Aprire un’attività senza capitali . E’ ancora possibile avviare un’attività con meno di 20.000 euro?

maggio 20, 2012 | Redazionale

Buon lunedì,

la domanda con la quale abbiamo aperto questo post, è molto chiara e non lascia adito a dubbi.

Il panorama generale, ci indica una sempre minore (o del tutto assente) disponibilità da parte delle banche a finanziare progetti imprenditoriali di aspiranti imprenditori che sono privi di garanzie reali (attraverso la presenza di immobili a garanzie, l’avvallo di garanti credibili, ecc.).

A rafforzare questa situazione, c’è anche il fatto che il risparmio appartenente a molte famiglie ed imprenditori e che è stati accumulato nel corso degli anni, si è nella maggior parte dei casi assottigliato anche perché, in molte occasioni, sono stati utilizzate queste somme per far fronte a necessità familiari o per pagare debiti, mutui, cartelle esattoriali, ecc. che negli ultimi anni, hanno particolarmente assillato molti milioni di cittadini.

Di fronte ad una generale riduzione della disponibilità di capitali, in particolare da parte di coloro che appartengono alle classi medie e medio basse, la possibilità di avviare un progetto imprenditoriale, è sempre più legato all’individuazione di settori e tipologie di attività che richiedono investimenti limitati, senza ricorrere a prestiti ed interventi esterni.

Avviare un’attività con pochi soldi.

In taluni casi, sembra di essere tornati indietro di qualche decina di anni, dove da una parte, troviamo investimenti di importo elevato effettuati da gruppi imprenditoriali ben solidi, dall’altra, un numero sempre crescente di piccoli imprenditori che cercano di avviare la propria attività con le proprie forze, senza il supporto esterno.

 

Ma quali sono le attività che possono essere avviate con poco capitale oggi?

Abbiamo dedicato un post specifico a questo quesito alcune settimane fa ed oggi, ritorniamo sull’argomento

prevalentemente perché abbiamo ricevuto alcune email da parte di lettori che vogliono avviare un’attività per varie motivazioni :

  • uscire dalla situazione di precarietà o di parziale disoccupazione attraverso la creazione di una micro/piccola impresa;

  • passare da una situazione di lavoro dipendente ad una di imprenditore;

  • sviluppare un progetto che da tempo si desidera far partire;

  • mettere in pratica le esperienza accumulate negli anni attraverso la creazione di una propria impresa;

  • altro.

Ci sono molte attività che possono essere avviate od acquistate per poche decine di migliaia di euro ma, al di là delle motivazioni personali, bisogna saper identificare quei settori che realmente possano permetterci di crearci uno spazio sufficiente per emergere e permetterci di definire un particolare business in grado di produrre reddito.

Il punto dolente infatti, non è tanto nella possibilità o meno di avviare una piccola attività con investimenti limitati.

Il problema, è spesso legato alla possibilità di rendere redditizia l’impresa, quindi, in grado di generare un reddito sufficiente per l’imprenditore.

A conferma di questo, il turnover di moltissime piccole attività che operano in settori ormai marginali, è legata sopratutto a 4 fattori :

  • i bassi margini con cui operano queste attività;

  • i limitati fatturati espressi da queste imprese;

  • la limitata specializzazione che impedisce a queste imprese di ‘caratterizzarsi’ ed ‘evidenziarsi’ rispetto ad altri competitor sul mercato;

  • un mercato che offre a queste realtà sempre minori spazi per operare.

Quindi, è giusto e comprensibile individuare le attività che possono essere avviate con pochi capitali ma è anche doveroso verificare sopratutto la reale redditività di queste imprese per evitare di avviare od acquisire dei business che operano in ambiti che sono ormai decotti e senza nessuna possibilità futura.

Infatti, di attività in vendita ce ne sono ormai tantissime ed altrettanto ampio, è lo spazio per avviare piccoli business nei più svariati settori. Per questo, è necessario verificare sempre le potenzialità in termini di guadagno di queste imprese.

Buon lavoro.

Andrea Figoli

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