigionamento di energia in Moldova e’ in fase di miglioramento per i costanti investimenti sul rinnovamento delle reti, anche se ancora molto c’è da fare. I costi sono indicativamente del 20/25% inferiori a quelli europeiVendere al mercato interno Moldavo : quali sono i prodotti e servizi da sviluppare per il mercato interno e dove quindi, ci sono ancora ampi spazi di crescita?Il mercato interno moldavo, seppur in crescita come sottolineavo prima, si scontra con le dimensioni di un paese relativamente piccolo e con circa 3700000 abitanti. Per cui molte aziende che producono beni o servizi in Moldavia trovano riscontri anche per il mercato interno, ma questo non risulta essere il fattore predominante di interesse per investimenti in questo paese, con eccezione del settore delle costruzioni, civili ed industriali, che sta vivendo un momento di grande espansione e dell’arredamento.     Quali sono le caratteristiche tipo che deve possedere un imprenditore che intende venire a fare business in Moldavia per parecchio tempo? La Moldavia e’ uno Stato relativamente piccolo e non ci sono differenze così grandi tra le varie zone del paese. Discorso a parte merita la Transnistria, dove a seguito dei recenti cambiamenti politici si aprono nuove ed importanti novità che ci vedono in prima linea con le principali organizzazioni, il DAI americano per i progetti agricoli, e l’EBA per i progetti industriali con i quali abbiamo partecipato ai primi forum in Transnistria per avvicinare le ns. imprese a questa zona dalle prospettive così interessanti. I vantaggi di internazionalizzare in Moldavia sono consistenti, dalla normativa fiscale che tassa i redditi d’impresa con un massimo del 12%, alle agevolazioni, per il “made in Moldova”, che permettono di entrare nel grande mercato russo e in generale in tutti i paesi CSI a dazio zero. Oltre ad un costo di manodopera più basso rispetto agli altri paesi balcanici e con costi energetici molto contenuti. Come in tutti i paesi dell’Est Europa, ci sono delle difficoltà relative alla burocrazia e alla corruzione che, inutile negare, esiste; seppur anche in Italia ci siano degli esempi eclatanti su questi sistemi che si pensavano superati. In generale la ns. funzione di assistenza e tutela va riferita anche alle risoluzioni di queste problematiche. Relativamente a questo punto ci tengo a sottolineare che Confindustria non condivide e non agevola la delocalizzazione delle imprese italiane, intesa come chiusura delle attività in Italia e apertura all’estero, ma bensì il nostro lavoro e’ mirato a favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane che per stare sui mercati hanno necessita di trovare nuove economie e nuovi mercati mantenendo la ns. “italianità” che ha sempre fatto la differenza nei mercati di tutto il mondo dove le ns. aziende si sono trovate ad operare. Premesso questo, ribadisco, per quanto spiegato prima che ci sono delle logiche importanti per internazionalizzare in Moldavia e riesportare verso la UE o verso i paesi CSI. Le problematiche doganali esistono ma ormai sono in via di normalizzazione; non dimentichiamo che sono iniziati in questi giorni i negoziati sul libero scambio tra la UE e la Moldova. Inoltre sono presenti in Moldova 7 zone economiche libere con importanti agevolazioni e facilitazioni previste proprio per le lavorazioni che devono rientrare nella UE o che devono essere riesportare verso i paesi CSIOvviamente l’internazionalizzazione della propria impresa per l’imprenditore italiano presuppone la disponibilità di capitali di investimento, non necessariamente elevati, ma comunque indispensabili per iniziare una attività in questo paese ed in generale in tutti i paesi balcanici, oltre ad una buona predisposizione per l’organizzazione dell’impresa unitamente ad uno spirito “positivo” che permetterà di superare le difficoltà che inevitabilmente intervengono quando si tratta di aprire attività economiche e produttive in paesi stranieri.

Ringraziamo il dott Bernabeo per la disponibilità accordataci.

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