Dove investire in tempi di crisi. Vincere la crisi con soluzioni mirate.

maggio 6, 2012 | Redazionale

Quali sono i settori su cui puntare con la crisi?

Buon lunedì,

come avevamo già previsto parecchio tempo fa in un nostro post, l’effetto forbice sui consumi, nella scelta dei consumatori, si fa sentire in maniera sempre più intensa in tutti i settori.

Abbiamo visto i dati relativi alle vendite auto ed il calo dei consumi, che ha colpito, seppur in maniera differente un po’ tutti i marchi e segmenti fatta eccezione per due brand : la Porsche (che rappresenta il segmento/lusso) e la Dacia (che copre il segmento basso, reddito/popolare).

Anche in altri campi, per esempio nel settore turistico, sono proprio gli alberghi che ospitavano la vecchia classe media, ad avere subito le maggiori flessioni negli ultimi 12 mesi ed andando a verificare anche il settore delle distribuzione commerciale, si è confermata pure in questo caso la medesima tendenza, con il crollo delle vendite nei centri commerciali e nei negozi frequentati dalla classe media e dai soggetti con redditi più bassi e conseguentemente, è cresciuta in termini quantitativi, la vendita di prodotti da parte dei discount.

 

Quali sono le aree più redditizie?

E’ evidente che proprio in tempi di crisi e di recessione più dura, l’effetto forbice tende a coivolgere un pò tutti i settori, mettendo in evidenza l’indebolimento della classe media che nella maggior parte dei casi, scivola verso posizioni inferiori.

Dall’altra, il segmento dei ricchi e molto ricchi, non risente in termini sostanziali della crisi ed in certi casi, se ne avvantaggia perché ottiene prezzi migliori per gli acquisti ed opportunità maggiori a seguito della poca liquidità circolante e quindi, può far valere la propria posizione di forza rispetto alla massa.

Questo fenomeno, potrebbe ulteriormente dilatarsi poiché nel frattempo (a breve termine), non sono previste migliorie sostanziali, in particolare, per quanto riguarda il reddito delle persone.

In questa fase ed anche guardando in prospettiva futura, serve sviluppare dei business che si rivolgano ad un mercato che è molto cambiato rispetto a quello di qualche anno fa, come del resto risulta da questo quadro appena delineato, con lo stravolgimento della società in cui viviamo.

L’errore di tanti progetti imprenditoriali, è quello di basarsi ancora su modelli del passato, magari anche solo di pochi anni fa e non tenere invece conto che i cambiamenti che si sono verificati negli ultimi 7, 8 anni, sono enormi e non consentono di non prenderne atto, specie da parte di coloro si avviano ad aprire un’attività.

Buon lavoro.

Andrea Figoli

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