Investire in Thailandia. Aprire un’attività in Thailandia.

maggio 3, 2012 | Fare business all'estero

La Thailandia, è paese situato nel Sud Est Asiatico, e confine con Cambogia, Laos, Birmania e Malesia.

La sua posizione ed il suo territorio, lo rendono incredibilmente attrattivo per il turismo e così, milioni di visitatori ogni anno, soggiornano in Thailandia alla ricerca delle ‘bellezze’ locali.

La Thailandia, come ogni paese del mondo, è anche terra di business ed oggi, cerchiamo di verificare quali sono le possibilità ed i limiti di questo Paese, in materia di opportunità per investire ed avviare imprese sul suo territorio.

 

Aprire un’attività in Thailandia. Che cosa serve?

Innanzi tutto, occorre premettere che le normative in materia di lavoro ed investimenti in Thailandia, sono restrittive nei confronti degli stranieri: per tutti gli stranieri!

Questo, con lo scopo di tutelare e favorire il lavoro dei Thailandesi.

Tra i numeri che caratterizzano questo Paese, ricordiamo che la Thailandia ha oltre settanta milioni di abitanti ed un numero di disoccupati consistente ed è circondata da paesi densamente popolati dove il lavoro manca e le economie sono ancora in fase di sviluppo (Cambogia, Laos, Vietnam, ecc.).

Tra le attività che la legge riserva soli ai Thailandesi, troviamo :

Tutti i lavori Manuali, i lavori in campo agricolo e nell’allevamento;

fatta eccezione per i lavori specialistici Carpenteria, tutti i lavori legati alle costruzioni;

la lavorazione di Bambu ‘o rattan;

la tessitura di sete e stoffe;

la fabbricazione di strumenti musicali thailandesi;

la lavorazione di oro, argento, ed altri metalli preziosi, ecc.;

la produzione di materassi o coperte;

l’attività di venditore all’asta;

i servizi di contabilità;

i saloni di bellezza o si parrucchiere;

i lavori di di mediazione od agenzia eccetto quelli internazionali;

tutti i servizi legali;

i lavori di segreteria;

la realizzazione di prodotti con immagini di Budda;

la produzione di vestiti, ceramiche, coltelli, ombrelli, scarpe, cappelli;

il serizio di autista e guida turistica;

i lavori di ingegneria civile ed architettura, con eccezione per lavori specialistici;

l’attività di venditore di strada commesso / a.

Nell’elenco, troviamo molte attività e le eccezioni all’interno di questi settori, sono rappresentati dalla specializzazione. Vuol dire che è possibile operare in alcuni settori limitati solo se si dispone di una particolare competenza o specializzazione che non è in possesso dei Thailandesi.

Per quanto riguarda l’apertura di un’impresa, per poter avviare qualunque business, lo straniero deve costituire una Company nella quale le quote di proprietà di soci stranieri devono essere non superiori al 49% del totale.

In pratica, si garantisce ai soci Thailandesi il controllo di ogni attività!

La costituzione di un company, permette l’ottenimento di un work permit che consente la residenza e la possibilità di lavorare.

La somma minima prevista per un investimento, è circa 50.000 euro.

Investire in Thailandia : altre limitazioni.

Gli altri limiti previsti dalla legge, fanno riferimento alla possibilità accordata agli stranieri di essere proprietari di immobili. Infatti, a parte alcune eccezioni, è possibile acquisire immobili solo mediante la company (che però come abbiamo detto deve essere detenuta in maggioranza da cittadini Thai).

I prezzi del mercato immobiliare sono molto appetibili e saranno sicuramente suscettibili di incrementi consistenti nei prossimi anni.

Anche il rendimento degli immobili messi a rendita, offre attualmente percentuali elevate, in particolare nelle aree turistiche e nella capitale Bangkok.

Ritorneremo su questo argomento in futuro.

Continua.

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