Aprire un’attività in Polonia. Investire in Polonia.

giugno 29, 2012 | Fare business all'estero

La Polonia è un paese poco più di 38 milioni abitanti al confine con Germania e Russia.

Una storia complessa ed un presente fatto di crescita economica intensa che ha portato questa nazione a recuperare agevolmente buona parte del proprio gap nei confronti dell’Occidente.

Abbiamo posto ad un esperto, il dott. Donato di Gilio ed al dott. Stefano Barbieri di Core Sp z.o.o, una società di consulenza che supporta le imprese a sviluppare business ed investimenti in Polonia, una serie di domande per comprendere le opportunità offerta da questo Paese.

 

Quali sono i settori secondo Lei che potrebbero offrire una migliore opportunità per un imprenditore che viene dall’estero?

Attualmente la Polonia è diventata il Paese di riferimento per l’industria del “bianco” (elettrodomestici), sono in crescita anche l’automotive la meccanica. Entrambi questi settori, sono rappresentati in Polonia dai principali player europei e coreani. L’agricoltura si conferma un settore tradizionalmente importante. Non dimentichiamo le energie rinnovabili per le quali è in atto una riforma di legge che ne orienterà l’evoluzione. In genere tutte le aziende innovative (ICT, hi-tech, comunicazioni) possono trovare in Polonia quelli che sono considerati tra i tecnici e ingegneri migliori d’Europa, le professioni tecnico-scientifiche sono altamente qualificate e di conseguenza attraggono anche investitori. Infine citerei il cd. BPO (Business Processing Outsurcing).

Quali sono le problematiche che si possono incontrare in merito all’apertura di un’attività in Polonia?

Possiamo affermare tranquillamente che problemi particolari non ce ne sono a parte un po’ di burocrazia comunque in via di snellimento.

Quali sono i tempi ed i costi per aprire una società in Polonia e che tipologie di società si possono avviare?

Il sistema è in via di semplificazione, gli standard finora sono stati di 45-60 gg. massimo per avere formalmente operativa una SRL dal momento in cui si mette mano al primo atto operativo. Questi tempi sono destinati a scendere con le semplificazioni in corso di attuazione. È possibile creare una SRL  già con 5.000 PLN (circa 1.200,00 euro attuali). Imposte e tasse sono molto contenute, così come i costi notarili che variano in funzione del capitale sociale. Da considerare i costi di consulenza per la preparazione dello statuto e l’assistenza presso il notaio (mediamente 5.000 euro). Citiamo la SRL perché è il modello preferito dalla maggior parte delle aziende, anche quelle più grandi. Le SPA esistono sostanzialmente per attività in cui la legge lo richieda (banche, assicurazioni, società quotate…).

Quali sono le aree più interessanti del Paese per avviare un’attività?

Parlare di aree più interessanti significa generalizzare. Diciamo che il buon sistema educativo nel campo tecnico-scientifico favorisce quelle aziende che richiedono personale molto qualificato sia in ambito concettuale-progettuale sia esecutivo. Lo stesso Governo polacco ha favorito innovazione, ricerca e tecnologie con un preciso orientamento di spesa dei fondi europei dedicati alle imprese. Le attività cd. labour intensive in Polonia non hanno futuro e spariranno così come da anni sono sparite nei Paesi più avanzati (salve nicchie, produzioni artigianali o di eccellenza). La Polonia è da considerarsi a tutti gli effetti un Paese avanzato, tant’è che reclama l’inserimento nel gruppo del G20. Quanto alla aree geografiche, lo sviluppo economico è disomogeneo, ci sono zone più e meno sviluppate. In genere le aziende tendono a collocarsi laddove possono essere vicine ai clienti piuttosto che a una logistica più favorevole senza dimenticare l’incidenza degli incentivi che variano da zona a zona.

Quanto è il livello di tassazione in Polonia?

Molto equo: 19% flat rate sugli utili di tutte le società (dalla partita iva personale alla società per azioni) e nulla di più. Non è un record ma sicuramente un eccellente compromesso per quanto offre la Polonia in termini di risorse umane, infrastrutture, conoscenze diffuse e collocazione geografica. Per quanto riguarda le persone fisiche la riforma della aliquote di 3 anni fa ha portato il livello di tassazione da 4 (dal 43% al 18%) a 2 scaglioni (18% e 32 %). L’imposta base sul valore aggiunto è attualmente del 23%.

Quali sono i vantaggi di aprire un’attività a Polonia?

Le aziende che hanno aperto attività in Polonia negli ultimi anni o si accingono a farlo possono godere di molti elementi di attrattività:

  • stabilità economica;

  • un ambiente favorevole al business dove le imprese sono incentivate a produrre ricchezza e non “punite” perché producono ricchezza, consentiteci l’amara constatazione se si pensa all’Italia. Le imprese sono considerate una ricchezza da sviluppare nell’interesse del benessere collettivo e non semplicemente un produttore di reddito atto ad essere tassato in quanto tale, senza una visone sui benefici che dalle aziende ricadono sulla collettività (posti di lavoro, competitività, creazione di indotti e distretti, ecc.);

  • conseguentemente, un fisco equo (ho già citato il basso livello di tassazione per le imprese);

  • un fisco che provvedere ai rimborsi iva e delle tasse in tempi adeguati (da 30 a 60 gg. dalla richiesta) e soprattutto IN CONTANTI sul conto corrente, senza utilizzare sistemi particolarmente cervellotici quali le compensazioni tra imposte o sistemi simili.

  • 65 miliardi di euro + l’addizionalità del governo polacco, le risorse destinate ai campionati europei di calcio hanno sostenuto e rinforzato il sistema economico anche in questo periodo in cui la crisi attanaglia molti Paesi;

  • la fiscalità agevolata sotto forma di crediti d’imposta per chi sceglie di investire nelle Zone ad economia Speciale;

  • risorse umane qualificate.

Per avere un’idea, qual è il costo di un impiegato (complessivo) e di un operaio a Polonia?

Non esistendo contratti collettivi, il dato è poco significativo perché può variare molto da zona a zona. Quanto più la forza lavoro è qualificata, tanto più si riduce il differenziale al confronto con i Paesi dell’Europa occidentale. Diciamo che statisticamente si può con prudenza parlare di un rapporto da 1 a 3 massimo 4 (circa 6 euro /ora statistici contro 24 euro italiani).

Ringraziamo i nostri consulenti : il dott. Donato di Gilio ed al dott. Stefano Barbieri della società di consulenza Core Sp z.o.o per il supporto.

Fonti informazioni :

Core Sp. z o.o.

Ul. Królewska, 16 00-103 Warszawa (PL)

www.investmentsgroup.net

barbieri@investmentsgroup.net

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