Comprare e vendere oro usato. Aprire un negozio compro oro. Seconda parte.

giugno 11, 2012 | Fare impresa

Come dicevamo nella scorsa puntata, la redditività di un centro compro oro va anzitutto valutata tenendo conto della distribuzione territoriale dei competitor. Il conteggio numerico dei concorrenti è un’operazione preliminare che va essenzialmente fatta perché l’avvio dell’attività, oggi, in pieno 2012, si presenta più rischioso rispetto a qualche anno fa. Nel 2008, anno del boom, i centri compro oro erano un astro nascente nel panorama imprenditoriale italiano, mentre allo stato attuale rappresentano un segmento di mercato come tanti altri, con i suoi spazi liberi e con il suo grado di saturazione. Ecco perché valutare il numero di concorrenti attivi nella zona in cui si intende avviare il punto compro oro, permette di stabilire a priori la localizzazione più strategica per ottenere la massima redditività dall’idea di impresa.

APRIRE UN NEGOZIO COMPRO : LA CONCORRENZA

Per dare un quadro il più possibile esaustivo della presenza territoriale dei centri compro oro cercheremo di riferirci a un ambito regionale, poiché farlo a livello provinciale o regionale sarebbe troppo dispendioso e ci impedirebbe di trattare altri utili aspetti dell’attività Tuttavia, a titolo di esempio, cercheremo di parlare della distribuzione della concorrenza in qualche ambito comunale in modo da capire se e come potrebbe essere possibile avviare un centro compro oro in un ambito territoriale generalmente ricompreso all’interno di un solo comune. Intanto, prima di riportare i risultati delle ricerche web, diciamo subito che secondo i dati dell’Associazione Nazionale Tutela I Compro Oro, in Italia opererebbero circa 28 mila oro point, con un giro d’affari di oltre dieci miliardi di euro all’anno. La distribuzione dei centri compro oro è di uno ogni sei, settemila abitanti. Secondo il web, invece, la parola chiave “compro oro” restituisce per la Lombardia, circa 160 mila risultati, per il Piemonte 131 mila, per la Liguria circa 99 mila, per il Veneto 127 mila, per il Trentino 106 mila, per il Friuli 69.500, per la Valle D’Aosta, 54.500, per l’Emilia Romagna, 107 mila, per la Toscana 140 mila, per l’Abruzzo, 44 mila, per il Lazio 129 mila, per l’Umbria 80.200, per le Marche 166 mila, per la Basilicata 33 mila, per la Campania, 101 mila, per la Puglia 104 mila, per la Calabria 122 mila, per la Sicilia 94.200, per la Sardegna, 111 mila. I risultati web possono variare in base alle pagine che parlano dello stesso negozio, ecco perché è importante un ulteriore esame della concorrenza a livello più locale, magari consultando le Pagine Gialle on line. Abbiamo usato questo strumento per citare, a titolo di esempio, il numero di centri compro oro attivi in tre comuni del Nord, del Centro e del Sud Italia. A Segrate (MI), ad esempio, si trovano cinque centri compro oro e alcuni di loro sono anche delle gioiellerie che vendono oggetti preziosi al dettaglio, mentre in provincia di Milano, complessivamente e sempre secondo i dati inseriti su Pagine Gialle, risultano avviati 59 centri compro oro.

Spostandoci in provincia di Roma risultano presenti circa 82 negozi, con un dato che supera quello milanese e che contrasta con i risultati ottenuti dai motori di ricerca, dove la Lombardia risulta essere la regione con il maggior numero di centri compro oro. Nel comune di Abano Laziale, risultano presenti sei negozi. Spostandoci a Sud, in provincia di Reggio Calabria, risultano attivi sei centri compro oro, mentre nel comune di Gioia Tauro risultano presenti tre negozi dello stesso settore. Un’ulteriore fonte per sapere con certezza il numero effettivo dei concorrenti a livello locale, è la Camera di Commercio, dove è possibile consultare il Registro delle Imprese. La localizzazione ideale per avviare un nuovo centro compro oro dovrebbe essere quella in cui non sono presenti più di tre centri per comune con popolazione di almeno ventimila abitanti. Per diversificare il business, ma anche per incrementarlo, si può abbinare alla compravendita dell’oro usato, anche il servizio di acquisto argento, platino, quadri e oggetti da collezione, da rivendere ad altri collezionisti o privati, con un adeguato ricarico. Esaminato il fattore concorrenza e individuato il core business del negozio, si può pensare ad aprire materialmente l’attività, che necessita di spazi molto ridotti per poter essere esercitata, ovvero di un locale di circa venti, trenta metri quadri, situato in centro o in vie centrali o di passaggio. Per quanto riguarda la distanza del compro oro da un altro centro simile non abbiamo notizie a riguardo, ma in epoca di liberalizzazioni non dovrebbero esserci più limiti di distanza, eventualmente ci si può rivolgere al Comune per conoscere eventuali norme in merito. L’investimento per l’apertura del negozio è relativamente contenuto e si aggira tra i 15 ed i 25 mila euro. Trattandosi di un’attività che non richiede particolari conoscenze e competenze, la si può svolgere da soli, azzerando così i costi per l’assunzione di personale. Viste le piccole dimensioni di un centro compro oro, la forma giuridica ideale per l’attività è la ditta individuale, anche se esistono centri compro oro in forma di società a responsabilità limitata. Continua…

Fonte alcuni dati:

www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/28mila-compro-oro-per-giro-affari-da-10-mld-lanno-in-arrivo-pdl_313218198513.html

Rosalba Mancuso

Fonti immagini:

Tuttoturismoweb.com

Adnkronos.com

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